Cercai il calore febbrile di una pelle tatuata, la pressione elettrica del metallo contro la mia bocca e quell'incendio che mi stava consumando i sensi, ma le mie dita incontrarono solo l'aria gelida e immobile di Mapo-gu.
Poi, la realtà mi colpì con la spietatezza di un'esecuzione.
Bip. Bip. Bip.
Il suono della sveglia squarciò l'incanto come una lama affilata che lacera la seta. Spalancai gli occhi con un sussulto violento, il busto che scattava verso l'alto e il respiro che usciva in piccoli rantoli strozzati. Per un istante, un istante che sembrò un'eternità , cercai freneticamente con le mani il freddo glaciale del marmo e la pressione bruciante del corpo di Min Ho, ma le mie dita incontrarono solo la consistenza ruvida e familiare delle lenzuola di cotone.
Non ero ad Hannam-dong. Non c'era il profumo di whiskey e tabacco, né il silenzio vibrante di una villa da miliardi di won.
Ero nel mio letto. Le lenzuola erano attorcigliate attorno alle mie gambe in un groviglio soffocante, testimoni di una notte passata a lottare contro il mio stesso subconscio. Il cuore mi martellava contro le costole con una ferocia tale da farmi male, un ritmo irregolare che cercava di stare al passo con un'adrenalina che non aveva più sfogo.
Fissai il soffitto, dove la luce grigia e piatta dell'alba di Seoul filtrava attraverso le tende economiche, disegnando ombre sbiadite che non avevano nulla della magia dorata del sogno. Sentivo il corpo pesante, intriso di un calore che non voleva abbandonarmi, e la realtà dell'umidità tra le mie cosce mi colpì come un'accusa silenziosa. Chiusi gli occhi con forza, premendomi i palmi sulle palpebre fino a vedere le stelle, cercando di ricacciare indietro quelle immagini.
Vergogna.
Una vampata di calore mi incendiò il viso. Com'è stato possibile? Com'è potuto sembrare così... vero?
Cercai di fare mente locale, sforzandomi di separare i frammenti vividi ed erotici del sogno dai ricordi gelidi della notte appena trascorsa. Dovevo ricostruire la verità, o sarei impazzita.
Fissai il vuoto della mia stanza per lunghi minuti, cercando di rallentare il battito del cuore. Le immagini del bancone di marmo e del tocco predatore di Min Ho stavano svanendo, lasciando il posto alla veridicità spietata dei ricordi.
Nella realtà, dopo quel bacio, non c'era stata nessuna esplosione di passione violenta. Quando le nostre labbra si erano staccate, Min Ho era rimasto a pochi centimetri dal mio viso, il suo respiro caldo e pesante che si mescolava al mio. Mi aveva guardata con una lucidità improvvisa che mi aveva spiazzata, le sue mani tatuate che ancora mi stringevano i fianchi con una forza che tremava.
Stavo per baciarlo di nuovo, trascinata da quell'urgenza che sentivo salirmi dal petto, ma lui aveva scosso leggermente il capo, allontanandomi di un soffio.
«Emily... fermiamoci,» aveva sussurrato, e la sua voce era un graffio profondo, spezzato.
Lo guardai confusa, con il fiato corto.
«Min Ho?»
Lui mi accarezzò la guancia con il pollice, un gesto di una tenerezza devastante.
«Non voglio che sia così. Non stasera,»disse chiaramente, guardandomi dritto negli occhi nonostante lo sguardo velato dall'alcol.
«Sei l'unica cosa vera che mi è rimasta in questo schifo, Emily. Non voglio rovinare tutto perché sono troppo ubriaco per stare in piedi. Non voglio svegliarmi domani e chiedermi quanto di quello che è successo sia merito mio o colpa del whiskey.»
Prese un respiro profondo, appoggiando la fronte contro la mia.
«Ti merito da sobrio. Voglio ricordarmi ogni secondo di quando ti avrò tra le braccia. Voglio essere lucido quando succederà davvero. Per favore... aiutami solo ad arrivare a letto.»
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Blazing Hearts
Fiksi PenggemarIn una Seoul, dove i sogni brillano ma i segreti oscurano la realtà, Emily Wang è una studentessa di design che cerca di costruirsi un futuro luminoso nella capitale. Emily ha sempre cercato di proteggersi dalla luce del mondo, ma tutto cambia quand...
