La serratura scattò con un rumore secco, simile a un osso che si spezza. Spinsi la porta ed entrai. L'aria dell'appartamento mi colpì in faccia: profumava di ramyeon istantaneo e ammorbidente economico. Odore di casa. Odore di una vita che non mi apparteneva più.
Soo Jin scattò dal divano come una molla. I suoi capelli erano un disastro, gli occhi arrossati. Nella stanza, la luce azzurrina della TV accesa proiettava ombre nervose sulle pareti; stavano già trasmettendo le foto, ne ero certa.
«Emily!» Mi arrivò addosso prima che potessi togliermi le scarpe. Mi afferrò per le spalle, scuotendomi leggermente, come se volesse accertarsi che fossi solida e non un fantasma fatto di pioggia e scandali. «Come è andata con Choi? Il telefono... perché l'hai spento?» La sua voce tremava, salendo di un'ottava per il panico. Mi tastò le braccia, il viso, cercando ferite visibili. «Dio..internet sta esplodendo.. Parla, Em, ti prego, mi stai spaventando.»
Io rimasi immobile. Non sentivo le sue mani. Non sentivo il freddo dei vestiti fradici che mi si incollavano alla pelle come una seconda pelle di ghiaccio. Sentivo solo un ronzio statico alla base del cranio, bianco e costante, lo stesso suono che fa una TV quando perde il segnale. Mi sfilai le scarpe con movimenti lenti, meccanici, lasciandole lì, sporche di quella città che mi aveva masticata e sputata via.
«Emily!» Soo Jin era quasi in lacrime. Mi prese il viso tra le mani, costringendomi a guardarla.
Alzai lo sguardo su di lei. I miei occhi dovevano essere pozzi vuoti, perché lei fece un passo indietro, spaventata da ciò che vi vide dentro. O da ciò che non vide.
«Accendi Weverse,» dissi. La mia voce era graffiata, un sussurro rauco che non sembrava il mio, ma quello di una sconosciuta che parlava attraverso di me.
«Cosa? Perché? Em, dobbiamo parlare di come farti sparire per qualche giorno, ho già chiamato mia cugina a Incheon...»
«Accendilo. Adesso. Sta per iniziare.»
Soo Jin esitò, colpita dalla mia freddezza innaturale, poi afferrò il suo cellulare dal tavolino. Le sue dita tremavano così tanto che dovette provare tre volte a sbloccare lo schermo. Non servì cercare. La notifica era già lì, pulsante, in cima a tutto, come un segnale d'allarme rosso sangue.
[LIVE] Park Min Ho.
Premette play e girò lo schermo verso di me. Eccolo.
Era seduto nel suo studio alla Starlight, quello con le pareti insonorizzate grigie che conoscevo a memoria. Indossava una camicia bianca, immacolata, chiusa fino all'ultimo bottone: l'uniforme del pentimento. I capelli erano acconciati per sembrare naturali, ma ogni ciocca era stata posizionata con cura maniacale per dargli quell'aria vulnerabile che i fan avrebbero perdonato. Un leggero strato di trucco copriva le occhiaie che sapevo essere lì, ma lasciava intravedere un pallore studiato. Era bellissimo. Di una bellezza eterea, intoccabile. Ed era morto.
Fissai i suoi occhi attraverso lo schermo. Per milioni di persone connesse, quello era uno sguardo umile. Per me, erano solo due biglie di vetro scuro. La luce dietro di esse si era spenta. Prese un respiro profondo. Un respiro provato, calcolato al millesimo.
«Ciao a tutti, sono Park Min Ho,» esordì. La voce era quella ferma e profonda che usava durante le interviste ufficiali, priva di quella raucedine dolce che aveva quando si svegliava accanto a me. «Voglio iniziare chiedendo sinceramente scusa a tutti i fan che si sono sentiti delusi e feriti dalle notizie di oggi. Chiedo scusa anche ai miei compagni Blaze e allo staff della Starlight che ha lavorato duramente per proteggere la mia immagine.»
Si inchinò leggermente, restando con la testa bassa per tre secondi esatti. Poi tornò a guardare l'obiettivo.
«Riguardo alle foto che sono circolate...» Una pausa. Deglutì. «Sono profondamente imbarazzato per il mio comportamento sconsiderato. Questa sera, a causa dello stress e della stanchezza post-tour, ho bevuto troppo e ho perso il senso della mia responsabilità come figura pubblica. Non ero in me.»
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Blazing Hearts
FanfictionIn una Seoul, dove i sogni brillano ma i segreti oscurano la realtà, Emily Wang è una studentessa di design che cerca di costruirsi un futuro luminoso nella capitale. Emily ha sempre cercato di proteggersi dalla luce del mondo, ma tutto cambia quand...
