⚠️ Nota Importante dell'Autrice
Ciao a tutti! So che di solito ci sentiamo alla fine del capitolo, ma oggi ho preferito scrivervi anche in apertura.
Questo capitolo è particolarmente intenso e contiene descrizioni crude di cyber-bullismo estremo, stalking e violenza psicologica, inclusi riferimenti grafici a mutilazioni animali e minacce esplicite. Sono temi duri, purtroppo ispirati a fatti realmente accaduti nel mondo dei fandom, che ho ritenuto necessario inserire per mostrare la gravità di ciò che Emily sta affrontando.
Tuttavia, se questi argomenti urtano la tua sensibilità, puoi saltare la parte centrale (comparirà questa emoji 🌿) e riprendere la lettura quando ritroverai l'emoji 🌿. Da quel punto in poi, la narrazione torna su binari sicuri.
Prendetevi cura di voi durante la lettura. 🖤
***
Non sapevo che giorno fosse. Il tempo aveva smesso di essere una sequenza ordinata di ore e minuti per diventare una melassa grigia, indistinta. Potevano essere passati due giorni o due secoli da quando avevo chiuso la chiamata con mia madre. La mia esistenza si era ridotta al perimetro del materasso.
La stanza era immersa in una penombra perenne. Le tende oscuranti erano tirate, pesanti e immobili. C'era puzza. Era l'odore stantio di finestre chiuse, di sudore acido che si era asciugato sulla pelle e di cibo non consumato. Mi sentivo i capelli pesanti, unti, incollati alla nuca come una seconda pelle morta. Non mi lavavo da... da quando? Tre giorni? Quattro? Non importava. L'idea di alzarmi, trascinare il mio peso fino al bagno, spogliarmi e sentire l'acqua addosso mi sembrava un'impresa titanica. Come scalare l'Everest senza ossigeno.
«Em...» La porta si aprì con un cigolio timido. Soo Jin entrò in punta di piedi, come se stesse entrando in una camera mortuaria e temesse di disturbare il cadavere. «Ti ho portato del juk di zucca. È caldo. Almeno due cucchiai, per favore.»
🌿
Non risposi. I miei occhi erano fissi su una crepa nell'intonaco del soffitto. Aveva la forma di un fulmine o di una vena spezzata. La fissavo da ore, tracciandone i contorni con la mente per non dover pensare ad altro. Soo Jin posò la ciotola sul comodino, accanto a quella intatta della sera prima. «Hanno chiamato di nuovo dall'amministrazione del condominio,» sussurrò, sedendosi sul bordo del letto. «I giornalisti sono ovunque, ma... ci sono anche le fan. Hanno iniziato a consegnare corone di fiori funebri nell'atrio, Emily. Hanno scritto il tuo nome sopra. I vicini sono terrorizzati,chiameranno la polizia.»
Chiusi gli occhi. Non era la polizia a preoccuparmi. Erano loro.
Il telefono giaceva spento sotto il cuscino, ma le immagini erano ancora impresse a fuoco nella mia retina. Prima di spegnerlo definitivamente, avevo commesso l'errore di aprire i miei social.
Su TikTok, l'hashtag #MinHoBetrayal era una gogna globale. Non erano solo montaggi; erano analisi forensi del nulla. Video rallentati che analizzavano il riflesso nelle pupille di Min Ho durante le vecchie Live per vedere se la sagoma della mia stanza appariva nei suoi occhi.
«Guarda qui, il bracciale. È lo stesso brand che lei ha postato tre mesi fa. Lo ha comprato con i soldi di lui, questa parassita.»
«Hanno bevuto lo stesso caffè a tre ore di distanza. Lovestagram schifoso. Spero che bruci all'inferno insieme alla sua ambizione.»
Ma la cosa peggiore erano i Deepfake. Video generati dall'intelligenza artificiale che usavano il mio volto su corpi di donne in situazioni degradanti, o montaggi video dove sembrava che ridessi mentre Min Ho piangeva. La mia faccia era ovunque, distorta, violata, trasformata nel simbolo di tutto ciò che era marcio.
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Blazing Hearts
FanfictionIn una Seoul, dove i sogni brillano ma i segreti oscurano la realtà, Emily Wang è una studentessa di design che cerca di costruirsi un futuro luminoso nella capitale. Emily ha sempre cercato di proteggersi dalla luce del mondo, ma tutto cambia quand...
