Le sue labbra non si staccarono dalle mie nemmeno quando i polmoni iniziarono a bruciare per la mancanza d'ossigeno. Era un bacio che sapeva di sale e pioggia, una collisione disperata che non ammetteva interruzioni, come se il solo respiro che ci separava potesse permettere alla realtà di rimettersi in mezzo.
I vestiti bagnati pesavano come armature di piombo, freddi e appiccicati alla pelle, ma il calore che irradiava dal corpo di Min Ho era un incendio che divampava ovunque mi toccasse. Ogni volta che le sue mani cercavano la mia pelle sotto la camicetta fradicia, un brivido violento mi scuoteva, un contrasto termico che mi faceva girare la testa.
Eravamo nel mezzo del salone, circondati da un lusso che in quel momento sembrava assurdo, quasi offensivo. Il rumore della tempesta che martellava contro le immense vetrate della villa si era trasformato in un rombo sordo, un rumore bianco che isolava il nostro piccolo universo di respiri spezzati e passi incerti.
Avevo paura. Una paura folle che, se avessimo smesso di toccarci anche solo per un secondo, lui sarebbe tornato a essere il Park Min Ho di sempre: l'Idol di ghiaccio, l'uomo dei contratti e dei silenzi punitivi.
Lui sembrò leggermi nel pensiero. Si staccò dalle mie labbra con un gemito di frustrazione, ma prima che potessi protestare, mi afferrò per la vita. Con un movimento rapido e deciso, mi caricò su una spalla.
Sussultai, le mani che si aggrappavano convulsamente alla sua schiena, affondando nel cotone inzuppato della sua maglietta. La prospettiva del mondo cambiò: vedevo il pavimento scorrere sotto di noi e sentivo la forza bruta della sua spalla contro il mio stomaco. Non c'era nessuna grazia "da copione" in quel gesto, nessuna delicatezza. Era un atto di possesso e urgenza.
Min Ho salì i gradini della scala monumentale con una foga quasi violenta. Sentivo il suo battito accelerato contro la mia coscia, il suo respiro pesante che riecheggiava nel corridoio vuoto.
«Min Ho...» mormorai, la voce che tremava.
«Zitta, Emily,» rispose lui, la voce ridotta a un graffio roco. «Se ti lascio andare adesso, credo che potrei impazzire del tutto.»
Spinse la porta della sua camera con un calcio, sbattendola alle nostre spalle. In quel buio profumato di lui, la tempesta fuori smise finalmente di esistere.
Mi fece scivolare a terra con una lentezza che mi diede le vertigini. I miei piedi nudi affondarono nel tappeto morbido della camera, un contrasto stridente con il freddo marmo di poco prima. Non accese la luce; la stanza era illuminata solo dai riflessi bluastri dei lampi che filtravano dalle tende socchiuse e dal bagliore fioco delle luci di Seoul in lontananza.
Il silenzio tra noi era così denso da poter essere tagliato con un coltello. Si sfilò la maglietta bagnata con un movimento fluido, gettandola in un angolo senza guardare.
Rimasi col fiato sospeso. Le ombre nella stanza giocavano con i volumi del suo petto, creando un chiaroscuro che la mia mente da disegnatrice iniziò a mappare d'istinto. Avevo visto il suo corpo mille volte sulle copertine dei magazine, ma quella perfezione era sempre apparsa filtrata, distante. Il Min Ho che avevo davanti ora era reale. Sotto la luce fredda della tempesta, la sua pelle ambrata sembrava vibrante. La linea della sua mascella era una lama d'avorio, il collo una colonna pulsante di vita; vidi i muscoli del petto e i tatuaggi che risalivano lungo il braccio come un'armatura d'inchiostro.
Ma non fu solo la sua bellezza a colpirmi. Facendo un passo avanti, la mia mano si tese verso il suo fianco. Lì, seminascosta dall'inchiostro sulle costole, trovai una cicatrice frastagliata, un segno pallido che interrompeva la perfezione della sua anatomia. Era una ferita di guerra, il ricordo di una caduta durante gli anni spietati del training o forse l'esito di un momento di rabbia cieca contro uno specchio. In quel momento, l'Idol perfetto morì definitivamente. Rimase solo un uomo, nudo nella sua verità.
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Blazing Hearts
FanfictionIn una Seoul, dove i sogni brillano ma i segreti oscurano la realtà, Emily Wang è una studentessa di design che cerca di costruirsi un futuro luminoso nella capitale. Emily ha sempre cercato di proteggersi dalla luce del mondo, ma tutto cambia quand...
