7- Benvenuta nel Team Min Ho!

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Quando entrai in casa, l'aria mi sembrò più densa del solito, come se la gravità fosse raddoppiata nel tragitto di venti minuti tra i grattacieli di Cheongdam-dong e il nostro piccolo appartamento a Mapo-gu. Mi tolsi le scarpe nell'ingresso, muovendomi come un'automata. Ogni passo nel corridoio rimbombava sulle assi di legno, annunciando che stavo tornando con un segreto troppo grande addosso, uno di quelli che non si possono lavare via con una doccia calda e una maschera viso. La porta della mia stanza era socchiusa. Una lama di luce tagliava il buio del corridoio, illuminando il pulviscolo nell'aria. Il cuore, che aveva appena smesso di galoppare per la paura di Choi, riprese a battere un ritmo irregolare e doloroso. Spinsi piano la porta.

Soo Jin era lì. Seduta al centro del mio letto, le gambe incrociate sotto di sé. Non indossava il solito pigiama da Pokemon; era ancora vestita con i jeans e una felpa della clinica, segno che non si era rilassata un attimo da quando ero uscita. Teneva il telefono stretto tra le mani come se fosse un'arma carica pronta a esplodere. Il suo viso era serio. Non arrabbiato, ma indecifrabile. E per una come lei, che era un libro aperto di emozioni trasparenti, questo silenzio era peggio di un urlo. Per un attimo non alzò nemmeno lo sguardo.

«Emily.» La sua voce era bassa, misurata, priva della solita energia.

«Ehi,» sussurrai, posando lo zaino a terra. Pesava una tonnellata, pieno del contratto e delle mie paure.

«Vieni a vedere.» Mi fece un cenno secco col capo. Mi avvicinai lentamente, sentendomi come una condannata che cammina verso il patibolo. Lei girò lo schermo verso di me. La luminosità al massimo mi ferì gli occhi. Un titolo enorme brillava sopra una grafica ufficiale blu e argento, i colori istituzionali della Starlight Entertainment. Non lasciava spazio a dubbi. Avevano fatto in fretta. Terribilmente in fretta.

[Starlight Entertainment – Official Statement] COMUNICATO STAMPA: In merito alle recenti speculazioni.

«Salve, qui è la Starlight Entertainment. In risposta alle voci e alle immagini circolate recentemente sui social media e sui portali di notizie, desideriamo chiarire la situazione per evitare ulteriori malintesi che potrebbero danneggiare i nostri artisti. La persona ritratta accanto al nostro artista Park Min Ho non è una sconosciuta, bensì la signorina Emily Wang, recentemente entrata a far parte dello staff dedicato come Assistente Personale. La loro presenza insieme nel vicolo rientrava esclusivamente in dinamiche lavorative e professionali per discutere l'agenda imminente dell'artista. Chiediamo ai fan di astenersi dal diffondere speculazioni prive di fondamento e di continuare a sostenere i BLAZE con il consueto calore. Grazie.»

#ParkMinHo #BLAZE #StarlightOfficial

Il respiro mi si bloccò in gola, strozzato da un nodo di incredulità. Leggere il mio nome lì, nero su bianco, in un comunicato che milioni di persone stavano leggendo, traducendo, analizzando e ripostando in quel preciso istante, era surreale. Ero stata marchiata. L'agenzia non aveva perso tempo: avevano premuto "invio" prima ancora che io uscissi dal loro ascensore di vetro. La narrazione era stata riscritta sotto i miei occhi. Non ero più la ragazza del mistero, la possibile amante, lo scandalo. Ero la dipendente. La noiosa, sicura, innocua dipendente.

Soo Jin alzò finalmente lo sguardo su di me. Nei suoi occhi scuri c'era sorpresa, preoccupazione... e una punta di dolore per essere stata tenuta all'oscuro.

«È vero?» chiese piano. «Sei tu la nuova assistente?» Rimasi in silenzio per qualche secondo, cercando parole che non sembrassero scuse patetiche. Alla fine, annuii, sconfitta.

«Sì.»

Lei inarcò un sopracciglio, un gesto che conoscevo bene. «E intendevi dirmelo... quando? Al tuo matrimonio? O quando ti avrei vista in tv a portargli l'acqua?»

Blazing HeartsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora