4- Non dire a nessuno che mi hai visto

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Era passata un'ora dall'ingresso trionfale di Min Ho, e il Club Onyx non sembrava più un luogo di divertimento. Sembrava una pentola a pressione pronta a esplodere. Dietro il bancone, il mio spazio vitale si era ridotto a una striscia di pavimento appiccicoso larga un metro. Davanti a me, separata solo dal legno laccato nero del banco, l'orda umana premeva con una violenza quasi fisica. Vedevo solo bocche che urlavano ordini, mani che sventolavano banconote sudate e occhi lucidi di alcol che mi guardavano senza vedermi davvero. «Due tequila! Ehi! Mi senti?!» La musica non era più un ritmo, era un martello pneumatico contro le tempie. Le luci stroboscopiche mi ferivano gli occhi a ogni battito, trasformando i movimenti dei clienti in scatti grotteschi e disarticolati. Mi sentivo soffocare. L'aria era satura di un cocktail nauseabondo di profumi costosi, sudore acido e Red Bull.

Mi passai una mano sulla fronte, sentendo la pelle umida. Le mie mani tremavano leggermente mentre versavo l'ennesima vodka. Non era stanchezza fisica; era saturazione mentale. Mi sentivo come un vaso troppo pieno, dove una sola goccia in più avrebbe fatto traboccare tutto. «

Seung Joon,» chiamai, avvicinandomi al mio capo turno e urlandogli quasi nell'orecchio per farmi sentire sopra il basso. Lui si voltò, i capelli biondi appiccicati alla fronte, ma il sorriso ancora intatto (non so come facesse).

«Che c'è?»

«Devo uscire un secondo. Vado a... controllare i fusti in magazzino. O a urlare in un cuscino. Scegli tu.» Lui mi scrutò per un secondo, vedendo il panico che iniziava a incrinare la mia maschera professionale.

Annuì, serio. «Vai. Prenditi dieci minuti. Copro io la tua zona. Ma non scappare in Messico, mi servi viva.»

Mi sfilai il grembiule con un gesto di stizza e uscii dalla zona protetta del bar. Fu un errore. Immergersi nella folla fu come entrare in una lavatrice piena di sassi. Dovetti farmi largo a gomitate, spingendo via spalle sudate e ignorando le mani che cercavano di afferrarmi il braccio o la vita. «Permesso! Staff! Fate passare!» Nessuno mi ascoltava. Ero solo un ostacolo tra loro e il prossimo drink. Quando finalmente raggiunsi la pesante porta di servizio sul retro, con il maniglione antipanico rosso, mi sentivo come una naufraga che tocca terra. Spinsi la barra di metallo con tutto il peso del corpo.

La porta si aprì. L'aria fredda della notte mi investì in pieno volto come uno schiaffo gelido e meraviglioso. Tagliente. Pulita. La porta si richiuse alle mie spalle con un tonfo metallico pesante, sigillando la bestia all'interno. La musica divenne improvvisamente ovattata, un battito sordo e lontano che vibrava attraverso i muri di cemento armato, come il cuore di un mostro sepolto.

Il silenzio del vicolo, sporco e umido, mi sembrò la sinfonia più bella del mondo. Mi appoggiai contro i mattoni ruvidi del muro esterno, le gambe che cedevano leggermente. Chiusi gli occhi, inspirando a fondo per pulirmi i polmoni dall'odore viziato del club. Lì fuori l'aria sapeva di pioggia passata, di asfalto bagnato e di città che dorme. Ero sola. Finalmente. O almeno, così credevo.

Un rumore leggero, come di stoffa che sfrega contro il muro, mi fece aprire gli occhi di scatto. Poi, sentii un odore. Tabacco e menta. Mi voltai verso l'angolo più buio del vicolo, dove l'ombra di una scala antincendio arrugginita tagliava la debole luce di un lampione. C'era qualcuno.

Un ragazzo era appoggiato al muro opposto, quasi invisibile nel buio. Era alto, le gambe lunghe fasciate dai jeans neri strappati erano incrociate alle caviglie in una posa di rilassatezza ingannevole. La giacca di pelle, che prima avevo visto brillare sotto i riflettori, ora sembrava solo un'armatura pesante sulle sue spalle. Aveva la testa reclinata all'indietro, appoggiata ai mattoni. Tra le dita della mano destra, decorate da inchiostro scuro, stringeva una sigaretta accesa. Il fumo saliva pigro verso il neon intermittente dell'insegna di servizio, disegnando spirali grigie nell'aria fredda.

Blazing HeartsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora