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"È questa la tua villa?" Io annuii aprendo la porta al ragazzo che avevo conosciuto durante la serata.
Era biondo, occhi azzurri, e alto.
Chi ti ricorda Charles... Ma stai zitto dai, l'ho scelto solo perché era bello...
Gli occhi non hanno niente di lui, sono dolci... Ma lui chi Charles ma per piacere.
"Allora che facciamo" Lo guardai e lui mi guardò a sua volta, sorrisi maliziosamente, prendendolo per mano fino a condurlo al piano superiore sul letto.
Mi tolsi la maglia e feci toglierla anche a lui, mi sorrise e mi guardò negli occhi, il suo colore...
"Ti vedo distratto  forse non ti piaccio-" Gli bloccai  il braccio, facendolo rimettere sdraiato sul letto scuotendo la testa.
"Ma che tu mi piaci, sisi" Cazzo Charles devi pensarlo non convincerti da solo.
Gli baciavo il collo, andando sempre più in giù, ormai ero quasi all'orlo dell'inizio dei pantaloni, che avevano un rigonfiamento.
Lo guardai per cercare un'approvazione a ciò che stavo per fare e lui annuii con la testa rilassata per il piacere.
Tolsi i pantaloni, e strusciai la mano sul tessuto bianco dei boxer, "Posso?" Ri domandai in ogni caso. "Si-" Rispose con voce roca e spezzata da un'orgasmo.
Inserì la mia mano dentro i pantaloncini e iniziai a muoverla alternando tra veloce e piano, dalla bocca di...come cazzo di chiamava? Ah Mike..
I gemiti erano sempre più frequenti, e costanti, "Io sto per-" Quanto durava poco?
Io annuii, continuando a muovere la mano, togliendo i boxer che impedivano il movimento più fluido.
Mike venne, io mi tolsi da solo i pantaloni mostrando la mia erezione, "Ora tocca a te" Feci un'occhiolino sorridendo maliziosamente, il ragazzo si abbassò e iniziò a massaggiarmi da sopra il tessuto.
Gemetti, "Mhh" Mugolai, lui sorrise soddisfatto, "Toglili..." Lo supplicai dato che i boxer iniziavano sempre a farsi più stretti, tolse il tessuto di troppo e lo prese in bocca.
Mi guardava mentre continuava il lavoro, i suoi occhi..... si incastonavano nei miei erano belli... ma erano dolci...esprimevano gentilezza mancava qualcosa.
Mancava il ghiaccio, il dolore..
Ma stasera che ti sei fumato Charles? Scopa e basta.

Passarono una ventina di minuti e alla fine venni anche io. Presi Mike per le spalle e lo girai, per prepararlo. Suonò il campanello.
E che cazzo però.
"Merda, forse è meglio se continuiamo un'altra volta sai sono un pilota..."
Lui sembrò capire subito si rivesti e uscii dalla porta sul retro. Io misi soltanto i boxer, anche se avevo ancora un'erezione.
Aprii la porta,
"Già dritto al dunque-" Barcollò dentro alla villetta l'Olandese.
Io sbuffai alla sua vista, "No Max, forse hai interrotto qualcosa"
"Oh, anche tu hai scopato stasera-" Si appoggiò sul divano, l'idea che anche lui avesse scopato stasera iniziava già a darmi sui nervi, Charles ma che te ne frega?
"Fidati che stavo per farlo se non suonavi a quel cazzo di campanello" Mi grattai la fronte, corrugandola.
Lui serrò la mascella e mi guardò, eccolo quello sguardo, quegli occhi.
"Si ma loro non erano come te, cioè belle donne per carità ma..."
Loro? Cioè non una, ovviamente una era poca. Doveva averne di più, mi disgustava, era un viscido.
"Loro? Wow Verstappen, comunque ci credo che non erano uguali a me, io ho un cazzo tra le gambe sai"
Ghignò, guardandomi. Non mi piaceva quello sguardo, questa situazione.
"Si lo so che hai un cazzo tra le gambe, l'ho visto più volte"
Si aggiustò la maglietta guardandosi attorno come se volesse ispezionare la casetta.
Toccò il divano, e il tavolino davanti ad esso, probabilmente aspettando che io dicessi qualcosa ma rincominciò a parlare lui, portando via il silenzio imbarazzante che si era prima insinuato.
"Senti non so che ci faccio qui, non voglio niente da te"
No stava scherzando? Ovviamente sempre per sbaglio ci finiva da me, ero l' ultima scelta come sempre, e poi pure la scelta sbagliata.
"Per me te ne puoi anche andare a fanculo Verstappen sia chiaro"
Si alzò dal divanetto color legno, e si posizionò davanti a me.
Iniziava a fare quel dannato gioco, prima iniziava a guardare l'occhio sinistro poi andava al destro per soffermarsi dopo sulle labbra mentre inumidiva le sua con la lingua.
"Ci vado volentieri tranquillo, frocio"
Non ci vedevo più, presi per il colletto della camicia bianca che indossava oltretutto sbottonata,
"Stammi a sentire menefreghista del cazzo, mi hai sempre chiamato così ma non ti permetto di farlo dopo che tu mi hai chiesto di aiutarti a capire se ti piacevano i maschi, e dopo che sei venuto a letto con me"
Il mio battito era accelerato, lui aveva sempre quella faccia a "che cazzo me ne frega" si infatti, pensava solo a se stesso. Solo quello sapeva fare alla fine.
"E poi, davanti a me ti metti a strusciarti a delle ragazze dicendo che non ti sono mai piaciuto, e sai che? Nemmeno tu mi sei mai piaciuto stronzo"
Non era vero, solo le parole riguardanti la situazione che aveva creato lo erano, ma non è vero che non mi era mai piaciuto.
Non lo odiavo.
O forse si, ma c'era stato un singolo momento in cui credevo che lui fosse cambiato, ma adesso non più. Pagina vuota. Bianca.
Era tutto come prima, lui odiava me io odiavo lui, non sarebbe ritornato più come prima. Non gli avrei permesso di rovinarmi ancora.
"Si senti a me" Tolse le mie mani dal colletto, "Mi hai proprio rotto il cazzo, fammi uscire"
"Sei entrato tu ti ricordo"
"È stato uno sbaglio, torno a scopare con qualcuno meglio di te"
Sorrisi istericamente, "Non ti fermo, vai"
"Domani ti dico quante ne ho scopate, tu fatti una sega sulle mie foto mi raccomando"
Chiuse la porta violentemente dietro di lui, la casa era silenziosa, per fortuna.
Tornai nella mia stanza e misi il capo sul cuscino.
Charles, non sei sbagliato è il mondo che non ti capisce stai tranquillo.
Erano le stesse patetiche frasi che mi ripetevo da anni, ero abbastanza per la Ferrari?
Ero abbastanza?
Mi arrivò un messaggio da Pierre, accesi il dispositivo,

-Charl, domani parliamo-

-Ne ho tremendamente bisogno-

Pierre era l'unico che mi capiva e lo aveva sempre fatto.
Nessuno sarebbe mai potuto essere come lui.

Autrice:
Ecco, per oggi è l'ultimo giorno, non ho avuto niente da fare perciò ne ho sfornati, domani non prometto niente.

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