"E quindi dopo questo se n'è andato" Terminai di raccontare tutto ciò che era successo non solo ieri ma in tutti questo giorni.
"Io penso che se lo vedo potrei affogarlo proprio lì in mare" Disse mentre indicava un punto indefinito per far sembrare ancora più credibile la sua affermazione.
"Oh stai tranquillo che potrei farlo anche io"
Lui rise nel mentre si alzava dal lettino, con i piedi scavava delle buchette sulla sabbia per la noia.
"Vabbè io vado in acqua" Annuii, mettendomi sdraiato sul lettino cercando una posizione comoda.
Presi il libro che avevo portato da leggere, la spiaggia era calma di mattina, tutti venivano il pomeriggio, infatti evitavo di andarci verso le ore calde preferivo la mattina e la sera.
Poi essendo piloti di formula 1 non mancavano i fan che volevano autografi e foto, dopotutto ero in vacanza pure io no?
"Sai pure leggere" Sentii la voce di Max che emise un ghigno abbastanza fastidioso, risi, non perché la frase mi faceva ridere ma solo perché era tremendamente patetico.
Veramente.
"Comunque erano 4" Oh ma che bravo, si è scopato 4 ragazze diverse davvero maturo da parte sua, veramente.
"Oh bravo Verstappen, hai infilato il cazzo in 4 buchi diversi i miei più grandi complimenti" Disso ironicamente, dato che in realtà non me ne fregava un cazzo.
Geloso.
Ma che, io? No non ero geloso, era patetico.
"Si, so che volevi essere il quinto ma sarà per la prossima va bene tesoro?" Ah quanto lo detestavo, sempre una frase che poteva infastidirti di più della prima.
"Si certo" Ripresi il libro tra le mani, non avevo voglia di vedere ne lui ne sentire la sua voce, iniziai a leggere un rigo a caso non capendo il contesto, ma tutto era meglio di sentirlo.
Mi sentii afferrare il viso, obbligandomi ad alzare lo sguardo.
"E guarda le persone mentre parlano Leclerc"
Forse non ti voglio vedere?
"Si, di solito lo faccio ma con te non mi sembra necessario"
Tolse le dita dal mio mento, irrigidì lo sguardo serrando la mascella. Si tolse la maglia restando in costume, "Prendimi per il culo un'altra volta e giuro che ti potrei uccidere"
Penso che il suo ego era più grande dell'intera spiaggia, per fortuna c'era solo il nostro gruppo che era abituato alle nostre liti.
Anche se non si aspettavano che saremmo tornati a litigare e ad odiarci dopo aver passato quelle settimane in armonia.
Ma non eravamo fatti per essere gentili tra di noi, magari il destino sin da quando eravamo piccoli aveva voluto così, e si sa non si cambia il destino.
Mi alzai con tutta la calma del mondo dallo stendino, e mi misi il più vicino possibile alla sua figura, lo guardai dritto negli occhi, i nostri corpi si sfioravano e i respiri si mescolavano.
"Ripeti per favore" Aggiunsi con tono abbastanza pacato, anche se dentro di me lo avrei preso a pugni immediatamente.
No Charles vuoi solo baciarlo.
Ma che- no mai, non di nuovo.
"Ho detto che se mi manchi un'altra volta di rispetto ti potrei uccidere" Sputò quelle parole con un tono ancora più freddo e agghiacciante di come lo aveva fatto prima.
Restava sempre impassibile.
"Stai attento Verstappen, che inizi a darmi sui nervi veramente"
Stavo per ri appoggiarmi all'ombrellone quando Max a un certo punto mi spinse facendomi cadere a terra.
"Dai ragazzi smettetela" Gridò Daniel da dentro l'acqua mentre tutti i nostri amici si erano girati nella nostra direzione.
"Che cazzo hai fatto Verstappen"
Lui non rispose mi riguardò e mentre mi alzavo mi ri spinse a terra, mi alzai con una velocità assurda e lo spinsi a mia volta.
"Ragazzi dai-" Gridò più forte Lando sta volta.
Non eravamo mai arrivati alle mani, ma se mister sono il migliore di tutti avrebbe continuato così mi ci sarebbe voluto molto poco.
"Testa di cazzo che cosa fai" Si alzò, io lo guardai da capo a piedi senza rispondere, non meritava neanche quello.
"Ti ho fatto una domanda, sei sordo?"
Mi avvicinai, sapevo che tutti ci stavano guardando, sapevo però anche che non c'era nessun altro in spiaggia.
Sapevo che non dovevo.
Mi ruotai per guardarmi intorno e gli altri ci fissavano ormai da minuti, "Se vuoi veramente fare così vieni in bagno, non in pubblico" Mi scappò un'occhiolino (si ti è proprio scappato Charles) e mi dirisi in bagno.
Dopo una ventina di minuti, mi ero rotto il cazzo e quando volevo andarmene, Max varcò la porta richiudendosela alle spalle, e con una mano mi spinse verso il primo muro.
"Dove vuoi andare?" Sorrise alzando soltanto un lato delle labbra, e mi scrutò il viso cercando un segno di qualsiasi emozione.
"Pensavo non venissi"
Si avvicinò al mio collo parlandomi vicino all'orecchio, "Non dovevo destare sospetti Leclerc" La sua voce mi fece rabbrividire, era strano essere chiamato Leclerc in un momento del genere. Dopo quelle settimane in cui sembrava che ci fosse qualcosa, eravamo retrocessi e non saremmo più tornati.
Lo guardai e guardai le sue labbra, non ci pensai il mio viso si mosse da solo e ci baciammo, lui inserì nella mia bocca la lingua prepotentemente, io feci lo stesso.
Le sue mani vagavano nella mia nuca stringendo i capelli, e le mie erano sul suo collo.
"Cazzo Charlie...Leclerc" Perché ti sei corretto Max... fanculo.
"Mhhg" Alzai il viso appoggiando tutta la testa sul muro.
Dopo la scorsa settimana e questa dove abbiamo passato a insultarci mi era mancato.
"Tu, quando mi hai detto che dovevi capire se ti piacevano i maschi... lo hai capito? Dopo la scorsa settimana a casa di Lando... mi sembravi molto convinto"
Introdussi questo argomento delicato, perché dovevo sapere. Non era colpa mia ma volevo sapere la motivazione.
Max si staccò come ricordarsi tutto solo in quel momento, come se stesse realizzando tutto adesso.
"Noi, è sbagliato, siamo piloti Leclerc cazzo, chiamarmi in bagno ma che ti è saltato in mente?" Si strofinò la mano nei capelli, massaggiandosi le tempie successivamente.
"Potevi anche non venire"
Lui sbuffò, come per non darmi ragione, la ragione era solo sua. Lui era perfetto secondo lui stesso.
"Infatti me ne sto andando" Uscii.
Lo avevo visto troppe volte uscire in questa settimana e anche a casa di Lando. Non potevo dimenticare come mi ha trattato e come mi aveva chiamato.
Un errore è un errore ma non ne avrei più commessi.
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Ero convinta di voler smettere di scrivere oggi ma bho non so che mi è preso. Amo i vostri commenti, e niente grazie raga a doma.
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Champions //Lerstappen//
Roman d'amourStoria frutto di immaginazione, ciò che scrivo è perché non so che tipo di storia scrivere e vedo che ciò piace. Storia di due campioni della f1, Charles Leclerc e Max Verstappen, i due si odiano profondamente, si stuzzicano a vicenda con battutine...
