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"Dai Charles, non dirmi che stai dormendo"

"Charles, dobbiamo andare alle prove libere" Sentii un rumore potente sulla porta, stropicciai gli occhi cercando di capire in che mondo stavo. Chi ero e soprattutto che stava succedendo.

"Giuro che potrei spaccare la porta!" Disse una voce così tanto familiare. Sorrisi.
Mi alzai dal letto andando ad aprire a Pierre.
Il moro entrò nella stanza con passo pesante per mettersi poi a sedere in una sedia.

"Pensavo non ti saresti più svegliato"

"Lo speravo, ho troppo sonno"

"Sono le ultime settimane dai" Disse il Francese mentre io mettevo tutto l'occorrente in un borsone, infondo aveva ragione ormai la stagione era finita.
Avrei potuto dormire quanto volevo, ma non avevamo tutta la vita per riposarci ci sarebbero state comunque le prove delle nuove macchine.
Sbuffai al pensiero.
Uscimmo dalla porta per poi dividerci ognuno nella propria auto.
Non appena arrivato al circuito entrai nel mio paddock e mi sdraiai per un secondo.

"Charles, dai in pista" Un secondo come detto.
Non dí più non di meno. Potevo lamentarmi quanto volevo ma la verità era che amavo quello sport, amavo quella sensazione.
Nonostante i sacrifici le difficoltà ci credevo.
Entrai nella monoposto e scattato il via alle prime prove libere iniziai a fare un po' di giri per riscaldare la gomma e prendere il passo.
Rientrai di nuovo dopo una sosta nella pit lane e mentre ero all'uscita una redbull voleva avanzare.
Non sapevo se era Perez o Max ma poco mi importava, accelerai ancora di più, finché la macchina che segnava il numero 1 cercò di superarmi.
Guardai lo specchietto per impedirlo, si sarebbe dovuto ritirare indietro da solo e riprovarci dopo comunque, dato che eravamo a una curva.
Ma forse mi ero scordato che era Max Verstappen, neanche fossimo in gara provò un sorpasso dall'esterno ma la sua anteriore e la mia si incastrarono insieme buttandoci nella ghiaia contro il muro.

"Ma che cazzo di problemi ha" Dissi in Radio.

"Manteniamo la calma, non potrai fare le 2 prove libere ma l'importante è riparare la macchina per domani, le qualifiche"
Sbuffai uscendo dalla monoposto, guardai la macchina di Max che era egualmente distrutta e mi fuoriuscì un ghigno.
L'Olandese invece non sembrava tanto sorridere, tutti sapevano che Max era un carattere unico, aveva la mentalità del vincente.
Ma era anche aggressivo e questo si ritorceva contro di lui, perché doveva sempre spiegare alla stampa e alla fia che non ha  male intenzioni.

"Leclerc ma ti sei bevuto qualcosa prima di entrare in pista?"
Disse Max mentre si toglieva il casco, i capelli bagnati dal sudore gli ricadevano in viso mentre altri erano appiccicati alla fronte.

"Sei tu che-"
Cercai di finire la frase ma il ragazzo aveva già preso il mio colletto.

"Io? Non darmi la colpa Leclerc, è stata colpa tua"

"Certo, come sempre"

"Si come sempre, sei un coglione"
Non risposi, lui mi lasciò la tuta e accompagnato da aiutanti  ritornò al paddock.
Io avevo ancora bisogni di un momento per metabolizzare, non l'incidente, ma lui mi aveva chiamato coglione?
Stava scherzando? Sempre colpa mia? L'unico che si era bevuto qualcosa era lui.
Eravamo al capolinea, dopo oggi pomeriggio già vicini ora eravamo come prima.
Separati, distaccati dal suo orgoglio del cazzo.
Tornai pure io nel mio paddock personale, e lì solo a guardare gli altri che continuavano le prove e io potevo solo guardarli da uno schermo.
Io e Max lì eravamo insieme, più uniti della realtà il simbolino Redbull con il suo nome e il simbolino Ferrari con il mio di nome, ma entrambi con la scritta out.
Era stressante ma non ci potevi fare niente, tranne ammazzare il coglione di turno.

Eppure quando ero solo sentivo la necessità della sua presenza, lo volevo, avevo quasi la voglia di scusarmi al posto suo.
Ma quando eri insieme a lui, l'unica cosa che volevo fare era lanciargli come minimo una ruota in testa.
Lui rovinava tutto, con quel carattere di merda che si ritrovava, eppure mi piaceva lo stesso.
Non avrei potuto dire il contrario dato che andava con una donna diversa ogni serata.
Charles dai che da queste settimane dopo le Maldive te lo vorresti scopare.
Io? Ma anche no.
Sentii un tonfo alla finestra del mio paddock, mi voltai.

"Che dolore" Si toccò il fianco l'Olandese, io sorrisi un po'

"In questi giorni sei diventato un arrampicatore?"
Cioè prima dal balcone, poi dalla finestra nel mio paddock personale, cosa altro mancava?
Lui si sistemò la maglia della Redbull, era ancora sudato da prima  e si vedeva dalla maglia che si attaccava ai muscoli e diventava più trasparente.
Basta guardare Charles.

"Tu hai una passione per fare stronzate e errori?"
No era sicuramente impazzito.
Errori? Lui era l'unico pazzo e cretino.
Lo guardai male, lui si avvicinò mentre sistemava la maglia che faceva vedere perfettamente le linee degli addominali.

"Dai Charles era colpa tua" Misi le braccia incrociate non d'accordo con ciò che aveva affermato il coglione.
Lui aveva provato quel sorpasso quando in realtà doveva starsene dietro.
Ma infondo era Max Verstappen, le regole non esistevano per lui, ma la sua mentalità era unica, e come quella dei più grandi questo lo portava a essere così bravo.
Non gli si poteva dire niente, era bravo se non di più.
Bravo o no non gli avrei dato ragione comunque.

"Max ti conviene stare zitto"
Lui alzò il sopracciglio leccandosi le labbra, intanto si avvicinò facendomi indietreggiare al muro.
I suoi occhi mi avevano preso, immobilizzato.
Si avvicinò al mio collo per poi andare vicino all'orecchio.

"O sennò?"
Sennò lo avrei ammazzato.
Sbagliato Charles.
Bugiardo.
Mi baciò il collo io misi una mano nei suoi capelli per non farlo staccare.
Poi ritornai in me, lo staccai bruscamente con uno spintone, lui corrugò la fronte.

"Che cazzo fai, sei ancora incazzato?"
Io annuii alla frase lui mise le mani tra i capelli in segno di nervoso.

"Io non ti chiedo scusa, ne per le Maldive ne per ora, chiedi a Mike"
Queste cose  assurde, insensate che diceva mi davano ogni volta sui nervi.
Perché poi lui alla fine era il peggio tra i due, ogni sera ne aveva una nuova.

"Dai Max fammi il piacere, tu te ne scopi una diversa ogni sera, e per questo weekend ho anche una acustica che conferma dato che il tuo letto a la testata nel mio muro"
Lui sorrise, ma non c'era niente da sorridere.
Assolutamente niente.

"Sei geloso?"
Scossi il capo senza neanche degnarlo di una risposta, per guardare il monitor che annunciato ora l'inizio delle seconde prove libere a cui noi non partecipavamo, per colpa sua.

"Dai so che vorresti essere scopato tu al posto loro"

"Vai a fanculo Verstappen"
Lui sorrise avvicinandosi.
Forse non capiva bene la lingua umana.

Autrice:
Finalmente in vacanza e posso aggiornare molto di più.
Mi siete mancati tantissimo❤️
Oggi ne pubblicherò un'altro forse.

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