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"Sentiamo cosa vorresti"
Feci molto il vago mentre eravamo chiusi nel bagno, mi dispiaceva per coloro che sarebbero voluti entrare ma Max mi sembrava troppo incazzato per farglielo notare.
Sapevo pienamente cosa voleva, avevo rovinato la sua magnifica scopata?
E sti cazzo Verstappen.

"Cosa vorrei? Lo sai benissimo"
Non avrei detto niente, non avrei menzionato la situazione a meno che non lo avrebbe fatto lui, era troppo imbarazzante da dire ad alta voce.
Soprattutto poi alla persona che era dall'altra parte.
Lui alzò il sopracciglio schiarendosi la voce.

"Senti Leclerc, sono sicuro che nessuno avesse invaso la tua stanza oggi, quindi eri proprio tu che hai detto che scopavamo troppo e di farlo meno rumorosamente"
Ok, era molto più imbarazzante di quanto mi sembrava appena lo avevo detto a Pierre.

"Cazzo Max, tra poco venivate nel mio salotto"
Lui sorrise leggermente con uno sguardo malizioso, era veramente stupendo, e non so quante volte lo avevo pensato da quest'estate.

"Non ti sarebbe dispiaciuto"
Non risposi, lo guardai soltanto, e lui mi riguardò, ero bloccato.

"Sei bellissi-"
Mi bloccai, che cazzo stai dicendo Charles, ti sei appena bevuto qualcosa a tua insaputa?
Ma poi pensalo a bassa voce che cazzo dici ad alta voce.
Max si avvicinò e mise una mano sul mio collo accarezzandolo leggermente.

"E sentiamo ti dispiaceva sentire i rumori o che non eri tu ad essere scopato"
Sgranai gli occhi, la seconda ovviamente ma non glielo avrei mai detto.

"Nessuna delle due, sei solo uno stronzo"

"Charles dai, è acqua passata non puoi essere incazzato ancora per le Maldive, allora lo dovrei essere anche io"
Sostai immediatamente la sua mano dal mio collo, mi raddrizzai in tal modo che lui potesse capire una volta per tutte cosa mi dava fastidio.

"Cazzo Max, perché non lo capisci? Tu parli ancora di Mike ma lo sai quante te ne sei fatte tu nel giro solo di una settimana? Penso più di 10"

"Perché tu non vuoi, io voglio te"

"Non me lo stai dimostrando, stai facendo tutt'altra cosa, se mi volevi davvero me lo avresti detto prima della fine della vacanza"
Uscii dal bagno e lo lasciai li, da solo.
Come mi aveva lasciato lui già troppe volte, ma non era più il suo momento, ora toccava a me.
Aveva fatto la sua scelta buona o non buona che fosse nessuno lo aveva obbligato.
Non meritavo questo, eppure il primo tra i coglioni ero io, che nonostante tutto ogni volta ci ricadevo e ero sicuro che se me lo avesse chiesto un'altra volta ci sarei cascato ancora.
Era una calamita.

"Che ti ha detto?" Chiese Pierre avvicinandosi al bancone mentre io buttavo giù un drink che mi ero promesso di non bere.

"Niente di nuovo, sempre le solite cose"
Mi toccò le spalle per poi strofinare la mano sulla schiena e sorridermi.

"Non puoi rovinarti per lui"
Arrivò Kika da dietro e mi rivolse uno di quei sorrisi che solo lei poteva fare.
Lasciai i due andare, e restai li al bancone a fissare la barista che faceva i drink.
Mi stavo rovinando, e non dovevo.
Non doveva importarmi ciò che lui faceva, ma non ci riuscivo, e mi maledivo ogni santa volta.
Se fossimo rimasti nemici sarebbe stato tutto più semplice, e non ricordo neanche come ci eravamo arrivati qua, ma ormai era tutto finito.
Prima delle Maldive.

Controllai l'orario, non era tardi, assolutamente, erano le 4 e nel locale ancora entrava gente, non ce la facevo più però, ci sarebbero state le qualifiche il pomeriggio e non volevo tardare.
Mi ero già rovinato la festa, anzi me l'avevano rovinata.
Cercai la mia macchina e premetti l'acceleratore come se dovessi fare un tempo da pole, dovevo arrivare al più presto all'hotel.

Ero davanti alla mia porta ormai e cercavo le chiavi che non volevano farsi trovare.

"Charls" Sentii dal corridoio, no quel biondino no.
Frugai nelle tasche come un disperato fin che non le trovai, iniziai a girarle e aprii la porta, ma prima che potetti entrare quest'ultimo parlo di nuovo.

"Aspetta-" Corse nella mia direzione, potevo capirlo dal modo di fare, dalla parlata, era assolutamente ubriaco.

"Io- Sono stato un grande coglione, le Maldive, tutta l'estate, adesso, un grandissimo imbecille, perché in realtà io volevo te. Scopavo e pensavo a te, però ero troppo orgoglioso per dirtelo, lo sono sempre stato"
Abbassò lo sguardo per non incrociare il mio, io presi il suo mento e rialzai il suo viso.
I capelli erano al quanto sudati, e la punta del naso rossa, sorrisi.

"Lo so"
Mi avvicinai a lui e lo abbracciai, le sue mani si posarono sulla mia schiena ricambiando il gesto.

"Vado a dormire, notte-" Feci per camminare dentro la mia stanza ma mi afferrò facendomi voltare.
Lo guardai stranito, e lui alzò un lato delle labbra accennando un piccolo sorriso.

"Vengo con te"

"E la ragazza?"

"La lascerò in camera"
Mi spinse dentro e si richiuse la porta alle spalle.
Si tolse la maglietta e i pantaloni, io feci lo stesso.
Ci mettemmo sul letto, io sul suo petto lui mi tracciava delle linee sulla schiena che mi facevano a volte rabbrividire.
Io avevo il mento nell' incavo delle sue clavicole, il suo corpo era perfetto come sempre, lui era perfetto il suo profumo era ritornato nelle mie narici dopo tanto.

"Sei davvero stupendo Leclerc"
Alzai piano piano il viso per guardare quei occhi color ghiaccio.
Lo baciai delicatamente per poi ritornare nella posizione di prima.

"Anche tu Verstappen"
Chiusi gli occhi, le sue mani sulla mia schiena e tra i miei capelli mi fecero ben presto addormentare.

Autrice:
Benissimo, eccomi.
Come promesso un'altra parte.
Vi amo tantissimo e grazie ancora di tutto.

Champions //Lerstappen//Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora