Mi ero complimentato con Carlos che aveva fatto delle ottime prove libere, ma infondo se non fosse stato per quel presuntuoso avrei fatto lo stesso pure io.
Il problema è che se ci fosse stato lui, il sottoscritto avrebbe fatto meglio di tutti.
Ma nessuno ci poteva fare niente se era bello- volevo dire bravo no?
Entrai nella doccia per togliermi tutti i pensieri che avevo. Ero sicuro che il giorno dopo avrei fatto delle buone qualifiche, o almeno c'era solo da sperarci.
Il getto d'acqua era bollente ma non riuscivo a farne a meno, si facevo la doccia fredda a volte ma chi la faceva tutte le volte era un pazzo, e non c'è da discutere.
Dopo essermi sciacquato per bene, chiusi la manopola e uscii da ciò che ormai era diventata una sauna, andando a appannare tutti i vetri nel bagno.
Stavo per accendere il phon quando sentii una botta nel salotto, misi un asciugamano in vita per andare a controllare.
Mi avvicinai al letto e una botta arrivò al muro con l'aggiunta di un gemito.
No.
"Ah Max"
E che cazzo però, se ne stava già scopando un'altra? Ma vai a fanculo Max Verstappen.
Altri suoni continuavano sempre più forte, la spalliera del loro letto sbatteva sempre più frequentemente nel mio muro, e maledetti colui che aveva assegnato queste stanze.
Ovviamente io era sempre fortunato quindi mi era capitata quella giusta.
Ma che giocatore Max, prima viene nel mio paddock e poi si scopa la 3 della giornata.
Tanto di cappello.
Non è vero mi stavo innervosendo sempre di più, e per qualche motivo rimasi ancora per un po' nel salotto con le mani sul bacino ad ascoltare.
Charles sembri un maniaco.
Quella troia di merda.
Charles ma che dici, quella poco di buono.
Ma la colpa non è di lei, è di lui, è lui che se l'è portata in camera e a letto.
Ritornai in bagno ignorando i rumori nell'altra stanza e iniziai a asciugarmi i capelli.
Nemmeno il rumore del phon riusciva a ricoprire i suoni, ma che cazzo stavano facendo? distruggendo tutta la camera?
I capelli erano semi-molli ma non me ne fregava molto, risposi al telefono.
"Charles ascoltami attentamente"
Disse Pierre come se avesse da dirmi la cosa migliore del mondo.
E in quel momento ci speravo anche.
"Dimmi dai"
Mi immersi completamente nella voce del Francese per evitare altri rumori.
"Stasera, Omnia, è un nightclub, quindi lì a mezzanotte, ci divertiremo"
Non ero molto sicuro. Ma un po' di divertimento non poteva far male no? Il problema era che domani c'erano le qualifiche, ma non avrei bevuto tanto.
"Mandami le coordinate"
"Perfetto, ci vediamo lì, vestiti per bene"
Perché non mi vestivo bene? Avrei voluto ribattere, ma altri gemiti mi fecero innervosire, ma quanto cazzo durava questo qua?
"Charles ma stai scopando?"
Spalancai gli occhi.
"No ma Max nella camera a fianco si, e penso che sia così forte da sembrare che siano nel mio salotto"
Sentii una risatina dall'altra parte del telefono, e risi anche io esasperato quasi, dalla situazione.
"Dai stasera mi racconterai, ci si vede"
"A dopo"
Premetti il pulsante rosso per primo terminando la chiamata, gettai il telefono sul letto senza preoccuparmi se ci fosse atterrato veramente.
All'ennesimo rumore non ci vidi più, salii sul mio letto e iniziai a tirare dei pugni e delle botte che si potessero sentire dall'altro lato.
"Avete rotto il cazzo, scopate più piano" Gridai, poi mi misi le mani sulla bocca.
Scesi con un salto dal letto, chiusi la porta e la vetrata a chiave e misi le tende a tutte le finestre.
"Charles sei un fottuto coglione"
Camminavo in su e in giù per la stanza, almeno avevano smesso veramente.
***
Era passato il pomeriggio e anche l'ora di cena, ed ero andata ad un ristorante con Daniel e Oscar, la fortuna per adesso era stata dalla mia parte e Max non lo avevo ancora incontrato.
Ero posizionato davanti all'armadio che avevo riempito con i vestiti che avevo portato per lo weekend, e mi strofinavo le mani nei capelli dubbioso sul che mettere.
"Dio ti prego fa che Max non ci sia"
Intanto dicevo sperando di non incontrarlo, perché la figura di merda che avevo fatto era immensa.
Sempre il solito Charles.
Presi una camicia bianca e dei jeans che si abbinavano ad essa e optai per quelli dato che non avevo la pazienza di trovarne altri.
Uscii dalla camera camminando velocemente per non incrociare il biondo e mi fiondai nel garage per prendere la macchina.
Sfrecciavo tra le strade di Las Vegas, forse un po' troppo veloce, seguendo le coordinate mandatemi da Pierre.
Individuai ciò che pensavo fosse il club e infatti azzeccai, parcheggiai e spensi la macchina.
Feci una preghiera e entrai dentro, ignorai le foto che mi venivano fatte da qualcuno che mi aveva riconosciuto nonostante le luci, e mi diressi verso il tavolo dove vi erano gli altri piloti.
Non vedevo Max e questo era un buon segno, ma la cosa che un posto era libero era un cattivo segno. E positivo per negativo fa negativo, ma come si dice, la speranza è l'ultima a morire ed infatti la mia era ancora più accesa.
Pierre mi toccò una spalla e mi voltai,
"Allora che mi dovevi raccontare"
Chiese il moro curioso anche da i rumori sentiti da lui stesso durante la chiamata,
"Non puoi capire, ho fatto la cosa più sbagliata che potessi fare"
Lui non commentò e aspetto solo il punto saliente della situazione.
"Continuavano più forte, e non ce l'ho più fatta, ho messo le mani sul muro picchiandolo e battendo più forte e ho gridato -avete rotto il cazzo, scopate più piano-"
Mi misi le mani nel volto ripensando alla scena.
Pierre iniziò a ridere ilaricamente.
"Non ci credo, hai fatto tante cazzate ma quest-"
Non terminò la frase o forse io non la volevo sentire, girai la testa al solo sentir pronunciare il nome del ragazzo da parte di Lewis.
Max era lì, aveva sorpassato tutti i fan e era davanti alla tavolata, mi indicò.
"Tu, possiamo parlare?"
Guardai Pierre in segno di consolazione, ma lui rise soltanto, io non riuscivo più a ridere, che grandissimo coglione sei, che figura di merda.
Mi alzai.
"Certo.."
Autrice:
Eccomi, ieri non ce l'ho fatta come avete potuto vedere, ma oggi sono riuscita, grazie delle stelline, dei commenti e le visualizzazioni vi amo.❤️
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Champions //Lerstappen//
Storie d'amoreStoria frutto di immaginazione, ciò che scrivo è perché non so che tipo di storia scrivere e vedo che ciò piace. Storia di due campioni della f1, Charles Leclerc e Max Verstappen, i due si odiano profondamente, si stuzzicano a vicenda con battutine...
