Uscii dalla doccia, prendendo un'asciugamano bianco per legarmelo in vita.
Scesi la scalinata a chiocciola che mi portava alla piscina personale nella villetta.
Un po' di relax, finalmente.
Mi stavo per immergere nell'acqua calda quando sentii il rumore del campanello e di qualcuno che bussava insistentemente alla porta.
"Ma chi cazzo.." Risalii le scale, e aprii.
"Verstappen?" Non potevo credere a ciò che stavo vedendo, che ci faceva quella testa di cazzo davanti alla mia porta?
"Non sono qui per mia volontà, mi ha obbligato Daniel, come mi ha obbligato a chiedere scusa a Lando"
Immaginavo che non fosse li per sua volontà, non sarebbe mai venuto a chiedere scusa per primo.
"Mh, e quindi?"
"Quindi scusa diciamo"
Diciamo? Ma che scuse del cazzo erano? Risi rumorosamente davanti alla sua faccia, fui obbligato a mettere la mano davanti alla bocca per stopparmi.
"Che cazzo ridi Leclerc?" Chiese apparentemente confuso dalla situazione.
La mascella era serrata e gli occhi come di chi dovessero a poco ammazzare una persona a mani nude.
Mi ricomposi, smettendo di ridere, "Non mi sembrano delle scuse queste, potevi almeno farti un copione"
Mise le mani sui fianchi guardandomi dall'alto verso il basso, per poi ritornare ai miei occhi.
Ero ghiacciato, immobile.
"Senti vattene a fanculo, io ho fatto ciò che dovevo fare" Non mi permise di chiudere la porta perché lo fece lui al posto mio.
Che grandissima testa di cazzo, come avevo fatto a vederci una persona cambiata e più gentile?
La piscina mi aspettava, immersi tutto il mio corpo nell'acqua fumante e appoggiai la testa al bordo della vasca, chiudendo gli occhi.
Che grandissimo menefreghista e stronzo.
Ormai il sole era calato e vi era un cielo rossiccio e viola che avrebbe dato tra poco spazio alla notte.
Presi il telefono rispondendo alla chiamata da parte di Lando,
-Dimmi-
-Abbiamo pensato di andare a mangiare a questo ristorante-
-Va bene, manda posizione, mi vesto e arrivo-
-Vai perfetto-
Riattaccai, fu la chiamata più breve mai fatta fin ora. Aprii l'armadio dove il giorno stesso avevo messo in ordine i vestiti che avevo portato.
Optai per dei jeans larghi, di un colorino sul chiaro e a tratti sullo scuro. Poi una semplice maglia color sabbia che mi richiamava il posto on cui eravamo, presi l'orologio e il telefono e uscii dalla villetta consultando la posizione che mi era stata mandata dal Britannico.
Il locale era illuminato da molte luci, sembrava un cottage, il bianco del legno lo rendeva estremamente bello.
Aveva alcune conchiglie per decorazione incastrate tra di loro nel soffitto del ristorante con una rete da pesca.
Mi avvicinai al tavolo dove erano gli altri.
"Ohhh, Charles Leclerc, possiamo fare una foto?" Disse scherzando Lewis, tutti risero, "Non faccio foto fuori servizio" Sorrisi mentre mi accomodavo sulla sedia.
Tutto il tavolo era completa tranne una sedia che era vuota vicino a Daniel e Oscar, la fissai,
"Si è di Max cabron" Io annuii, il soggetto in questione varcò la porta cercando il tavolo con il solito sguardo dí menefreghismo come se fosse li per sbaglio per una scommessa.
Si avvicinò con ampi passi, "Ohh Max Verstappen, il campione di questi ultimi tempi! Possiamo avere una foto senza maglia!"
Esclamò Lewis con il solito fare scherzoso di prima, Max accennò un lieve sorrisino divertito "No solo dal vivo; Niente foto"
Ah ma che grande coglione, pensava di far ridere qualcuno? Che ego.
Si ma non puoi dire che ha un fisico stupendo.
Ma stai zitto Charles.
"Allora possiamo iniziare con il giro delle pizze?" Chiese la cameriera mettendosi davanti al nostro tavolo, "Certo" Rispose Daniel con il solito sorriso a 32 denti.
"Io vado in bagno torno tra 3 secondi" Mi alzai, cercando il luogo, aprii l'acqua per sciacquare le mani, intanto la porta si aprì prepotentemente.
"Ah ci sei tu" Mi guardò Max chiudendo la porta, "Che significa, ah ci sei tu? Sono venuto qua per primo, chi doveva esserci una delle tue troie?"
Mi uscirono queste parole genuinamente, intanto mi asciugai le mani.
"Oh simpatico Leclerc, comunque odio soltanto trovarti in tutti i posti" Accennai un sorriso infastidito dalla situazione e dalla sua presenza.
Come se lui non fosse mai il problema, se non mi sbagliavo ero io il primo a essermi alzato dal tavolo no?
"Oh fidati per me vale lo stesso"
Lui si avvicinò troppo alla mia figura che si irrigidì immediatamente come se mi fossi trasformato in pietra da un momento all'altro.
I miei occhi vagavano sul suo volto non sapendo dove fermarsi.
"Ma stai zitto so che ti si alza appena mi vedi"
Haha questa si che era una battuta divertente.
Charles ma stai zitto, che è vero.
Ma non è vero.
"Oh è quello che di cui ti convinci la notte? Che carino"
Scherzai facendo il superbo, ma in realtà ero molto agitato. Si era decisamente avvicinato troppo.
"Oh dai Leclerc, si vede dai pantaloni" Feci lo sbaglio di guardarli, era un cazzo di trappola Charles. Infatti i pantaloni non erano cambiati, ma voleva farmi cadere in dubbio.
"Oh, devi pure guardare per smentirmi?"
Sbuffai rumorosamente, poggiai una mano al lavandino, e con l'altra lo puntavo.
"Guardavo le scarpe"
Ma Charles ma che scuse sono?
Sarà meglio che la prossima volta ti prepari un copione perché non sei credibile.
"Oh dai Leclerc devi convincere me, non te stesso lo sai?"
Uscì dal bagno.
Era venuto solo a rompermi i coglioni? Decisamente si, e ci riusciva magnificamente.
Autrice:
Mamma mia.
E questo non è ancora niente.
Comunque dopo ne pubblico un'altro quindi tenetevi aggiornati.
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Champions //Lerstappen//
RomanceStoria frutto di immaginazione, ciò che scrivo è perché non so che tipo di storia scrivere e vedo che ciò piace. Storia di due campioni della f1, Charles Leclerc e Max Verstappen, i due si odiano profondamente, si stuzzicano a vicenda con battutine...
