FANTASY ROMANCE - LIBRO I COMPLETO (IN COSTANTE REVISIONE!)
Napoli, 1821.
Nel ventre della città, sotto la superficie, si nasconde un'Accademia che forma streghe e guerrieri da sempre impegnati nella faida contro i seguaci del culto micaelico.
Azari...
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Il mio umore era migliorato dopo che avevo incenerito quella povera coroncina, forse avevo solo bisogno di lasciar fluire il mio potere e scaricarlo all'esterno. Ora, mi ritrovavo a girare allegra e festate tra le altre streghe a distribuire a tutte loro le nostre creazioni.
Poco o nulla mi importava che molti avevano assistito allo spettacolo di fuoco che avevo inscenato diverso tempo prima. Un'improvvisa euforia mi aiutava a non pensare a null'altro che non fosse il divertimento e la gioia della festa. E per questo dovevo ringraziare le mie amiche e il loro affetto. Per la prima volta mi sentivo davvero legata a qualcuno, mi fidavo di loro ciecamente ed ero certa che il nostro rapporto sarebbe continuato così in eterno.
Costanza mi raggiunse quando ebbi distribuito la mia ultima coroncina di fiori. Aveva tra le mani un'altra cesta di vimini piena di fiori e, per un attimo, ebbi il terrore che avremmo dovuto ricominciare la catena di montaggio.
"Ora tocca al nostro secondo compito. Dobbiamo intrecciare le criniere ai cavalli!" la cosa sembrava divertirla ed emozionarla. Io, invece, la fissai con aria perplessa, ma mi lasciai guidare da lei in direzione delle stalle.
I cavalli sembravano abbastanza sereni e apparentemente abituati alla nostra presenza, adesso che era trascorso un po' di tempo dal nostro arrivo in quella piccola radura. Il sole aveva iniziato la sua fase discendente e i suoi raggi erano meno caldi.
Eppure quando mi trovai sulla soglia della stalla ebbi diverse difficoltà a mettere a fuoco l'interno. La penombra e la frescura erano piacevoli, ma la luce forte esterna mi aveva accecata. Costanza, invece, mi superò tranquillamente desiderosa di accarezzare i musi che i cavalli facevano sporgere dai loro alloggi.
"Chi sarà il fortunato di quest'anno su cui realizzerò la più bella treccia mai vista?!" la mia amica parlava con i cavalli e io distesi un sorriso divertito.
Mi tenni a distanza di sicurezza. Ero intimorita da quegli animali che mi apparivano enormi e imprevedibili, semplicemente perché non ne avevo mai cavalcato uno, neanche accarezzato se la mente non mi ingannava.
"Perché dobbiamo decorare le loro criniere?" chiesi spaziando con lo sguardo sulla stalla. L'ambiente non era molto grande, ma pulito e ordinato, segno che doveva essere utilizzato di frequente.
Costanza era impegnata a coccolare il muso di un cavallo maculato sul fondo e non si voltò a guardarmi mentre mi rispondeva.
"È una semplice usanza. Le nostre ave si intrufolavano nelle stalle dei contadini e segnalavano il loro passaggio in questo modo." Il cavallo sbuffò appena tra le sue mani, strappandole un sorriso divertito. "Mi sa che ho trovato la mia cavalla."
"Sono tutte femmine?" chiesi, decidendomi a muovere qualche passo all'interno della struttura. "Quindi, devo sceglierne una anche io?"
"Si, sono tutte femmine e scegli quella che ti ispira fiducia o simpatia." Costanza mi sorrise, ma non notò il mio disagio nell'accostarmi a quegli animali. "I camfi le cavalcheranno stasera durante la gara del vello. A noi legate spetta la decorazione delle cavalle."