Capitolo 66

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Io e Arechi eravamo stati così bravi da meritare il passaggio all'addestramento successivo

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Io e Arechi eravamo stati così bravi da meritare il passaggio all'addestramento successivo. E chi c'era riuscito, come noi, aveva avuto la stessa sorte. Padroneggiare la connessione col proprio legame era fondamentale per riuscire a quietare la parte selvaggia racchiusa nei camfi e, a quanto avevo capito, presto me ne sarei resa conto.

Passammo l'intera giornata ad affinare la connessione. Per mia fortuna, non si verificò più quell'intesa fisica che ci aveva portato a stringerci l'uno con l'altro ma era palese che entrambi temevamo di ricaderci. Ero sempre molto tesa quando lasciavo che le fiamme si avvolgessero al suo potere ma ero felice quando i nostri corpi divenivano un tutt'uno.

Fummo smaterializzati nella radura dove si era tenuto il rituale del Foedus, dinanzi a noi si distendeva il bosco selvaggio da cui ero uscita sconvolta e tremante. Senza accorgermene mi avvicinai di più ad Arechi, sfiorandogli il braccio col mio. Erano cambiate tante cose da quel giorno lontano, e anche il rapporto tra noi era mutato. Il Lupo dovette accorgersi della mia esitazione perché distese una mano contro la mia schiena, con naturalezza e intimità. Non ci guardammo, non ce n'era bisogno.

Accanto a noi c'erano le altre coppie che erano riuscite a stabilire una connessione. Non eravamo molti ma tra queste ero felice di vedere Costanza e Carmine e, sul fondo, Brando e Silvia.

L'Orso fece capolino solo per riuscire a incrociare il mio sguardo. Le sue labbra si piegarono in un sorriso complice che mi fece arrossire. Ero felice di vederlo sereno, almeno voleva dire che quanto successo il giorno precedente tra me e Arechi non lo aveva infastidito. Forse.

Stavo ancora fissando il bel profilo di Brando quando sentii il ringhio basso del Lupo che si ripercuoteva anche nel braccio che teneva disteso lungo la mia schiena.

"Cosa?" sussurrai, senza guardarlo.

Arduino ed Hermelinda stavano confabulando tra loro mentre noi aspettavamo loro indicazioni.

"Riesco a sentire il tuo cuore che batte emozionato per quell'Orso." Ringhiò Arechi e ne sembrò nauseato.

"Cercherò di essere più discreta." commentai, un sorriso divertito mi piegò le labbra.

La mano di Arechi mi strinse il fianco con più vigore, ma si astenne dall'aggiungere altro né io lo feci. Un lieve senso d'ansia stava iniziando a farsi largo in me. I professori si stavano posizionando al centro, dinanzi a noi, pronti a spiegarci quello che avremmo dovuto fare. Ero certa che non mi sarebbe piaciuto.

"Non avevo dubbi che i tre camfi più importanti dell'Accademia arrivassero a questo punto dell'allenamento per primi." Arduino alternava lo sguardo tra i tre ragazzi, senza contemplare la nostra presenza. Come se la connessione tra i legati dipendesse esclusivamente dai suoi longobardi e non da un gioco di squadra.

"Oggi inizieremo con la vera pratica." Il tono dell'uomo si fece più duro e serio. "Sarà solo un assaggio, rispetto a quello che voi janare sarete chiamate a fare su un vero campo di battaglia."

FOEDUS • IL MARCHIO DELLA JANARALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora