Capitolo 51

145 19 179
                                        


Avevo appena finito di raccontare a Costanza tutto quello che era successo nell'arco dell'intera mattinata e il silenzio piombava tra noi

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Avevo appena finito di raccontare a Costanza tutto quello che era successo nell'arco dell'intera mattinata e il silenzio piombava tra noi. Eravamo nella mia piccola stanza, illuminata da qualche fiammella in più rispetto al solito che volteggiavano pigramente attorno a noi. La mia amica era intenta a realizzarmi un'acconciatura particolare e spesso l'avevo sentita borbottare contro le forcine che non riuscivano a raccogliere alcune ciocche di capelli troppo corte.

Non avevo idea di cosa volesse fare, aveva deciso che solo al termine del suo lavoro me lo avrebbe mostrato e io decisi di affidarmi totalmente a lei. Non mi ero mai particolarmente interessata di acconciature o di trucchi e, anche per le feste, mi affidavo sempre alle mani esperte di mia madre. Quel pensiero mi provocò un nodo alla gola.

"Sei ancora arrabbiata con lui?" mi chiese Costanza all'improvviso.

Feci per scuotere il capo, ma mi ricordai l'imprecazione che aveva fatto poco prima, quando mi ero mossa per sbaglio. Mi imposi di rimanere immobile.

"No. Anche se ci è voluto un po' di tempo per sbollire la rabbia." Ammisi.

"A modo suo, temo che abbia ragione." Purtroppo non potevo mostrarle la mia espressione meravigliata. Era la prima volta che Costanza si lasciava andare a un commento del genere da quando Arechi aveva iniziato a interfacciarsi con me. "Conoscendoti, ti saresti guardata costantemente alle spalle e non ti saresti goduta un momento importante come quello. So che per te non vorrà dire molto, ma il rituale dell'uovo magico ci ricorda che questa città ci ha accolti e protetti quando ne avevamo bisogno, e noi abbiamo un debito importante con i suoi abitanti. La festa di stasera è un'ulteriore celebrazione di quel momento."

La ascoltai in silenzio mentre giocavo nervosamente con le pieghe della camicia da notte che indossavo. Anche Costanza ne indossava una uguale e quegli indumenti creavano un clima del tutto familiare che mi aveva portata a rilassarmi del tutto.

"Per quanto riguarda le maledizioni... è chiaro che compariranno quando meno te lo aspetti. Credo che Arechi volesse solo farti reagire, dimostrarti che hai tutte le capacità per poterlo fare. Lui è pur sempre un longobardo, crescono come dei guerrieri, non sono troppo inclini ad addolcire le cose..." sospirò profondamente e agganciò un'altra forcina.

"Vorrei che fosse meno odioso!" sbottai e la mia muscolatura ebbe un fremito che strappò una risata a Costanza.

"Se fosse così non staremmo parlando di Arechi!" la mia amica rise ancora e poi aggiunse: "Mi sembra che distruggergli gli spallacci sia stata una buona risposta ai suoi giochetti."

Sorrisi, ma non feci in tempo a parlare che la porta della stanza si aprì all'improvviso. Sia io che Costanza sobbalzammo per la sorpresa, ma ci rilassammo immediatamente quando, sulla soglia, comparve Giulia. Era già vestita e agghindata di tutto punto. Indossava un abito dai colori tenui sul rosa chiaro, tagliato sotto il seno, con una scollatura quadrata e il tessuto che le cadeva morbido sui fianchi. I capelli castani erano graziosamente acconciati sul capo e qualche ciocca, volutamente resa riccia, le carezzava delicatamente il viso. Non le avevo mai visto indossare abiti così delicati, se non quelli di pelle, e mi lasciò letteralmente senza fiato.

FOEDUS • IL MARCHIO DELLA JANARALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora