FANTASY ROMANCE - LIBRO I COMPLETO (IN COSTANTE REVISIONE!)
Napoli, 1821.
Nel ventre della città, sotto la superficie, si nasconde un'Accademia che forma streghe e guerrieri da sempre impegnati nella faida contro i seguaci del culto micaelico.
Azari...
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Non avevo mai visto un posto così imponente. Eravamo al centro di un'enorme struttura che trasudava antichità in tutta la sua magnificenza. Ampie pareti circolari ci circondavano ed ero certa fosse l'opera sapiente di un importante costruttore, per il modo in cui era riuscito a impilare e rendere stabile tutti quei mattoncini, rossi e sottili, che svettavano verso l'alto. Il tetto doveva essere crollato, ma resistevano ancora ampi finestroni entro cui rami di alberi e piante selvatiche avevano trovato rifugio.
Parte della muratura aveva ceduto e giaceva nell'area circolare che occupavamo, interrompendo il mare d'erba su cui poggiavo i piedi nudi. Ero stata costretta a indossare una camicia da notte bianca, con uno scollo quadrato non troppo profondo, e stretta sotto il seno da un merletto in pizzo che seguiva la circonferenza del mio corpo.
Di fronte a me avevo Sibilla. Vestiva un abito simile al mio e i capelli le ricadevano in modo ordinato sulle spalle. I suoi occhi scuri e profondi studiavano il mio viso, ma dall'intensità che emanavano ero certa che stesse guardando attraverso di me. C'era qualcosa che solo lei poteva scorgere e nessun'altro.
"Dove ci troviamo?" ebbi il coraggio di chiedere, dopo aver taciuto a lungo.
Tutti coloro che si trovavano attorno a noi non osavano proferire una sola parola. Aurona, Heremlinda, Ulfari e Gisulf si tenevano a discreta distanza da me e dalla veggente per darci modo di interagire in totale solitudine. Dall'altro lato, c'era Arechi, accompagnato da Giulia e Manfrit. Era stato lui a chiedere loro di presenziare a quell'incontro e, anche se aveva preferito non dirmi il motivo, sapevo lo facesse per avere il sostegno dei nostri amici.
Quello che stava per succedere in quel luogo era oscuro a tutti noi, tranne che a Sibilla.
"Sei nella mia dimora." Esordì la donna, lasciando spaziare lo sguardo sulla struttura che si teneva in piedi, nonostante il tempo e le calamità. "Un luogo antico, il cui significato e il senso stesso della sua esistenza è stato poi dimenticato col tempo."
I suoi occhi scuri incontrarono i miei, brillavano di una luce che mi fu impossibile da comprendere.
"E la dimenticanza sarà la rovina per tutti noi, ma non c'è altra soluzione. Nuovi Dei sostituiranno i vecchi." Strinse le labbra e l'espressione si fece seria e indecifrabile. "Così è e così è sempre stato."
Deglutii e strinsi il tessuto candido del mio abito, provando a scaricare i brividi di terrore che quella donna mi incuteva ogni volta che parlava come se non fosse realmente in sé.
"Il sole sta per calare." La veggente interruppe il filo dei miei pensieri con quelle parole. "Direi che è arrivato il momento di prepararti."
Trattenni istintivamente il fiato mentre studiavo il viso della donna e, dopo un momento di esitazione, annuii, anche se sapevo fosse un gesto vano. Non sarei mai potuta sfuggire al mio destino.
Sentivo sulla schiena gli sguardi dei professori e dei miei amici, ma non osavo voltarmi. Temevo potessero vedere quanto fossi terrorizzata, quanto l'ignoto mi facesse paura. Forse, l'unico che poteva percepire ogni cosa era il solo Arechi, grazie al legame speciale che ci legava l'uno all'altro.