Capitolo 79

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"Siamo anche noi incappati nello stesso tranello

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"Siamo anche noi incappati nello stesso tranello." Manfrit riprese a parlare, indicando con un gesto della mano la veggente. La donna si limitò ad aggrottare le sopracciglia mentre si massaggiava il petto, ancora scossa, dopo l'aggressione subita. "A quanto pare, ci sono diverse fattucchiere che coprono Sibilla."

"C-Come siete riusciti a trovarla?" la donna fissava l'altro Lupo dritto negli occhi, incurante della folla di curiosi che cercavano di capire cosa stesse succedendo all'interno della stanza.

"La più giovane di voi ha ceduto abbastanza facilmente, quando ha visto i miei occhi mutare colore." Manfrit ghignò divertito e il sorriso si dischiuse anche sulle labbra di Arechi che, fino a quel momento, aveva ascoltato la conversazione in silenzio.

"Non avrebbe dovuto..." mormorò la veggente, scuotendo mestamente il capo.

Arechi liquidò la donna con un gesto sbrigativo. "Basta perdere altro tempo. Andiamo via da qui."

Uscimmo tutti e tre compatti dalla stanza, facendoci largo tra le persone che si riversarono al suo interno per sincerarsi delle condizioni della donna. Non mi voltai indietro a guardare, avevo ben altro per la testa. Stavo cercando di regolarizzare il respiro per riprendere il controllo del mio potere, ma trovai quel tentativo difficile da portare a termine mentre ero intenta a seguire i due longobardi.

"Come hai fatto a trovarci?" chiesi a Manfrit che mi riservò un sorriso sornione.

"So sempre dov'è il mio capobranco. Ha una puzza inconfondibile."

Il suo commento mi strappò una risata e non mi sorpresi quando Arechi lo spintonò fuori dalla porta dell'appartamento, con i suoi soliti modi apparentemente poco inclini allo scherzo.

"Invece di dire le tue solite sciocchezze, facci strada e portaci da Sibilla." Arechi sembrava essere tornato di nuovo padrone di sé e, attraverso il nostro legame, non percepivo più il timore che gli incupiva i pensieri.

"Non è molto distante da qui." Rispose Manfrit mentre percorrevamo il pianerottolo diretti alle scale. "Non ci vorrà molto."

Mi lasciai superare dai due longobardi che iniziarono a scendere velocemente le scale mentre io ero ancora intenta ad acciuffare il tessuto della gonna. Detestavo non poterli seguire come avrei fatto con dei comodi pantaloni, detestavo avere fretta ed essere rinchiusa in quell'abito che non rappresentava più il mio attuale stile di vita.

"Aspetta un attimo." accorgendosi che non li stavo seguendo, Arechi si fermò a metà del pianerottolo successivo mentre l'altro Lupo proseguiva spedito verso l'altra rampa.

"Scusami..." gli dissi, mentre mi affannavo sull'ultimo scalino per raggiungerlo il più velocemente possibile. Non volevo che fosse costretto ad aspettarmi. "Questo dannato vestito!"

Le labbra di Arechi si piegarono in un sorriso divertito e, finalmente, i suoi occhi presero a brillare, dopo essere stati cupi e tormentati per così tanto tempo.

FOEDUS • IL MARCHIO DELLA JANARALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora