FANTASY ROMANCE - LIBRO I COMPLETO (IN COSTANTE REVISIONE!)
Napoli, 1821.
Nel ventre della città, sotto la superficie, si nasconde un'Accademia che forma streghe e guerrieri da sempre impegnati nella faida contro i seguaci del culto micaelico.
Azari...
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Brando era svenuto e questo ci permise di poter soccorrere Silvia che continuava a perdere sangue dalla profonda ferita. Il braccio, dalla spalla al gomito, presentava un profondo squarcio che le apriva in due la pelle e metteva a nudo l'osso. Non avevamo erbe né composti con cui prevenire un'infezione e il suo stato era troppo grave per rimediare solo con la magia. Bisognava portarla in infermeria.
Arechi non perse tempo ad attivarsi, stracciandole la gonna per ricavare abbastanza tessuto con cui fasciarle il braccio così da permetterle di sostenerlo. Mi sorprese il modo in cui era intervenuto per aiutare entrambi, nonostante gli attriti che c'erano stati negli ultimi tempi.
Si era aggiunta a noi anche Costanza, trafelata e preoccupata per la situazione, ma soprattutto per Carmine, sapendo che si era gettato nel fitto del bosco senza sapere cosa stesse succedendo. Anche un'altra coppia ci raggiunse poco dopo, attirati dalle urla, e non persero tempo a darci una mano, sollevando l'Orso, ancora avvolto in quello stato di incoscienza. Costanza, invece, mi diede il cambio con Silvia, stringendole garbatamente il braccio nel tentativo di confortarla.
Ero stravolta e senza fiato. Non riuscivo a credere a quello che era successo e che Brando avesse perso il controllo. Non era da lui, non avrebbe mai fatto nulla per ferire Silvia. Sapevo quanto ci tenesse a lei. Ero preoccupata, e mi misi ad assistere il gruppo di ragazzi che cercava di sollevarlo dal terreno per portarlo fuori da lì. Dovevamo portare entrambi fuori dal bosco il più in fretta possibile.
Ero alle spalle di Costanza mentre ci allontanavamo dalla radura per dirigerci all'esterno. Davanti a noi, i ragazzi trasportavano Brando e Arechi era intento a confabulare con Carmine.
"Lascio tutto a te, sono certo che Arduino li poterà direttamente in infermeria." Gli sentii dire, prima che gli assestasse una pacca pesante sulla camicia sgualcita, e poi si voltò a guardarmi.
Io proseguivo con lentezza, dato che Silvia era particolarmente sofferente e, ad ogni passo, provava una profonda fitta di dolore nel braccio.
Il Lupo tornò indietro puntando a me e, non appena mi fu accanto, mi afferrò il polso in una morsa.
"Tu vieni con me." disse bruscamente.
Prese a trascinarmi lontano dal gruppo dei nostri compagni e Costanza ebbe solo il tempo di lanciarmi un'occhiata perplessa mentre ci vedeva allontanare. Io ero altrettanto confusa e tentai più volte di opporre resistenza.
"Che stai facendo? Dovremmo uscire con loro!" sbottai, strattonando il braccio con cui continuava a trascinarmi in mezzo agli alberi.
Ci eravamo talmente addentrati che, voltandomi indietro, mi fu impossibile scorgere i nostri compagni. Non volevo lasciarli ma, soprattutto, desideravo stare accanto a Brando nel momento in cui avesse riaperto gli occhi. Ero certa che ne sarebbe uscito sconvolto nello scoprire quello che aveva fatto a Silvia.
"Staranno bene." Mi liquidò e io mi ritrovai ad aggrottare le sopracciglia, senza capire quel cambiamento repentino d'umore.
Rimasi in silenzio e abbandonai anche l'idea di ribellarmi ai suoi modi bruschi, attendendo che si decidesse a dirmi quali fossero le sue intenzioni e perché mi stesse trascinando nel fitto del bosco.