Capitolo 81

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Il mattino successivo spalancai gli occhi con un'improvvisa consapevolezza: avrei dovuto partecipare a una nuova seduta del Consiglio

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Il mattino successivo spalancai gli occhi con un'improvvisa consapevolezza: avrei dovuto partecipare a una nuova seduta del Consiglio. Il solo pensiero mi fece contorcere lo stomaco per l'ansia che quei visi giudicanti mi infondevano.

Solo un istante dopo sopraggiunse un'altra consapevolezza, ovvero che Arechi non era nel letto con me. Doveva essersi rivestito e uscito, facendo attenzione a non svegliarmi, dato che non mi ero accorta di nulla.

Non trovarlo al mio fianco mi dispiacque. Avevamo trascorso l'intera notte stretti l'uno all'altro, a riscaldarci e a confortarci con la sola forza dei nostri corpi, e speravo di potermi stringere ancora a lui con la stessa intensità della notte appena trascorsa. Quel pensiero mi fece arrossire e cercai di scacciarlo subito via dalla mia mente. Avevo questa dannata incostanza di desiderarlo di notte e convincermi di essermi sbagliata alla luce del sole.

Ma per quanto tentassi di fuggire da me stessa, era oramai chiaro quanto Arechi mi piacesse.

Rossa in viso, sgusciai fuori dalle coperte e iniziai a prepararmi. Non avevo molto tempo prima che qualcuno si presentasse alla mia porta per condurmi al Consiglio, e non avevo intenzione di farmi trovare in camicia da notte.

Mi affannai a infilare per prima cosa i pantaloni di pelle nera. Non avevo intenzione di presentarmi lì come una semplice janara, ma come una guerriera e, questa volta, mi sarei fatta valere sin da subito con chiunque avesse qualcosa da rinfacciarmi. Sfilai la camicia da notte solo per rivestirmi subito con una casacca di cotone chiara, su cui andai a porre il corpetto di pelle nera.

Ero intenta a stringerne i legacci quando vidi risaltare, sul legno scuro della scrivania, un pezzo di pergamena strappato e un pennino lasciato di traverso su di esso, per evitare che si richiudesse.

Consumai la poca distanza che mi separava dalla superficie lignea per studiare quel pezzo di carta. Smisi di armeggiare subito con i legacci e con una mano scostai il pennino mentre, con l'altra, raccolsi la pergamena. La scrittura era perfetta e ordinata e i caratteri erano così signorili da lasciarmi incantata ancora prima di leggerne le parole.

"Ti lascio questo scritto nella speranza di riuscire a migliorare il tuo cattivo umore di questa mattina. Posso immaginare quanto tu sia delusa per la mia assenza, quanto la mia mancanza ti sia insopportabile, ma hai il privilegio di dormire con un importante guerriero e membro del Consiglio, e questo basta a giustificare il motivo per cui sono dovuto andare via. Sarei rimasto volentieri a guardarti dormire, dopo avermi fatto passare una notte insonne, rilegato ai margini del letto e colpito da continue gomitate... sei più sgraziata quando dormi che quando ti alleni!

Ti aspetto con molta impazienza. Arechi."

Il Lupo era riuscito nel suo intento dato che le mie labbra si erano piegate in un lieve sorriso senza neanche che me ne rendessi conto. Era riuscito con poco a rimediare alla sua assenza e mi sentii subito il cuore più leggero mentre finivo di prepararmi.

FOEDUS • IL MARCHIO DELLA JANARALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora