FANTASY ROMANCE - LIBRO I COMPLETO (IN COSTANTE REVISIONE!)
Napoli, 1821.
Nel ventre della città, sotto la superficie, si nasconde un'Accademia che forma streghe e guerrieri da sempre impegnati nella faida contro i seguaci del culto micaelico.
Azari...
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Spalancai gli occhi e mi sentii mancare l'aria nei polmoni. Mi sollevai di scatto sul materasso per assorbire quanta più aria possibile mentre riprendevo il controllo della mente e del corpo.
Si era trattato davvero di un sogno.
Avevo ancora negli occhi quella luce accecante che avvolgeva il corpo della Dea e la sua voce dura che mi indirizzava su cosa fare. L'ordine era chiaro e non potevo rimanere indifferente alle sue parole. Non avevo molto tempo.
Scattai in piedi. Il sogno mi aveva intontita e la testa mi girò all'istante, forse mi ero alzata troppo velocemente e ora ne pagavo le conseguenze. Mi appoggiai allo schienale della sedia, accostata alla scrivania, e socchiusi gli occhi nella speranza che bastasse a placare la stanza che vorticava attorno a me.
Il senso di angoscia che quel sogno mi aveva trasmesso mi impediva di calmarmi del tutto. Anche se le vertigini non mi erano passate, raggiunsi a tentoni la porta della mia stanza e la spalancai.
Il dormitorio era silenzioso e vuoto. Uscii spedita ma fui costretta ad appoggiarmi, dopo qualche passo, contro il muro di tufo. Il corpo non riusciva a sostenermi. Mi sentivo provata e affaticata, la testa continuava a farmi male ed era probabile che quel sogno non aveva fatto altro che peggiorare la situazione.
Ma la conversazione con Iside aveva lasciato nel mio cuore un'ansia che si faceva sempre più gravosa. Dovevo raggiungere Arechi e spiegargli ciò che avevo visto. Avremmo potuto chiedere l'aiuto di Aurona e quello degli altri professori e, insieme, raggiungere l'albero.
No. No. No. No.
Avevo appena attraversato lo stretto corridoio che conduceva fuori dai dormitori femminili, quando le voci tornarono a occupare la mia testa.
"Dannazione..." che cosa mi stava succedendo? Perché continuavo a sentire quei sussurri? Il sogno era finito, ero sveglia, e stavo girando per l'Accademia, ma le voci erano riprese, angosciate più che mai.
Avrei spiegato anche questo ai professori, ma ora non c'era il tempo per indugiare contro la ruvida parete su cui avevo appoggiato la schiena. Mi feci forza e attraversai l'intero ambiente di passaggio, diretta alla galleria successiva. L'Accademia era incredibilmente silenziosa. Possibile che avessi dormito fino a sera?
Fu sulla soglia di questa che urtai contro qualcuno che veniva dalla direzione opposta alla mia. Due braccia forti mi afferrarono al volo, prima che cadessi rovinosamente a terra. Quando sollevai lo sguardo, mi ritrovai gli occhi marroni che conoscevo molto bene.
Brando mi teneva stretta e, dall'espressione sorpresa sul viso, capii che non aveva percepito la mia presenza.
"Azaria... va tutto bene?" le sue sopracciglia scure si aggrottarono, quando si rese conto che a stento riuscivo a tenermi.
"Sì..." sospirai e scossi il capo con asprezza. "In realtà, no. Ho un mal di testa così forte che non riesco a camminare."
"Allora, non dovresti essere in giro, ma a letto a riposare. Stavo venendo da te..." Brando continuava a fissarmi con quell'espressione preoccupata e, nel ritrovarmelo così vicino, dopo tanto tempo, lo stomaco mi si strinse in una morsa di dolore. Stavo rimandando una conversazione che avrebbe fatto soffrire entrambi, lo sapevo bene, ma quello non era certo il momento per parlare dei nostri sentimenti.