FANTASY ROMANCE - LIBRO I COMPLETO (IN COSTANTE REVISIONE!)
Napoli, 1821.
Nel ventre della città, sotto la superficie, si nasconde un'Accademia che forma streghe e guerrieri da sempre impegnati nella faida contro i seguaci del culto micaelico.
Azari...
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Per il giorno dell'equinozio di primavera fummo tutti smaterializzati in una piccola radura posizionata al centro di, quella che mi sembrava essere, un'enorme area boschiva. Ognuno di noi aveva compiti ben precisi per quella giornata e diverse attività da compiere in vista della festa vera e propria che si sarebbe tenuta al calare del sole.
Fui l'unica a rimanere incantata da quel posto. Tutti attorno a me sembravano muoversi completamente a loro agio, sapevano già dove andare o dove posizionare casse, ceste, tappeti, e ogni altra cosa necessaria per quella serata.
Io ero immobile in mezzo a tutti loro. Mi presi del tempo per permettere a me stessa di godermi l'aria fresca che finalmente mi accarezzava viso e corpo e gli odori più disparati possibili. Quell'enorme bosco sembrava essere a un livello molto più basso del solito perché tutto attorno a noi distinguevo nitidamente la roccia che ci circondava, come un enorme cono. Gli alberi erano così alti e fitti che dovevano essere lì da secoli e, se non fosse stato per la presenza di appositi sentieri, attraversarli sarebbe stato impossibile.
"Bello, vero?"
La voce calda di Brando arrivò ben distinguibile al mio orecchio. Mi voltai a guardarlo con gli occhi illuminati dalla meraviglia per tutto quello che stavo ammirando in quel preciso istante.
"È un posto incredibile e selvaggio." Commentai.
Brando mi si affiancò, distendendo una mano contro la mia schiena che prese a massaggiare lentamente. Quel tocco gentile mi imbarazzò, ma non lo rifiutai. Era la prima volta che si permetteva di mostrare la nostra vicinanza davanti a tutti i compagni dell'Accademia ma non mi guardai attorno per capire se qualcuno ci stesse notando. L'imbarazzo era già diventato un rossore diffuso sul mio viso. Per di più, il nostro unico incontro non era stato particolarmente piacevole. Troppe discussioni, troppe incomprensioni che mi avevano lasciato l'amaro in bocca.
L'Orso indicò con la mano l'enorme anello di roccia che ci circondava e poi abbassò lo sguardo su di me.
"Quello che vedi è un cono vulcanico." Sorrise nel vedermi spalancare gli occhi per la sorpresa. "Ci troviamo esattamente dentro un cratere spento da molto, molto tempo."
"Se questo è un cratere..." mormorai pensierosa, senza però riuscire a nascondere quanto quella notizia fosse inaspettata. "...chi è il folle che ha deciso di costruirci una villa? E i sentieri?"
Mi riferivo al piccolo villino alle nostre spalle. L'edificio bianco non era molto grande ma lo stile lasciava intuire che fosse nobiliare e curato. Avrei scommesso che all'interno avremmo trovato ampi divani su cui riposare, strumenti per la caccia e cucine adatte a rifocillarci. Per di più, subito accanto, era stata realizzata una stalla dal cui interno provenivano i suoni dei cavalli, chiaramente innervositi per la nostra improvvisa presenza.
"Ci troviamo in una delle riserve di caccia del Re. Ogni tanto lo utilizza quando desidera allontanarsi dalla vita di corte e trascorrere una giornata in serenità. È stata una sua gentile concessione permetterci di essere qui oggi, anche se in realtà è una cosa che va avanti da anni oramai." Brando si strinse nelle spalle e io, invece, rimasi a bocca aperta mentre mi voltavo a fissare la facciata dell'edificio.