Capitolo 73

102 14 38
                                        

La cavalla sfrecciava sul sentiero di terra battuta pur di stare dietro al destriero del Re

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

La cavalla sfrecciava sul sentiero di terra battuta pur di stare dietro al destriero del Re. Cercai con tutte le forze di tenermi quanto più stretta possibile al collo dell'animale. Dovevo rimanere concentrata e non cedere al terrore né al senso di vertigine che si stava insinuando in me dopo quello che avevo visto.

Sapevo che Arechi era un combattente esperto, aveva già vissuto situazioni di quel tipo e non dovevo temere per lui. Se la sarebbe cavata ed ero certa che contasse su di me per mettere in salvo il sovrano.

E non sarebbe stato semplice come lo avevamo pianificato. L'oscurità che si stava addensando tra gli alberi attorno a noi era popolata di ombre dirette al nostro inseguimento. Mi sembrava di veder sfrecciare qualcosa nel fitto del bosco e ogni volta che cercavo di capire di cosa si trattasse l'oscurità le celava al mio sguardo.

Ebbi la conferma dei miei sospetti quando un brusio diffuso ci circondò. I nostri cavalli, per fortuna, continuavano a galoppare imperterriti ma sapevo che l'oscurità opprimente che ci fiancheggiava ai due lati della foresta li avrebbe presto innervositi.

Ricordai a me stessa che la mia priorità era proteggere il Re.

Attinsi all'istante al mio fuoco e lo lasciai fluire nella mano destra, distesa dinanzi a me con il palmo sollevato verso la schiena del sovrano.

"praesidium ponere." Recitai la formula e il palmo si illuminò di luce dorata. Avvolsi il Re in una barriera che speravo fosse impenetrabile anche agli attacchi delle maledizioni e non solo a quelli umani.

Riuscii a concludere la magia giusto in tempo dato che le voci che componevano quel brusio divennero sempre più distinguibili. Voci rauche, femminili e maschili, urla strazianti e orrende, frasi sconnesse e accuse immonde, tutte rivolte al sovrano.

"Le tue mani sono sporche di sangue, Re!"

Un lampo d'ombra sgusciò fuori dalla protezione degli alberi e si gettò su di lui. Con mio enorme sollievo la barriera resistette e la maledizione provò ancora e poi ancora a generare una breccia, ma senza successo.

"Sono venuto per trascinarti con me all'Inferno."

Dal lato opposto del sentiero, un'altra ombra si fece avanti ma si infranse contro la mia barriera.

"Stai affamando il tuo popolo."

Comparve un'altra ombra e poi un'altra ancora. Persi il conto delle maledizioni che presero a saettare incessantemente contro il Re e l'impatto dei loro corpi inconsistenti non sortì alcun effetto sulla magia che avevo creato. Stava funzionando e pregai che reggesse fino al nostro arrivo al piccolo edificio che custodiva la nostra via di fuga.

Con sorpresa e perplessità mi resi conto che nessuna delle maledizioni provò mai ad attaccarmi. Sembrava che tutte fossero state generate con il solo obiettivo di uccidere il Re. Lo avrei impedito ad ogni costo. Dovevo solo rimanere concentrata e non interrompere il flusso di magia con cui stavo generando la barriera protettiva.

FOEDUS • IL MARCHIO DELLA JANARALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora