FANTASY ROMANCE - LIBRO I COMPLETO (IN COSTANTE REVISIONE!)
Napoli, 1821.
Nel ventre della città, sotto la superficie, si nasconde un'Accademia che forma streghe e guerrieri da sempre impegnati nella faida contro i seguaci del culto micaelico.
Azari...
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La vita nell'Accademia era tornata alla normalità. I dormitori maschili e femminili si erano svuotati gradualmente da chi era abitudinario della vita in superficie. Le lezioni e gli allenamenti scandivano di nuovo il ritmo delle mie giornate e mi resi conto di quanto mi fossero mancati solo in quel momento.
La festa di Ostara era stata una pausa piacevole, ma avevo un bisogno disperato di ritornare alla mia routine quotidiana. Qualcosa nel mio corpo era cambiato da quando ero stata coinvolta dalla frenesia della festa. Impulsi di improvviso desiderio si risvegliavano nella parte più intima del mio corpo, facendomi arrossire o rigirare nervosamente nel letto. Di sicuro non erano d'aiuto neanche gli incontri notturni tra Manfrit e Costanza. Per quanto le pareti di tufo fossero abbastanza spesse, ciò che succedeva nell'altro alloggio era ben chiaro e non faceva altro che logorarmi dentro.
Mi sentivo confusa e frustrata, e cercavo di far tacere quelle sensazioni sottoponendomi a continui allenamenti e seguendo le lezioni col solo scopo di distrarmi.
Dopo la nostra ultima conversazione, Brando era diventato molto più audace e provocatorio. Non superava mai i limiti che gli consentivo ma, giorno dopo giorno, guadagnava nuovi centimetri di pelle su cui poggiare le labbra e le mani. Arechi, invece, aveva ancora il potere di farmi arrossire e di farmi ardere la pelle, ogni qual volta assumeva atteggiamenti troppo confidenziali e impudenti. Detestavo che avesse quel potere su di me, ma continuavo a non voler dare troppo peso alla cosa. Ero convinta che fosse il Foedus a influenzare le mie reazioni, esattamente come era accaduto durante la festa dell'equinozio. Era un equilibrio fragile ma, per ora, riusciva a tenersi in piedi.
Ad ogni modo, poco mi interessava in quel momento, perché Brando era proprio lì, disteso nel letto accanto a me. Aveva il viso nascosto nell'incavo del mio collo e i capelli biondi mi solleticavano giocosamente la pelle. Io gli accarezzavo il bicipite nudo con le dita e mi godevo ogni centimetro dei suoi muscoli allenati. Quella mattina avevo avuto l'ardire di chiedergli di sfilarsi la casacca e avevo passato la mezz'ora successiva con il volto incendiato dalla vergogna.
Avevamo preso quest'abitudine di vederci ogni volta che era possibile e di solito era lui a presentarsi alla mia porta.
"Dovremmo iniziare a prepararci per andare a lezione..." sussurrai.
Lo feci a malincuore, ma era necessario. Brando non sembrò d'accordo e grugnì contro la mia pelle, strappandomi un sorriso. Mi strinse tra le braccia con più forza e io tornai a socchiudere gli occhi mentre mi abbandonavo a quella presa.
Brando mi lasciò un bacio delicato sul collo e sollevò la testa per indirizzare i suoi occhi marroni nei miei.
"Oggi hai la tua prima lezione da legata!" si ricordò di colpo, mentre studiava la mia espressione.
Io accennai un sorriso e annuii. Ero stranamente emozionata e curiosa di prendervi parte. Ma ero anche consapevole di ciò che avrebbe comportato. Avere un Foedus con un longobardo voleva dire essere addestrato per far parte delle prime linee dell'Accademia.