Aiden
Aroon era stato arrestato quella stessa mattina, intorno alle dieci, mentre stava rientrando dalla sua solita passeggiata mattutina. A Londra e nei dintorni non si parlava di altro, se non del giornalista americano che era arrivato a Londra per aiutare la figlia affetta da depressione, ma che adesso si trovava in stato di fermo presso la stazione di polizia di Westminster.
Il reporter non aveva solo infranto la Official Secrets Act, divulgando informazioni riguardanti la sicurezza nazionale del paese, ma era stato anche accusato di aver stuprato una giovane donna, durante uno dei suoi viaggi di lavoro in Colombia.
Dopo poche ore, centinaia di articoli iniziarono a circolare su internet, mettendo fine alla carriera e alla reputazione dell'uomo.
«La figlia è rinchiusa in una clinica psichiatrica», continuai ad ascoltare la voce insopportabile della conduttrice radiofonica, mentre Glenda guidava di fianco a me. La donna era venuta a conoscenza della notizia mentre stava facendo colazione in uno dei bar cittadini. «Un anno fa ha perso la madre in un incidente stradale e adesso rischia di perdere pure il padre.» La mascella si serrò e con le mani strinsi entrambe le ginocchia. «Sapevate che la ragazzina ha tentato il suicidio tre mesi fa?»
Improvvisamente sentii lo stomaco stringersi e goccioline di sudore iniziarono a imperlarmi la fronte. L'ossigeno sembrò svanire completamente all'interno dell'abitacolo.
«Ti prego, accosta la macchina.» Con un gesto repentino del volante, si fermò sul ciglio della strada, permettendomi di scendere giusto in tempo per rimettere tutte le emozioni che stavo provando in quel momento.
Ero stato adottato.
I miei genitori biologici erano morti.
Evelyn non voleva parlarmi.
Aroon Castillo rischiava il carcere a vita.
La pulce aveva tentato il suicidio.
Gli avvenimenti degli ultimi due giorni mi avevano distrutto. Una parte di me voleva tornare a casa, recuperare la valigia e sparire per sempre.
«Aiden, stai bene?» Inspirai profondamente ancora una volta, prima di voltarmi verso la madre di Sophie, che era scesa dalla macchina con un'espressione preoccupata sul volto.
«Tutto bene, sicuramente è stato qualcosa che ho mangiato», cercai di rassicurarla, mostrandole un lieve sorriso. «Andiamo, siamo quasi arrivati.»
Capì che stavo mentendo, lo notai dal suo sguardo triste e dal modo in cui mi strinse amorevolmente la spalla destra. Rientrammo nella vettura e rimanemmo in silenzio, con la radio spenta, fino al nostro arrivo a Westminster.
L'ingresso era popolato da decine e decine di giornalisti, armati delle loro macchine fotografiche. Un uomo si scagliò contro la porta urlando contro i poliziotti che stavano cercando di ristabilire l'ordine.
«C'è un ingresso secondario, proviamo a entrare da lì.»
Mise nuovamente in moto e facemmo il giro dell'edificio, fermandoci di fronte a un cancello chiuso da una sbarra bianca. Dopo pochi secondi, un uomo di colore con addosso una divisa scura, uscì dal casottino adiacente alla barriera automatica, affiancandosi al finestrino del guidatore aperto.
«Come facciamo a parlare con Aroon? Insomma, in questi casi non sono ammessi solo...»
«Salve, agente» La madre di Sophie rivolse un sorriso alla guardia. «Sono Glenda Palmer, l'avvocato del signor Aroon Castillo. » concluse, consegnando all'uomo il suo documento.
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Feelings Hunt
RomanceA Portland, in una sera di fine maggio, Evelyn raggiunge il limite. È ancora troppo giovane, eppure dentro di sé custodisce un buio che non dovrebbe appartenerle. In preda alla disperazione, tenta il suicidio nel silenzio della sua cameretta. Il ges...
