Feel cold

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This love will be the death of me,
but I know I'll die happily

Alison sospirò davanti alla porta della classe socchiusa.
Era parecchio in ritardo, ma le ci era voluto molto per riprendersi.
Ormai ne aveva fatto l'abitudine, soffriva di attacchi di panico da tanto, ma tutte le volte la paura la sovrastava facendo perderle lucidità.
Il dottore a suo tempo aveva affermato con certezza che ciò che accadeva era normale nella situazione di Alison.
Ma lei sapeva che non c'era nulla di normale in lei.
Si era spesso chiesta perché non poteva essere una ragazza semplice, senza problemi di nessun tipo, con una famiglia normale, una vita normale.
Proprio per quello si era ridotta a fare l'apatica.
Ma ultimamente, dovette ammettere, che non le stava venendo bene.
Forse davvero qualcosa in lei stava cambiando.
Qualcosa che non doveva cambiare.

Liquidò il pensiero con un breve cenno della mano.
Prese quell'arnesino tanto odiato e spruzzò in bocca altro liquido per contrastare l'ansia e il respiro affannato.
Fece una faccia schifata e lo ripose velocemente nella tasca dello zaino.
Bussò lievemente e un coro di alunni esclamarono "avanti" o in alcuni casi "indietro" per gli spiritosi.
Alison aprì la porta, lasciando che lo sguardo interrogativo del professore la investisse.

Pensò in fretta e poi arrancò un:
-Scusi, ho perso l'autobus e sono arrivata tardi.-

Il professore fece una smorfia, e con un cenno della mano le indicò di andarsi a sedere, seguita da una piccola ramanzina e mormorii.
Nel preciso instante in cui Alison si voltò, trovò lui, seduto composto sulla sedia guardarla senza lasciar trasparire emozioni.
Eccola lì davanti la causa del suo ritardo. Oltre che quello mentale.


Alison avanzò verso il suo banco, sentendo il respiro iniziare a riaffannare.
Si sedette affianco a lui, e parola non fu accennata da nessuno dei due.
Il silenzio però, era l'arma migliore per far del male ad entrambi.
Si erano aspettati una spiegazione dall'altro, ma erano entrambi troppo orgogliosi anche solo per salutarsi.

Alison era sfinita.
A furia di fare prove d'ingresso e ripassi, la testa le stava scoppiando.
Non si poteva dire la stessa cosa del suo compagno di banco, alquanto tranquillo, almeno all'apparenza.
Era suonata la campanella da poco, e la professoressa di greco aveva dato il cambio a quella di matematica, che però non era ancora visibilmente arrivata.
In pochi minuti la classe era calata in un caos poco piacevole.
Tutti urlavano, e gli unici in silenzio erano lei ed il suo vicino di banco.
Alison strinse i pugni fino a sentire le nocche scroccare.

-Non hai davvero nulla da dire.-sbottò lei.

Lui alzò la testa di scatto, incontrando gli occhi verdi di Alison ridotti a due fessure.
Osservò la sua faccia cambiare espressione e solo dopo lei capì il perché.
Si morse il labbro appena realizzò di aver urlato contro di lui, facendo girare mezza classe nella loro direzione.
Lorenzo la guardò interdetto e poi deglutì guardando gli altri osservarli.
Restarono fermi a lanciarsi occhiate di disprezzo, e alcuni mormorii e risatine si levarono tra il silenzio.

-La copietta ha problemi?-squittì Giada.

Alison sentì la rabbia invaderla, più di prima.
Le lanciò uno sguardo assassino che lei accolse con un ghigno compiaciuto.

-E tu hai problemi nel farti i cazzi tuoi?-ribatté Alison.

-In realtà no, ma tu mi fai così pena-disse ridendo isterica.

Ice Heart || Lorenzo OstuniLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora