Seguii Niall in giardino per incontrare altra gente. Non ricordo gran parte dei nomi, ma mi fermarono e mi importunarono così tante persone che a un certo punto smisi anche di contarle.
Ogni ragazza che incontravo mi fissava. Niall mi garantì che era solo perché quella sera ero un gran figo, ma io già rimpiangevo di non essermi messo felpa e jeans larghi, e cominciavo a maledire il mio corpo.
Niall sembrava così a suo agio con tutte quelle ragazze che lo toccavano e ci mangiavano con gli occhi, e io non capivo proprio come facesse.
Ora avevo smesso di sentirmi carino. Mi sentivo esattamente come mi aveva definito Drew. Carne. Ero a metà della seconda birra quando fui trascinato sulla pista da ballo da Niall e da qualcun altro.
Non mi ero mai sentito così fuori posto. Solo a guardare tutti quei ragazzi che ci provavano e si toccavano a vicenda mi sentivo bruciare le guance. Provai a imitare Niall, ma mi ritrovai a inciampare da una parte all'altra, nel tentativo di scansare tutta la gente che mi si buttava addosso.
Mi voltai per scoprire chi era stato a finirmi addosso per ultimo e mi ritrovai davanti agli occhi verdi più meravigliosi che avessi mai visto.
Mi accorsi che mi stavano scrutando da cima a fondo. Guardai anche il resto del corpo e vidi che il ragazzo contro il quale ero andata a sbattere si stava strusciando contro un biondo piuttosto procace.
Mi tolsi subito di mezzo. Niall cercò di fermarmi, io puntai verso la cucina e lentamente mi feci largo attraverso la calca dei corpi ammassati nella stanza.
Finalmente uscii dal soggiorno.
«Che succede, Louis?».
Mi voltai e vidi Drew al mio fianco.
«Uhm, niente. Dovevo solo andarmene da lì», gli spiegai, indicando la stanza alle mie spalle.
«Non ti piace ballare?».
E quella roba la chiami ballare?
«No, non fa proprio per me».
Drew allungò le braccia sul tavolo: ne appoggiò una alla mia destra e una alla sinistra. Ero in trappola. Mi si buttò addosso.
«Magari c'è qualcos'altro che fa per te».
Di certo non tu. «Dov'è il bagno?».
Appena feci quella domanda, un branco di ragazzi iniziò a urlare e cantare, e mi voltai per vedere cos'era tutto quel casino.
Per poco, gli occhi non mi schizzarono fuori dalle orbite: il ragazzo contro cui ero andato a sbattere sulla pista stava bevendo sorsate di liquore direttamente dalla bocca di un ragazzo e, tra un sorso e l'altro, gli esplorava il collo con le mani e la bocca. Poi gli mise addosso una manciata di sale e capii perché lo stava leccando. La terza volta mi guardò dritto negli occhi e mi fece l'occhiolino; poi si portò alle labbra il quarto bicchiere.
Scossi la testa e non aspettai neppure la risposta di Drew: andai a cercarmi il bagno da solo.
Aprii due porte e mi ritrovai davanti due coppie che facevano sesso, così finalmente iniziai a chiedere a tutti quelli che incontravo dove fosse il bagno. Quando lo trovai, chiusi la porta a chiave e cercai di calmarmi.
Quando ero una ragazzino i miei "fratelli" marine mi avevano raccontato storie di feste disgustose per farmi arrabbiare, ma c'è una bella differenza tra l'ascoltare e il vedere con i propri occhi.
Rimasi chiuso in bagno finché qualcuno non cominciò a bussare alla porta e poi sfrecciai nei lunghi corridoi, cercando di non guardare dentro le altre stanze che man mano avevo aperto. Girai un angolo e mi imbattei in un petto muscoloso e ampio, e per poco non caddi a terra. Ma il tipo mi afferrò prima che finissi con il sedere sul pavimento.
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Ti lascio ma restiamo amici || Larry&Zouis remake
FanfictionLouis ha diciotto anni ed è cresciuto in una base militare, sotto la rigida supervisione di suo padre, un marine severo e poco comunicativo. Ma finalmente è riuscito a spuntarla: farà l'università a San Diego, all'altro capo del paese, e potrà così...
