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Ora che Harry sapeva dell'adozione, ed era coinvolto al cento percento, la situazione in casa era completamente cambiata. Tutti erano felici: Harry veniva a trovarmi ogni giorno ed era perfino riuscito a trascinarmi qualche volta da lui, per farmi stare un po' insieme ai ragazzi, ma mi ero sempre sentito molto a disagio.

Avevo incontrato anche Zayn, due volte: sapeva che adesso Harry era al corrente della verità. Quando ci vide insieme la prima volta l'espressione nei suoi occhi per poco non mi uccise. Harry si era spaventato quando ero andato in iperventilazione, ma non avevo voglia di spiegargli cosa stava succedendo.

La seconda volta aveva capito, e da allora mi aveva portato a casa sua solo quando era sicuro che Zayn non ci fosse. Non so se la situazione lo infastidiva, Harry non mi disse mai nulla, e di sicuro non dava segni di insofferenza. In realtà penso che fosse così felice di stare insieme a me, finalmente, che nulla poteva metterlo di cattivo umore. E anch'io ero felice, davvero: amavo Harry, e amavo quel ruolo di futuro papà in cui si era già immedesimato. Ogni giorno mi innamoravo di più, ma questo non diminuiva l'amore che continuavo a provare per Zayn.

Anzi, era come se il mio cuore fosse cresciuto per contenere i miei sentimenti per entrambi. Be', per tutti e tre, includendo anche Orsetto.

Harry non mi chiese mai come avessi raccontato a Zayn quello che era successo, e a dirla tutta credo che preferisse non saperlo. Nel profondo del cuore, doveva immaginare che amassi ancora Zayn, e probabilmente era quella la ragione per cui mi spingeva dalla parte opposta ogni volta che lo incrociavamo, soprattutto dopo il secondo incontro in casa.

Volevo parlare con lui, da solo, per vedere come se la cavava in tutto quel casino, ma non ero sicuro di saper gestire una conversazione del genere, perciò ogni volta mi dicevo che era meglio lasciar perdere.

Stavamo entrando nell'ufficio dell'avvocato. Harry non riusciva a smettere di sorridere e praticamente saltellava su e giù. La dottoressa Lowdry era contenta di conoscerlo, lo aveva messo al corrente di tutto quello di cui avevamo discusso nel corso dei due precedenti appuntamenti, gli aveva detto cosa aspettarsi da quella visita e da quelle che sarebbero seguite nei mesi successivi.

Quando iniziò a parlare delle condizioni della donna che avrebbe partorito nostro figlio, capii finalmente perché mamma mi aveva detto che poi avrei preferito essere da sola con Harry. Era un'esperienza... ultraterrena. Magica. L'amore e la gioia che fluttuavano tra noi erano così intensi che si potevano quasi toccare.

«Ora, volete sapere il sesso, o preferite che sia una sorpresa?»

«Io lo so già». Sorrisi alla foto, non c'era modo di sbagliarsi. Harry rise e mi strinse più forte la mano: «Te l'avevo detto, piccolo. Te l'avevo detto che era un maschio».

Guardammo entrambi la dottoressa Lowdry. «È un maschio, vero?», chiesi. 

«Oh, puoi dirlo forte, certo». Rise di nuovo.

Harry si chinò su di me e mi baciò con dolcezza, sussurrando sulle mie labbra: «Ti amo. E amo anche nostro figlio, Louis. Vi amo tantissimo». Mi passò i pollici sopra le guance e mi baciò di nuovo.

Ci passò le nostre nuove foto e uscimmo dall'edificio. Appena raggiungemmo il parcheggio Harry mi prese la mano e mi attirò di nuovo a sé, baciandomi con foga. Io ridacchiai e lo strinsi mentre lui mi spingeva contro la fiancata della macchina.

«È stato... assolutamente incredibile!». Scoppiò a ridere e mi baciò di nuovo.

«È stato così speciale perché c'eri anche tu. Le ultime due volte ho pensato solo a quanto desideravo che condividessi questa esperienza con me. Mi dispiace averci messo così tanto a dirtelo».

Ti lascio ma restiamo amici || Larry&Zouis remakeLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora