Raisa
7 anni dopo...
«E così il ragazzo, che tutti definivano cattivo e arrabbiato col mondo, sposò la bella ragazza dai capelli dorati e aiutò i bambini bisognosi, regalando loro un posto in cui vivere sereni e spensierati» Hendrick chiude il libro che ha appena finto di leggere e mi osserva con tanto di sorrisetto dipinto sulle labbra.
«Ma papà! Non sappiamo ancora chi ha ucciso il padre di Jeremiah!» esclama Tou.
«Tourus ha ragione! Scopriranno il cattivo?» chiede Hell, sollevandosi. Incrocio le iridi di Jay, intento ad accendere il barbecue, e prometto a me stessa che, un giorno, racconterò anche la sua storia.
«È il momento di cenare» dico, poggiata contro l'albero. Schiocco un'occhiata d'intesa con l'uomo seduto sulla poltrona di vimini. Gli suggerisco di fuggire dalle grinfie degli stessi marmocchi che, insieme, abbiamo generato. Se a vent'anni mi avessero detto che a trentacinque anni sarei diventata mamma di tre bambini, avrei sfoggiato un grande dito medio e sarei corsa a gambe levate. Ma oggi, ammirare l'uomo che amo, raccontare la nostra storia sotto forma di romanzo mi fa rivivere momenti indimenticabili.
«Ma io voglio sapere, adesso!» strombazza la bambina.
«Hel! La zia è arrivata!» la berlina rossa, oramai di Mirea, sosta nel vialetto. Nevaeh scende dall'auto con una sacca carica di giocattoli. Non lo ammetterà mai, ma ha un debole per la primogenita.
«Nonna! Nonna!» esclama Tourus e, con le mani impiastricciate di qualche strana sostanza marrone, corre incontro a mia madre. Le afferra i fianchi e si solleva sulle punte per baciarle le guance.
Nel mentre, prendo Sun tra le braccia, cullandola.
«Non posso credere che, dopo tutto quanto, tu abbia finalmente sfornato dei bambini!» sussurra Brianna, asciugandosi una lacrimuccia.
«Ben tre!» precisa Lilian, seduta accanto a lei.
«Mi sembra di vivere in un sogno» rispondo, nostalgica. Sunshine è la più piccola, ha un anno e potrebbe essere definita una mia versione in formato tascabile: i capelli biondi, le fossette sulle guance e gli occhi azzurri. Angel, dopo la nascita di T, ci ha recapitato delle vecchie foto di quando vivevano nel Sedicesimo distretto. E confermo che Tourus, il secondogenito, invece, somiglia tantissimo a suo padre da bambino.
«Mamma! Mamma!» urla quest'ultimo, scappando dalle grinfie di sua sorella maggiore. Heliana ha sei anni ed è la mente razionale della casa. E questo, di certo, non è un tratto che ha ereditato da me. È minuziosa, ordinata e composta. Proprio come l'uomo che ho sposato. Ha gli stessi occhi scuri, i capelli ricci e subisco persino le stesse occhiatacce indignate quando, per dimenticanza, ometto di lavare le stoviglie.
«Ecco i rinforzi! Dopo questa storia assurda, ho una fame assurda!» strombazza Maddy, seduta sul portico. Jeremy si sfila il grembiule dalla testa, solo per afferrare dalle mani di Emily il grande vassoio. Il tavolo è stato già apparecchiato dalla sottoscritta, fra una domanda e l'altra, con tanto di fazzoletti ricamati e lucine gialle.
«Madelyn, sei arrivata venti minuti dopo di me!» interviene Zio Dom, offrendo a Tourus una manciata di carote destinate ai puledri dall'altro lato del campo.
Ed è incredibile come questo posto sia ancora capace di farmi sentire la stessa ragazzina di un tempo. Solo che adesso, al posto delle corse a cavallo e delle fughe notturne, ci sono pannolini, giocattoli sparsi ovunque e tre bambini che sembrano essersi messi d'accordo per non lasciarmi respirare nemmeno per cinque minuti.
«Ma questi sono dettagli irrilevanti e poi... tu non abiti qui?» gli chiede di rimando la mora, sporgendo il labbro inferiore.
Scoppio a ridere, stringendo Sunshine contro il petto.
«Raggio di sole»
La voce di Hendrick mi raggiunge alle spalle. «Bella storia, eh?» chiede. Mi volto e lo trovo lì, con le mani incrociate sul petto e, nel momento in cui si avvicina, dopo anni, riesce ancora a farmi dimenticare cosa stessi facendo.
«Davvero bella» rispondo. Ma il nomignolo non era rivolto a me. Afferra la bambina e la issa senza il minimo sforzo. Ed è uno scricciolo fra le sue braccia.
«Il mio piccolo raggio di sole» sussurra, cercando di nascondere il viso nell'incavo del suo minuscolo collo.
«Sei tu, il mio raggio di sole. Vero?» le chiede, ma non riceve nessuna risposta al quesito. In compenso, sporge la testa per ammirare l'espressione contrariata dipinta sul mio viso, gli mostro il dito medio, formulando una leggera tosse.
Aggrotta la fronte, mostra la fila di denti bianchi e scuote il capo.
«Sei impossibile» dice, divertito. E nonostante abbia quarant'anni, Hendrick è ancora bellissimo. Non indossa un completo sartoriale, orologi costosi e scarpe lussuose. Non è mai riuscito ad avvicinarsi al mondo delle scartoffie e delle ore passate in ufficio. Ha recuperato la sua passione, volgendola in un vero e proprio lavoro.
E devo ammettere che gli stivaletti in plastica e le t-shirt stropicciate non lo rendono meno attraente. I tatuaggi flettono sui bicipiti tesi, le gambe robuste occultate da un paio di jeans cargo e i capelli ricci sono nascosti da un berretto messo a ritroso.
È attraente all'ennesima potenza e non posso fare a meno di pensare che è mio marito.
Quest'uomo è mio marito.
«Ti piace ciò che vedi, eh?» mi beffeggia, grattandosi il mento con il palmo libero. Gli do una leggera spinta sulla spalla, sentendomi colta in flagrante.
«Idiota» bisbiglio, con le guance in fiamme. Sunshine, completamente ignara della favola e del nostro battibecco in atto, afferra la barba incolta e gliela tira.
L'uomo sgrana gli occhi, sentendosi in svantaggio.
«Ah. Bene. Siamo due contro uno» formula, mentre scoppio a ridere.
«Siamo tre contro due» gli ricordo, indirizzando lo sguardo al bambino seduto a capo del tavolo. Sun mostra i dentini e batte le manine, con un gesto quasi meccanico, acconcio il bavero fuoriuscito dalla salopette.
«Questo non significa che dobbiate torturarci» risponde, difendendo la loro mascolinità. E chi lo dice? Siamo donne e le donne hanno sempre il potere.
Sollevo le spalle, noncurante. Risuona l'ennesimo urlo di Hell:
«MAMMA! Tourus mi ha sporcato le stringhe nuove!»
Hendrick sospira e ci fissiamo, senza emettere fiato.
«Vai tu» scuoto la testa
«No, vai tu» rotea gli occhi al cielo.
«È una tua responsabilità!» punto il dito.
«Ma anche la tua!».
Poi, quasi contemporaneamente, ci incamminiamo verso la malcapitata.
«È sicuramente tua figlia» ribatto. L'uomo si passa una mano sul viso.
«Dovremmo buttarla giù dalla valle...» tenta di dire, ma viene bloccato dai lamenti.
Tourus ha compiuto la sua vendetta: l'intero vassoio di patate rovesciato sulle scarpe nuove di sua sorella. Il bambino scrolla le spalle ma, alla vista dello sguardo furente del padre, fugge a rifugiarsi fra le mie gambe.
Hendrick mi lancia un'occhiata. «È sicuramente figlio tuo» ammette a voce alta.
«Non ho mai fatto una cosa del genere» mi giustifico, sollevando le braccia.
«Oh! Hai fatto anche di peggio!» s'intromette Nevaeh, legandosi i capelli in una coda bassa. Brianna sghignazza, mentre Lilian, con maestria, spennella la salsa sulle costate.
«Ricordi quando ho indossato i tuoi jeans preferiti e mi hai rovesciato addosso la zuppa di fagioli rossi che la mamma aveva preparato per il Ringraziamento?» chiede mia sorella. La puzza non è andata via per almeno due settimane e sembra preservare il giusto rancore per quell'avvenimento.
«È stato divertente, il tuo viso era rosso come un pomodoro!» la beffeggio.
«E quando hai risposto male a quel cliente, intimandogli di andarsi a fare benedire?»
Zio Tony, accompagnato da Zia Lyn, attraversa la recinzione e si siede, quasi subito, accanto a Dominic. Si scambiano un'occhiata d'intesa e si versano da bere dalla stessa brocca. Due mondi e due trascorsi differenti, ma che non hanno mai smesso di essere punti di riferimento per la nostra famiglia.
«Mi aveva risposto malissimo!» esclamo, mentre lascio una carezza sulla testa del bambino, ancora nascosto sotto la gonna.
«Puoi uscire» gli intimo.
«Sei sicura, mamma?» domanda, non perdendo di vista la figura alta di suo padre a due centimetri di distanza dalla nostra.
Annuisco. «Fa paura, ma non morde» lo punzecchio. Mi avvicino al tavolo, sotto lo sguardo attento dei presenti, e mi chino dinanzi alla bambina. Smette di piangere quasi subito, si asciuga le lacrime e mi guarda con la stessa serietà di suo padre quando qualcosa non va secondo i piani.
«Ma-m-ma, abbiamo un problema» emette, ancora tremante.
«È lui il problema!» indica Tourus che, nel mentre, gironzola fra le sedie come una scheggia.
«Basta! Dobbiamo stabilire delle regole! È lui il fratello minore e deve obbedire!» riformula, battendo il piede destro sul prato. Non riesco a trattenermi, dinanzi alla sua isteria, e scoppio a ridere. Alle mie spalle, i presenti compiono lo stesso. Tutto ciò che, un tempo, credevo fosse impossibile si è realizzato. La felicità non è qualcosa che arriva e rimane immobile.
Sono loro, tutti loro.
«Questo gesto era proprio da te, Raggio di Sole» mi sento sussurrare all'orecchio.
Ed è lui.
Perché quando Hendrick, durante le nostre giornate frenetiche, estrae un pacchetto di Berry dalla tasca posteriore dei jeans e me le porge. Quando mi richiama usando quel nomignolo. Quando mi osserva con gli occhi di chi non ha mai smesso di credere in un futuro insieme. Non ho più bisogno di chiedermi quanto durerà.
Conosco già la risposta: fino alla morte, e oltre.
E vissero tutti felici e contenti.
Questo è per voi.
Non in questa vita.
Ma qui, fra queste pagine.
Dove tutto vi é stato concesso, avete avuto il vostro finale perfetto.
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𝑭𝒊𝒐𝒓𝒊 𝑵𝒆𝒍 𝑩𝒖𝒊𝒐.
Romance🔞 Questa storia contiene: violenza, linguaggio scurrile, scene che possono urtare la vostra sensibilità e uso di stupefacenti. E se ci fossero due sentieri da esplorare? Tu, quale sorte tenteresti? Raisa è una ragazza di diciannove anni, uno spic...
