Capitolo 43

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Hendrick.
Southdell Center, marzo 2022.

Cara Raisa,
Non so nemmeno se leggerai questa lettera. Non so se vivi ancora a Southdell. Non so se hai cambiato cognome. Non so se, nel momento in cui Jeremy si presenterà alla porta di casa, ci sarai tu ad aprirlo. Ma lui ti troverà, ne sono sicuro. Come, d'altronde, ha sempre fatto. Sono trascorsi cinque anni e, se ti fossi dimenticata di me, vorrei che tu accartocciassi questo pezzo di carta e lo buttassi. Come se non fossi mai esistito, come se fossi solo un nome scritto a matita su una pagina ormai ingiallita dal tempo. Ma se tu non l'avessi fatto...se ci fosse solo un briciolo di speranza...Be' Raisa, siediti. Ho tante cose da raccontarti. Parole che non sono riuscito a pronunciare, e lo so che scritte non hanno, di certo, lo stesso valore. Ma lo meriti. Meriti di sapere tutto ciò che è accaduto in questi cinque anni. Mi hanno arrestato due settimane dopo il nostro ultimo incontro. Che strano, il destino. Un giorno prima ti senti in Paradiso e in quello dopo sei all'Inferno. Perché qui, lo è. Varcati i cancelli, il tempo si ferma. Come in un limbo. Non esiste il meteo, nessuna giornata di pioggia o di sole. Solo mura. Ovunque. Le giornate trascorrono lente e, persino, le persone che incrocio sono le stesse. Molti vanno via prima del previsto, altri ci restano per tutta la loro vita. Devi divenire temuto, devi unirti al branco. E se sei debole...e se sei debole ti schiacciano. Ed è ciò che ho subito nei primi mesi. Mi hanno etichettato, preso a botte, deturpato...mentre la Rupofobia non ha fatto altro che aggravare sul mio stato fisico. È stato orribile. Ho desiderato di morire. Sì, io. Con cervello continuamente in allerta e la pelle in fiamme, sembrava un opportunità per porre fine al supplizio. Poi, sono giunte le tue lettere. E giuro di averle lette. Ogni singola frase. Ogni singola parola. Più di una volta. Le ho memorizzate come una raccolta di poesie. Mi sono sentito libero da un peso enorme. Leggere che il tuo mondo stesse girando nel verso giusto, mi ha dato un motivo per non mollare la presa. Ho letto di tuo padre, di Killian e di Mirea. Anche quella in cui mi hai detto di andare al Diavolo. Quella mi ha fatto sorridere. È stato il mio primo sorriso dopo mesi trascorsi nel buio. E quando mi hai scritto di aver incontrato Madelyn al college...Dio, al college! Da non crederci! Ricordo di aver pianto. Tanto. Tantissimo. Era una gioia che non avevo mai provato: essere felice per chi si ama. E spero che, a questo punto, tu sia diventata una donna in carriera, una di quelle intelligenti e furbe. Come hai sempre sognato, come il tuo cuore ha sempre desiderato. Anzi, sono sicuro. Ma se così non fosse, non dimenticare: nei giorni difficili, alza la testa e cerca il tuo raggio di sole. Proprio come ho fatto io. Perché tu, non hai mai smesso di essere il mio. Quel giorno, in tribunale, ho finto. E ti devo delle scuse, Raisa. Perché durante il processo ti ho vista. Dal primo istante. Era impossibile non notarti. Eri bellissima. E inadatta. Mi sono maledetto per averti immischiata. Non avresti dovuto essere lì. Avrei preferito che non ti fossi presentata. Quando hai stretto le mani e trattenuto il ciondolo fra i palmi, quando hai abbassato la testa...E quando hai pianto, mi sono sentito ancora peggio. Così, ho finto. O almeno questo è quello che volevo farti credere. Sino ad oggi. Perché se l'avessi ammesso, non sarei riuscito a vivere con il rimpianto di averti vista distrutta. Nell'ultima lettera mi hai scritto di non lasciarti in bilico. Di scriverti, se avessi smesso di amarti. Ma Dio, Raisa. Io non ho mai smesso. Nemmeno un secondo. Se ti penso...se ti penso tutto smette di far male. Ci sei solo tu. Con i tuoi racconti e i tuoi lamenti. Con la mia giacca di pelle poggiata sulle spalle, con la sigaretta infilata fra le dita e quello strano modo di trasformare le tragedie in opportunità. Riesco ancora a sentirti. Seduta accanto a me, anche mentre scrivo questa lettera. Leggi le mie parole e sento la tua voce nella mia testa. Come se non fossero passati cinque anni. Ti penso e non sono un trentenne, ma ancora un venticinquenne pieno di sogni.
Studio legale Anderson, strano eh?Fa un certo effetto. Ho ancora il cuore a mille per la notizia. In fondo ci ho sempre sperato: sapevo che i nostri sforzi, prima o poi, sarebbero stati premiati. Jeremy e Maddy vengono spesso a trovarmi, come nel bunker, anche se ormai hanno delle responsabilità a cui rispondere. Mio fratello è diventato il legal assistence più ricercato del paese, mentre mia sorella coordina l'intero staff, gestisce i fornitori e la logistica. E se te lo stessi chiedendo, mio padre non mi ha mai scritto, non si è mai presentato a nessun colloquio. Ma non sono adirato, forse è troppo occupato con gli affari per incontrare suo figlio. Occupato, da cinque fottuti anni. In compenso, Angel e Zio Dom non mi hanno abbandonato. Sono loro, oltre lo studio legale, a depositare i soldi sul fondo tutte le settimane. È stato proprio quest'ultimo a volermi mostrare alcune tue fotografie qualche anno fa. Ma ho preferito non farlo. Voglio ancora pensare a te come una diciannovenne. Testarda, impaziente, gioiosa. Con le fossette sulle guance e i capelli biondi sulle spalle. Voglio ancora sperare di sapere il tuo colore e le tue caramelle preferite. Il modo in cui guidi come se avessi sette vite e come guardi gli aerei nel cielo quando cala la notte. Sai qual è la cosa più strana? Ho cominciato a contare i tuoi compleanni. E a festeggiarli, da solo. Ogni anno immagino dove sei e con chi sei in questo giorno così speciale. Spero sempre che qualcuno ti abbia comprato un vestito nuovo, uno di quelli in pizzo che ti piacciono tanto. Perché quello che è successo in passato non deve essere ripetuto. E se ci fosse qualcuno a renderti felice...io...
Io non potrei odiarlo. Non ho più il diritto. Eppure mentirei se dicessi che non ci penso. Quando immagino una casa che non ho mai visto, una cucina in cui non userò mai i fornelli, una camera da letto in cui non entrerò mai. E se ti fossi sposata? E se ci fosse un bambino? Dio, Raisa. A volte la mia mente corre così lontano che riesco quasi a vedervi: felici e contenti, come nelle favole. La realtà è che non ho mai avuto il coraggio di chiederti di aspettarmi, non dopo quello che è successo. Non dopo quello che hai dovuto passare. E va bene...hai la mia benedizione. Dico sul serio. Non credere che mi piaccia scrivere queste parole, ma spero tu abbia trovato qualcuno capace di darti ciò che io non ho mai potuto. Qualcuno che torni a casa la sera senza preoccuparsi delle riunione del lunedì, qualcuno che sieda accanto a te durante la cena, qualcuno che possa stringerti la mano quando sei sul punto di piangere. Spero che ci sia qualcuno...spero che quel qualcuno ci sia anche mentre leggerei ciò che sto scrivendo. Non voglio immaginare che tu stia piangendo. Voglio saperti felice, nonostante non ci sia un costo. Ci ho provato. È tutta la vita che ci provo. Ma se esiste una persona al mondo che merita di essere amata senza condizioni, quella sei tu.
Quindi: vivi.
Se questa lettera arriva troppo tardi, non sentirti in colpa. Se il tuo cuore ha scelto un'altra strada, non sentirti in colpa. Se un giorno guarderai quest'ultimo foglio e deciderai di riporlo in un cassetto per non leggerlo mai più, non sentirti in colpa. Non rimpiangere nulla. Perché io non lo faccio.
Ti ho amata, ti amo e ti amerò anche in altre vite se fosse necessario. Perché, nonostante tutto, la cosa più bella che mi sia mai successa sei stata tu.
Grazie per ciò che hai fatto. Non lo dimenticherò mai. Se questa dovesse essere davvero l'ultima volta che entro nella tua vita...se questa lettera fosse il nostro addio...allora lascia che ti chieda soltanto una cosa. Ogni tanto, una volta all'anno.
Non di più. Quando il cielo sarà limpido e la notte silenziosa...va' dove abbiamo visto per la prima volta gli aerei decollare. E per un secondo soltanto pensami.
Io farò lo stesso, appena uscirò di qui.
Ovunque sarò.
Ovunque sarai.
Buon ventiquattresimo compleanno, raggio di sole!

-Tuo, per sempre, Hendrick.



𝑭𝒊𝒐𝒓𝒊 𝑵𝒆𝒍 𝑩𝒖𝒊𝒐.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora