Piero's pov
Sono passate tre ore da quando il dottore mi ha informato dell'accaduto e Giulia ancora non si sveglia. Non ci hanno lasciato entrare nella sua stanza ma la guardiamo attraverso un vetro, ormai sono le 23 e dovrei andare a casa e riposarmi, me lo dicono tutti ma non lo farò.
-Piero vieni a casa- dice mia madre ma non rispondo.
Sono incollato al vetro che mi separa da Giulia, rimanendo in silenzio, da quando mi hanno permesso di vederla in questo modo e non ho intenzione di andarmene per nessun motivo.
-Papà ti prego- mi dice Gioia, lei è distrutta, andrà a dormire dai miei.
Lei ha anche scuola domani sono gli ultimi giorni e proprio domani ha il concerto di fine anno.
Non so se andrò, non ne ho la forza...davvero.
Lei dovrà cantare, a questo pensiero un piccolo sorriso triste si disegna sulle mie labbra.
Ha preso tutta la bellezza di sua madre e un po' di doti canore da me. Forse dovrei andare perché glie lo devo ma davvero sono distrutto e non voglio scollarmi da questo vetro finché non vedrò Giulia aprire quegli occhi e chiamarmi.Le spiegherò l'accaduto, piangeremo insieme, moriremo dentro insieme...
-Vai, riposati, ci vediamo domani a scuola- le dico lasciandole un bacio sulla fronte. Mi abbraccia
-Ok- dice e va a casa.
Io resto qui fermo e impassibile ad osservare ogni cosa di questa fottuta stanza di ospedale che la rinchiude come in un carcere.
Le ore passano e si fa mezzanotte, poi l'una, le due, le tre e alla fine stremato dal dolore e preso dal sonno mi addormento sulla sedia davanti a quella vetrata.IL MATTINO DOPO
ore 9.00-Piero..- sento sussurrare al mio orecchio e piano piano mi sveglio.
-Che è successo? Giulia, si è svegliata?- chiedo mezzo addormentato. Questo è il mio primo pensiero, Giulia.
-No, non si è ancora svegliata. Sono le 9 tre due ore devi essere a scuola. Vai, veloce e fatti una doccia. Se accade qualcosa te lo dico io- mi dice mio padre.
Mi alzo, lo abbraccio e poi do uno sguardo alla vetrata.
Lei è ancora lì, con gli occhi chiusi e piena di tubi.Vado a casa e faccio una doccia poi velocemente corro a scuola e arrivo giusto in tempo.
Appena arrivo tutti mi salutano con un sorrisone di quelli numero uno, se sapessero cosa sto passando quel sorriso se lo toglierebbero all'istante dalla faccia.
-Papà, sei venuto- dice Gioia dietro di me.
-Come mi sarei potuto perdere il debutto della mia piccolina!?- dico abbracciandola -Mamma?- chiede sottovoce perché nessuno sa che è successo.
-Ancora non si sveglia- dico triste e lei annuisce.
I ragazzi vengono chiamati e si mettono ai loro posti mentre noi genitori ci sediamo su delle sedie e negli spalti.Ora tocca a Gioia, canterà una canzone bellissima di cui abbiamo fatto la cover qualche anno fa "Beautiful That Way" del film "LA VITA E' BELLA". Parte la base e cominciano a cantare, io con io cellulare registro tutto.
Per me esiste solo la mia bambina, la mia Gioia, tutte le altre soliste non contano.
La canzone piano piano finisce e vedo Gioia commossa, lei sa cosa significa ogni parola di questa canzone...
Applaudiamo tutti e i ragazzi tornano al loro posto ma Gioia appena scende dal palco corre ad abbracciarmi e sento le lacrime bagnarmi la maglia. -Tesoro non piangere- le dico -Scusa- mi dice singhiozzando e passa il resto del concerto in braccio a me.-Grazie a tutti i genitori che sono qui presenti oggi ma un grazie speciale va a lui... Lui che è qui ad assistere a questo concerto come padre e non come cantante, è qui nelle stesse vostre vesti... Piero Barone- dice ad un certo punto la professoressa di musica di Gioia che ha presentato il concerto.
Io mi alzo e saluto abbastanza sorpreso fingendo un sorriso. -Vuoi dire qualcosa?- mi chiede e io non posso dirle di no quindi prendo il microfono e dico -Bhe non mi aspettavo un ringraziamento così speciale... Che dire spero che questi concerti si riproporranno anche i prossimi anni perché davvero questi ragazzi sono bravissimi...- applaudono e posso sedermi.
Finisce il concerto e andiamo a casa.Mangiamo anche se molto poco, io proprio niente, ci cambiamo e andiamo da Giulia.
Arriviamo e troviamo tutti con una faccia da funerale, posso intuire che è successo.
Lascio cadere il telefono che ho in mano e corro a quella vetrata, guardo dentro e Giulia non c'è.
-Che è successo?- chiedo in preda al panico. Gianluca si avvicina e mi dice -Piero, Giulia ha avuto un'altra emorragia e l'hanno portata in sala operatoria- poi abbassa lo sguardo.
-Stai scherzando!?- chiedo ma lui non risponde. Batto un pugno sul muro e credo di essermi rotto la mano per la violenza con cui l'ho sferrato ma poco mi importa, nessun dolore sovrasterà mai quello che provo per Giulia.
Mi siedo su una sedia e con la testa tra le mani comincio a piangere.
Le lacrime scorrono veloci sul mio viso e arrivate alla punta del naso gocciolano per terra, sul pavimento.Giulia's pov
Sono ancora qui, in questo tunnel che sembra infinito.
-Nonna ma perché sono qui?- chiedo per l'ennesima volta.
-Giulia, la vita a volte può essere dura con te ma tu devi reagire, devi ribellarti... Questo non è il tuo posto, torna da Piero- mi dice.
-Cosa significa? Dove sono?- chiedo -Giulia sei in paradiso, io ci sono salita molte lune or sono ma tu... Tu hai ancora tutta la vita davanti. Puoi tornare indietro, devi tornare indietro- mi dice.
-Indietro?--Indietro, torna da Piero e da Gioia e da tutti i tuoi cari.. Non è questo il tuo posto, non ora- mi dice ma ancora non capisco. Tornare indietro, ma indietro dove? E come?
-Come? Nonna come faccio a tornare indietro?- chiedo -Questo devi saperlo tu, io ci ho provato ma non ho trovato la soluzione- mi dice.
-Quindi avresti potuto svegliarti dal coma in cui eri entrata negli ultimi giorni della tua malattia?- chiedo -Si tesoro, ma non ho trovato la via per tornare indietro e sono rimasta qui ma tu, tu non devi rimanere qui adesso- mi dice.
-Nonna io voglio tornare indietro voglio tornare indietro e impedire che Gianluca se ne vada- dico piangendo.
-Lui è qui, con me, ma tu non puoi restare- mi dice. -Come con te?- chiedo -Lui è salito da me, l'ho visto. Era uguale a suo padre, gli stessi occhi e lo stesso fisico- dice.
-Nonna ma Gianluca era ancora piccolo- dico -Ero piccolo, ma qui si cresce..- dice una voce alle mie spalle.Mi giro e vedo un ragazzo che è la fotocopia di Piero, lo stesso fisico, gli stessi occhi, la stessa altezza... -Gianluca- dico avvicinandomi a lui.
-Mamma, scusa- mi dice -Perché?- chiedo -Non sono stato abbastanza forte e sono venuto qui- dice, lo abbraccio, è poco più alto di me.
-Ti prego Gianluca torniamo indietro insieme- gli dico piangendo -Non posso mamma, non posso- dice e svanisce nel nulla.Mi accascio a terra e scoppia a piangere, perché non possiamo tornare insieme!?
-Spazio Autrice-
Ciao personcine! Scusatemi, ammazzatemi, trucidatemi, fucilatemi... insomma fate di me un bersagli di guerra per colpa di questo capitolo. Scusatemi tanto per gli errori e nonostante non sia uno dei migliori spero che vi piaccia. Commentate e votate tanto! GRAZIE!
-Giuly-

STAI LEGGENDO
L'amore arriva all'improvviso e ti ruba un sorriso
FanficQuanti libri abbiamo letto che parlano del solito amore adolescenziale tra ragazzo e ragazza in cui gli unici problemi sono l'amichetta troia che ti ruba il fidanzato o al massimo qualche friendzone di livello epico? Ebbene sì, ammettiamolo, ne abb...