Sebbene mia nonna avesse la delicatezza di un giaguaro che sbrana una preda, era riuscita davvero a fare un ottimo lavoro. Insomma, non aveva tolto tutto tutto, ma la maggior parte era stata come dire...estirpata.
Mi infilai il costume rosa e verde e scesi in spiaggia. Mia nonna era già seduta sul lettino accanto a Ray. Li sentivo ridere animatamente mentre prendevano il sole ad occhi chiusi.
<<Eccoti finalmente.>>, disse mia nonna non appena appoggiai l'asciugamano sulla sabbia accanto a lei.
Ray, steso sulle braccia, si sporse per sorridermi. Gli occhiali da sole in stile John Lennon coprivano i suoi occhi verdi. Indossava un costume intonato alle sue iridi, solo di un verde più selvatico. Il mio sguardo si posò sul suo corpo.
L'ultima volta che l'avevo visto senza maglietta non ero riuscita a vederlo chiaramente. Il bacio mi aveva offuscato la memoria e solo le mie mani erano riuscite ad immaginare qualcosa. Ma lì, steso sul suo telo con il sole che baciava la sua pelle olivastra, vidi il suo torso brillare di tante piccole goccioline di sudore che scivolavano lentamente sul suo addome come tante sciatrici in mezzo alla neve.
<<Vedi qualcosa di tuo gradimento?>>. Quanto lo odiavo quando mi metteva in imbarazzo!
Distolsi immediatamente lo sguardo e alzai gli occhi al cielo. Speravo che attribuisse il mio rossore alla forza del sole, non al suo corpo.
<<Sì, ma non sei tu.>>, gli risposi facendogli la linguaccia. Poi mi buttai in acqua. Avevo bisogno di far abbassare la temperatura.
Feci qualche vasca a largo, poi mi voltai verso la spiaggia e vidi Ray entrare in acqua.
Lo guardai immergersi lentamente e venire verso di me.
<<Non devi andare sempre di fretta, sai?>> disse una volta raggiuntami.
I suoi occhi verdi mi guardavano beffardi.
Era così vicino che sentivo sott'acqua le sue gambe toccare le mie.
Un contatto che mi diede i brividi.
È solo l'acqua fredda, cercai di convincermi.
Ad un tratto sentii le mani di Ray attorno ai fianchi.
<<Non sapevo avessi una voglia qui.>>, disse facendo scivolare i polpastrelli sulla macchiolina di pelle chiara sul mio fianco destro.
Deglutii quel poco di saliva che mi era rimasta, ma non riuscii a dire nulla. Sentivo un' espressione ebete nascermi sul volto.
<<Hai perso la lingua, Ellen?>>. Le sue labbra si avvicinarono al mio orecchio. Il suo respiro era sul mio collo. <<Vuoi che ti presti la mia?>>.
Ad un tratto le sue mani mi tirarono giù e mi ritrovai completamente immersa, con la testa sott'acqua.
Quel brutto scemo aveva finto di sedurmi per farmi uno scherzo!
Appena riemersi tossii per l'acqua che inevitabilmente avevo bevuto e lo inseguii, ma ormai era uscito.
Si voltò e mi lanciò un bacio. I capelli bagnati gli gocciolavano su quello stupidissimo bellissimo petto.
Arrivai a riva con il fiato grosso. Mia nonna, che aveva visto tutto dal suo comodo lettino, batté le mani ridendo.
Certo, mica era lei ad essere stata appena sedotta e affogata.
<<Nonna, hai ancora quel fucile da caccia che usava nonno Robert?>>, dissi uscendo dall'acqua. I miei occhi erano fissi sulla mia preda che ridacchiava sotto i baffi con mia nonna che la sosteneva.
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Quell'estate
RomansaCon mia sorpresa, il ragazzo che venne ad aprirmi la porta non era affatto come me l'ero aspettato. Al posto del barbuto ragazzo dall'aria sorniona, comparve una folta chioma bruna e disordinata che adornava un volto dallo sguardo sveglio e vivace...
