#spazioautore
Ho caricato questo capitolo un po' più lungo per farmi perdonare per la mia assenza. Sapete come vanno le cose: ci sono stati i Grammys, poi i Brit Awards e non potevo di certo mancare a tali eventi! No, scherzo. L'unica cosa che c'è stata sono stati i libri, le biblioteche ed un consumo eccessivo di biscotti al cioccolato, ma questa è un'altra storia. Invece vi lascio alla storia di Ellen e Raymond, sperando che vi piaccia. Buona lettura e buona notte <3 e grazie
L'unica cosa che detesto dell'estate sono gli insetti, pensai seduta sul dondolo nel giardino sul retro mentre una vespa impudente continuava a stuzzicarmi.
<<Mai svegliare il can che dorme.>>, dissi ad alta voce rivolta a quella svolazzante creatura. Chiusi il libro che avevo in mano e provai a tirarglielo in testa per rimbambirla. Ovviamente non ci riuscii.
La vespa schivò il colpo e mi fece la linguaccia. O almeno immaginavo che ma la facesse.
Rassegnata riaprii il libro, tolsi lo scontrino che usavo come segnalibro e ripresi a leggere.
Stavo leggendo un giallo, non ricordo esattamente quale, ma ricordo che mancavano poche pagine per scoprire il colpevole. Sentivo i nervi tendersi e i battiti accelerare ad ogni riga che scorrevo. Solo dieci pagine e poi avrei finito il libro.
Ma il campanello suonò.
Mi lasciai cadere sul dondolo e sbattei il libro contro la mia testa, disperata per la frustrazione di non essere ancora arrivata alla fine.
<<Ellen, c'è Raymond!>>, chiamò mia madre da dentro casa.
Erano le sette di sera. Ray ormai era abituato a venire da me a quest'ora. Passavamo molto tempo insieme, a casa mia o a "casa sua", ma la sera era il momento che preferivo, quando veniva a trovarmi e restavamo insieme senza fare nulla, se non parlare, scherzare, guardare la tv e sì, quando i miei non erano ancora rientrati dal lavoro, pomiciare. Di tanto in tanto restava a cena e mi faceva compagnia. Era bello averlo a tavola con noi tre. Non era mai a disagio, sempre allegro e ironico e, cosa che mio padre apprezzava particolarmente, sempre con qualche gustosa ricetta da condividere con noi. Forse dovrei dire con loro. Io e la cucina eravamo due nemici giurati, un po' come Voldemort e Harry Potter.
<<Digli di venire qui.>>, urlai di rimando.
Sbuffai ed attesi seduta l'ingresso di Raymond. Il libro che mi stava facendo impazzire era poggiato sul piccolo tavolo di vimini davanti a me. La vespa, invece, si era misteriosamente dileguata.
<<Hey.>> disse Raymond appena entrato in giardino. Rimasi seduta, salutandolo a mia volta.
<<Perché non mi dài un bacetto?>> continuò sedendosi accanto a me. Le sue labbra sorridevano sfacciate e si incurvavano in uno di quei sorrisi peccaminosi che mi facevano ridere ed eccitare allo stesso tempo.
<<Perché non mi hai fatto scoprire l'identità del colpevole.>>, risposi fingendo un tono infastidito ed altezzoso, indicando il libro sul tavolo.
<<Ah, capisco.>>. Raymond lanciò una rapida occhiata al libro e poi tornò a guardare me. <<E, se dovessi scegliere, preferiresti baciarmi o finire il libro?>>.
Avvampai all'istante. Distolsi lo sguardo dal suo e finsi di concentrarmi sulle ortensie intorno a noi.
Poiché non rispondevo, Raymond mi prese il volto tra le mani e, guardandomi intensamente, disse:<<Facciamo che per questa volta decido io.>>.
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Quell'estate
Storie d'amoreCon mia sorpresa, il ragazzo che venne ad aprirmi la porta non era affatto come me l'ero aspettato. Al posto del barbuto ragazzo dall'aria sorniona, comparve una folta chioma bruna e disordinata che adornava un volto dallo sguardo sveglio e vivace...
