Lezione numero uno- Raymond

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Ellen aprì la porta di casa ed entrò.

Era tutto buio. Solo qualche spicchio di sole penetrava dalle persiane serrate. In compenso la casa era fresca.

<<Le valige le lascio qui?>> chiesi dopo essere entrato in soggiorno.

<<Sì, ma ora le portiamo di sopra. Fammi solo aprire un po' qui.>> ed Ellen aprì la finestra del salotto permettendo alla luce di illuminare lo spazio intorno a noi.

  Ero stato davvero poche volte a casa sua, ma già la adoravo. C'era sempre del disordine ovunque. Delle giacche estive appoggiate ad una poltrona; delle riviste sparse sul tavolino davanti al divano; dei soldi su una coppetta dorata sulla mensola del camino.

Mi ricordava una casa vissuta, di quelle in cui vivono le famiglie felici.

<<Va tutto bene?>> chiese avvicinandosi a me, bloccato tra l'anticamera e l'ingresso del salotto.

<<Certo.>>.

Ellen mi guardò curiosa, gli occhi neri erano lontani da me. Poi mi superò e prese i bagagli alle mie spalle.

<<Mi dài una mano?>> domandò.

In risposta le presi una delle valige dalle mani e le feci segno di mostrarmi la strada.

  Non ero mai stato in camera sua. A dire il vero, non ero mai stato al piano di sopra di quella casa, e la cosa stranamente mi agitava. Insomma, era solo una casa, no?

Entrammo nella sua stanza ed appoggiammo le valige vicino alla bovindo.

<<E questa è la mia camera.>> disse Ellen mettendosi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.

<<Mi piace.>> ed era vero. Il letto a due piazze divideva la stanza a metà, creando quasi due zone diverse: la zona con la scrivania e l'immensa libreria, e quella con la bovindo e lo stereo.

  Feci qualche passo nella stanza e poi mi sedetti sul letto, continuando a vagare con gli occhi. Ellen restava in piedi accanto alla scrivania. Sembrava volesse mantenere le distanze da me, temendo il contatto fisico.

<<Ci sono molti libri.>> dissi sottovoce. Cercai di metterla a suo agio, facendola parlare di qualcosa che amava, ovvero i libri.

<<Sì, beh, magari non è la Public Library di New York, ma cerco di ampliarla sempre di più.>> rispose avvicinandosi alla libreria. Ora mi dava le spalle, mostrandomi il retro della maglietta viola che indossava e degli shorts slavati.

Calmati, Ray, pensai.

<<Sai, non credo di averne uno preferito. Di libri intendo. Li amo tutti. Sono tutti parte di me.>>. Le sue dita scorrevano lentamente sul dorso di ciascuno di essi, soffermandosi di tanto in tanto su qualcuno più che su altri.

  Non resistetti. Mi alzai dal letto e mi posizionai dietro di lei, in modo che il mio respiro potesse colpire il suo collo. Era così dolce. Mi piaceva quando parlava di ciò che amava.

<<Sai, nella casa di Londra ho una libreria altrettanto grande. Mi piacerebbe che la vedessi.>> dissi sottovoce.

Appoggiai le mani sulle sue spalle e la accarezzai.

Ellen si irrigidì un istante. Credetti di sentirla deglutire.

<<Mi piacerebbe vederla.>> disse, la voce stranamente roca.

<<Vorrei mostrarti così tante cose...>> ed iniziai a baciarla.

   Il suo collo era sempre morbido sotto il mio tocco. Feci scendere le mani dalle spalle, percorrendo lentamente tutta la sua schiena e fermandomi all'altezza dei fianchi, facendola voltare verso di me.

Quell'estateLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora