Melany Evans è una ragazza di 17 anni. Ha perso i genitori qualche anno fa per colpa di un incidente stradale e, con il fratello, va a vivere dai nonni paterni.
Alessandro Evans, 19 anni. Bello, alto, muscoloso, dolce, divertente e..stronzo a volte...
Cameron pov's È voluta venire per forza, quella testa dura. Io: sta sempre vicino a me ok? Entrammo nel locale e vidi Melany sfrecciare verso il bancone. Menomale che le avevo detto di stare vicino a me. Io: devi stare vicino a me M: sono abbastanza grande da sapere cosa voglio fare. Ora, se vuoi scusarmi. Disse allontanandosi.
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Dopo che ebbe bevuto sette chupiti iniziò a ridere. Io: barista, ne dia sette anche a me. M: oohh caadoo. Uii. Disse andando in pista. Guardandomi in giro noto che ci sono alcuni ragazzi che guardano Melany e uno di loro si avvicina Melany pov's X: ei bellezza. Io: ciao. Dissi. X: balliamo? Disse progendomi la mano. Io: certo. Risposi prendendogliela. Fece aderire la mia schiena al suo petto e io iniziai a strusciarmi su di lui. Non ero molto lucida per smettere. Tutto un tratto sento prendermi un braccio e portarmi fuori dal locale. X: che cazzo fai? Riconosco questa voce. Io: Cameron. Mi stavo divertendo con un ragazzo. Ora voglio tornare dentro. Dissi avvicinandomi a lui per aprire la porta. Si mise davanti e mi prese di peso. Io: CAMERON WALKER METTIMI SUBITO GIUUUUU. C: no. Arrivammo in macchina e mi chiuse dentro. Quando entrò anche lui mi girai e lo vidi sorridere. Io: ora perché cazzo ridi? C: allora. Primo smettila di dire parolacce perché in bocca ad una signorina non stanno bene. Secondo. Sorrido perché sei carina quando tieni il broncio. M: oh e da quando sei gentile? Ma per favore. Non rispose e sorrise soltanto. Mi girai e appoggiai la testa al finestrino. Sentii una voce sussurrarmi all'orecchio, e penso di sapere chi sia. C: ei piccola, svegliati, siamo arrivati. Aprii gli occhi e vidi Cameron con le occhiaie e gli occhi rossi. Scesi di scatto dall'auto e mi avvicinai a lui. Mi guarda un po confuso poi cambia espressione quando gli tocco il viso. Cameron pov's M: Cameron. Che hai fatto? Io: niente. Risposi. M: dai Cameron che ti è successo. A me puoi dirlo. Continuò accarezzandomi il viso. Il suo tocco è così delicato. Io: niente davvero, sto bene. Andiamo in casa dai. Abbassò la testa e si diresse verso la porta dell'appartamento. Prima che entrasse in camera la fermai. Io: aspetta io..penso di.. M: Cameron non importa, se non vuoi dirmelo capisco. Spero solo che tu non ti sia fatto qualcosa..sai che intendo. Io: no, non è questo. È peggio. Si avvicinò e si sedette sul divano, facendo cenno di sedermi. Mi sdraiai con la testa sulle sue gambe e iniziai a parlare. Io: è morta mia nonna. Era l'unica persona a cui tenessi davvero. L'unica persona che mi ha accolto quando nessuno mi voleva. Ed ora lei è morta. Ed io sono solo. M: oh Cameron mi dispiace. Disse accarezzando i miei capelli. Mi alzai e mi sedetti accanto a lei. Si girò verso di me e vide che avevo ancora gli occhi rossi. Iniziò ad accarezzarmi la guancia e chiusi gli occhi a quel tocco. M: non piangere...non sei solo..io..ci sono io. Disse sorridendo. Si avvicinò per darmi un bacio i n guancia e andò in camera sua a dormire.