“Sum! Sum! Alzati!”. Voci quasi grida mi fecero riprendere i sensi da una nottata quasi tranquilla, “ Mh… E’ presto…” “Lo so, tesoro, ma stamattina dobbiamo fare pulizia generale.”. Era mia mamma. Ti prego no. Le pulizie d’estate no. “Perché? Deve venire qualcuno?” “No, ma è anche un principio di vita…”. Solita scusa..” Mh.. ora mi alzo..” “ Ecco, brava. Appena ti svegli, prendi la lista che ti lascio sul comodino e vai a comprare al supermercato le cose che ci sono scritte. Magari ci vai con Hope, che ti è venuta a cercare prima, ma tu dormivi.” “Mh… va bene…” dissi mettendomi più comoda nel letto, “ Muoviti, su, alzati.” Disse mia madre avviandosi verso la porta. Mi alzai dal letto, assonnata, e mi avvicinai all’armadio. Presi degli indumenti e li indossai. Mi detti una sciacquata alla faccia, e mi pettinai i capelli in una lunga coda. Presi il bigliettino, il telefono e scesi giù in cucina. “ Quindi devo prendere solo queste cose?” chiesi io, leggendo il foglietto, “ Sì, vacci con la bici, come al solito.” “ Va boh, vado da Hope e poi vado a comprare ste cose” “ Muoviti che dobbiamo pulire.” Disse mia mamma, aiutando mio fratello a salire sulla sedia per pulire il lampadario. Uscii fuori ed andai a bussare alla porta di Hope. Subito dopo qualche minuto, mi aprì Katrine, “ Uh! Buongiorno Sum!” “ Ciao Katrine! C’è Hope?” chiesi io sorridendo, “ Sì, sì, è su. La cercavi?” “Sì, volevo chiederle se voleva venire con me al supermercato.” “ La vado a chiamare, tu mentre siediti sul divano.” “ Va bene.” La donna salì su, mentre io mi sedetti sul divano ad aspettare. Dopo qualche minuto riscese in compagnia di Hope. “ Ehi Sum!” “ Ohi Hope!” dissi io alzandomi dal divano, “ Prendo la bici?” chiese lei sorridendomi, come se tornassimo al passato, “E certo!” dissi io uscendo. Dopo qualche minuto arrivò con la sua bicicletta color blu cobalto. Presi la mia e andammo in giro. “ Come mai la fai tu sola la spesa?” chiese lei pedalando, “ Perché non è una vera spesa, bensì solo una scorta di prodotti per la casa…” “Oddio… pulizie estive eh…” “ Esatto… Vorrei scomparire in questi momenti..” “ Eh… a chi lo dici.. Anzi ancora mia mamma, non ne ha uscito discoro, ma è una questione di pochi giorni…” “Poverina…” dissi io ridacchiando, “ Comunque, ti sei divertita ieri sera, eh?” “ Oh, beh, io si… Ma tu soprattutto…T’ho visto che ballavi con Haz.” “ Sì, sì, alla fine si è lasciato andare un po’… ma… era stato odioso tutta la sera…” “ Ma che dici? A me sembravate così belli insieme…” “ Sì… non ha parlato quasi mai.. solo dopo due bottiglie di birra..” “ Oh.. va beh… meglio di niente.. Anche se con me è simpatico.” “Con te…” “Ma anche con gli altri.”. Mentre che pedalavamo passammo di fronte casa di Lou, “Qua abita Lou.” Dissi io fermandomi e indicando la casa, “ Uh.. E tu come fai a saperlo? Eh?” “ Ho dormito una volta a casa sua…Ma non pensare male..” “ Ma i suoi fanno i poliziotti?” chiese Hope, guardandomi in faccia, “No…Non mi ricordo che lavoro fanno i suoi, ma… non fanno i poliziotti.” Dissi io aggrottando le ciglia, “ E…allora che ci fa una pattuglia della polizia sotto casa di Louis?” chiese Hope, curiosa, “N-non lo so neanche io…” dissi guardando attentamente quella casa, “ Sicuro che ti ha sempre detto tutto, sì?” “ Ma certo Hope! Che domande fai? Pensi sia un assassino? Non lo è.” Dissi io sicura di me. Di sicuro non era un assassino, ma non so se aveva altri problemi penali. “ Comunque, il supermercato è più avanti..” “ Sì.. andiamo.” Riprendemmo il nostro percorso, stavolta silenzioso, mentre io pensavo al perché la polizia fosse a casa di Louis. Stavo pensando a tutti i motivi più impossibili e immaginabili di questo mondo. Serial killer, assassino, ladro, era stato in carcere? Boh. Sapevo solo che avevo le idee confuse, e che il prima possibile, gli avrei chiesto il perché di tutto questo. Comunque, arrivammo al supermercato. Lasciammo le bici, incustodite, vicino la grande porta del supermercato ed entrammo. Facemmo in fretta. Pagammo, e ritornammo alle bici. Due buste a me e due a lei. Ritornando per la strada verso casa, dovemmo di nuovo passare di fronte casa di Louis. La macchina della polizia non c’era più. Era passata solo mezz’ora, e l’automobile era sparita nel nulla. “ Non c’è più!” esclamò Hope, “ Già…Gli chiederò il perché stasera…” “Perché non farlo ora?” “ Perché… non mi sembra il momento giusto e perché devo tornare a casa.” “ Va bene…”. Ritornammo a casa e presi le quattro buste nelle mie mani, “ Vuoi una mano a pulire casa?” “ Nah… faccio da sola… Come al solito mia mamma mi farà pulire: camera mia, il bagno, e fuori cioè la piscina.” “Ormai sai alla perfezione come si fa..” disse lei ridacchiando, “ Eh, sì, mi fa ripetere sto lavoro ogni mese quasi..” dissi scocciata, “ Va beh… ci vediamo dopo. Ciau!” “Ciao Hope!” dissi infilando la chiave ed entrando. Stavolta mio fratello stava pulendo sopra un mobile, mentre mia madre passava l’aspirapolvere, “ Uh, sei tornata. Bene. Prendi i prodotti e vai a pulire camera tua, il bagnetto e attorno alla piscina come al solito.” “ Va bene. Ma… a che ora si mangia?” “ Oggi, probabilmente più tardi del solito, ma non ti lamentare.” “Ok, ok. Io salgo sopra, a dopo.”. Salii sopra e inizia a ripulire camera mia, sistemando tutto, mettendo tutto al proprio posto. Riuscii a finire di pulire anche il bagnetto, poi mia mamma mi chiamò per pranzare.
