Goal!

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Io

Passammo la giornata in allegria, poi tornammo a casa, tranne Louis che rimase lì. L’indomani Niall gli portò la sua roba che aveva lasciato a casa nostra. Queste settimane passarono in fretta, tra bagni a mare e in piscina, tra risate e divertimento. Era la sera del 25 agosto. Stavo quasi per andare a letto. Ero stanca, dopo una giornata a fare casino con quei maledetti che me ne hanno combinate più del diavolo. Mi stavo infilando nel letto quando il mio telefono squillò per due volte consecutive, “Allora domani vieni a vedermi giocare, giusto? –Louis” “Vedrai domani quanto sono bravo. –Louis”. Oh… vero… domani c’era lui che giocava. La partita era alle 15:00. La mattina l’avrei passata in spiaggia. Era sabato, non mi perdevo mica un sabato tra amici al mare. Infatti, così fu. Scendemmo tutti in spiaggia, tranne mio fratello e Louis che erano già andati a Doncaster. Noi ci saremo andati alle 12:30. Infatti, dovevo stare in spiaggia meno del solito. Ma per un giorno… possiamo anche far niente. Alle 12:15 io e Harry tornammo a casa. Ci facemmo la doccia e poi a e mezza andammo via. “ State attenti eh!” “ Sì, certo papà.”. Ci infilammo in macchina. Ero nervosa. Non so il perché, ma ero nervosa, molto nervosa. Le mani mi sudavano, e le gambe mi tremavano. “Stai apposto, Sum?” “Sì, certo Harry.” “Perché tremi?” “Solo nervosa per la partita.” “Oh… certo… hai ragione.. Ma secondo te lo fanno giocare anche se ha avuto il piccolo incidente con il braccio?” “Sì, certo!”. Dopo quel piccolo dialogo, il nostro viaggio fu silenziosissimo. Arrivammo di fronte lo stadio. Posteggiammo. Avevo i biglietti che mi aveva dato Louis qualche giorno fa dentro la borsa. Harry mi prese la mano stringendomela, poco dopo io gliela lasciai. Mi guardò negli occhi. Non ricambiai lo sguardo, diedi i biglietti al ragazzo all’entrata ed entrammo. Ci sedemmo. Non era ancora iniziata la partita. Ero nervosa. Speravo vincesse. Dopo qualche minuto la partita iniziò. “Tomlinson-17”. Primo tempo passato. Passato tranquillamente. 0-0. Inizio secondo tempo. Stavolta sembravano tutti più attivi. Entrambe le squadre si iniziarono ad attaccare. Finalmente iniziava il vero gioco. Non ne capivo molto di calcio, ma sapevo solo che Louis aveva la palla sotto le gambe. Andava avanti. Correva, correva. E…GOOOOAAAL!! E’ GOOOAAL! Esultai forte. Harry si unì a me. Louis, sotto, nel grande prato verde, festeggiava con i compagni di squadra. Si girò verso di me. Mi sorrise, i suoi occhi brillavano. Si toccò il cuore prima di riiniziare la sua partita. Partita tranquilla fino ad un certo punto. Ecco Louis che riattacca. Corre, corre con la palla fra i piedi, ma ecco l’avversario che corre più veloce di lui, lo spinge a terra dandogli un calcio nel ginocchio. Merda. Il pubblico tirò un urlo cupo. Era a terra, si lamentava tenendosi il ginocchio al petto. Dopo un po’ si alzò. Sorrideva. Sorrideva ancora. Non so come ci riusciva, ma sorrideva nonostante soffrisse. La partita continuò tranquillamente e finì 1-0 per la squadra di Louis. Harry si era seduto aspettando che la confusione abbattesse per uscire, mentre io, come ipnotizzata, scesi le scale della platea per arrivare fino agli spogliatoi dei giocatori, dove qualche minuto prima avevo visto entrare Louis dolorante, “DOVE VAAI?”. Mi infilai in quello spogliatoio. Molti ragazzi uscivano entravano. Okay, non era il miglior posto per una ragazza ma dovevo trovarlo. C’era una puzza assurda di sudore, ma nonostante tutto ciò lo trovai, seduto sulla panchina che si lamentava con il ghiaccio sul ginocchio. “E-ehi Louis.” “Sum!”. Ed ecco che i suoi occhi si riaccendono, diventa di nuovo felice. Come se io fossi la sua fonte di felicità, “Sei stato bravo!” “Grazie Sum! Ma…Harry?” “Uhm…sta arrivando…” “Oh… ok..” “Che ti sei fatto?” mi avvicinai a lui, sedendomi sulla panchina, “Niente…solo un livido al ginocchio…” “Tomlinson! Chi è questa ragazza? Lo sai benissimo che negli spogliatoi non puoi portare ragazze.”. Quello doveva essere forse l’allenatore, “ Scusi coach, è la mia ragazza.”. All’inizio feci finta di non aver capito, poi lo guardai male, “Ah… bravo Tomlinson. Abbiamo pure l’infermierina persona.” Questo è troppo. Mi alzai. Mi tirò facendomi risedere sulla panchina e baciandomi. Appena il coach se ne andò di là, mi lasciò, “Non mi mettere nei guai con il coach.” “Eh… adesso è pure colpa mia…” “Mh.. scusa…” “Eh…comunque vuoi che ti prenda lo spray, quello per voi calciatori?” “Eccolo qua!” disse Harry scuotendolo in mano. Mi spostai da Louis lasciando il posto ad Harry. Mi misi dietro le spalle di Louis mentre Harry glielo spruzzava sul ginocchio, “Sei stato forte Will.”. Will? Come cavolo lo aveva chiamato? “Grazie Ed.”. Ed!? Ma…dove ero rimasta? “Will? Ed?” chiesi io aggrottando le ciglia, “Di secondo nome faccio William e lui Edward.” “Ah… adesso capisco tutto.” “Senti Will, vado a prendere una garza e magari una pomata, non vorrei ti gonfiasse e non potresti muovere la gamba. Sum, tienigli il ghiaccio fermo sul ginocchio.” “Va bene.” Harry andò di là, mentre io tenni a Louis il ghiaccio sul ginocchio rosso, “Sai?” “Cosa?” “Ti ho sempre sognata come la mia infermierina personale.” “Sì, ma forse come pessima infermierina personale.” Dissi io dando una botta forte sul ginocchio col ghiaccio. Poco dopo tornò Harry che gli spalmò la pomata e gli fasciò il ginocchio. Dopo uscimmo, lui si appoggiava a me per il dolore al ginocchio. Ci infilammo in macchina e prima accompagnammo Louis a casa sua, dopo Harry mi accompagnò a casa, ma , diversamente dal solito lui scese pure, insieme a me. “Che c’è Haz?” “Senti Sum…devo parlarti…” “Dimmi..” Quando qualcuno iniziava con il “Devo parlarti.” Vuol dire che c’era qualcosa di losco sotto, “Non voglio essere brutale, né farti del male, so che hai sofferto tanto, ma…la nostra relazione non può andare più avanti…” “Già… me ne sono accorta anche io…Forse è meglio rimanere amici, no?” “Sì, hai ragione. Anche perché è inutile continuare se tu ami un’altra persona…” “Cosa?” “Sì… ami Louis. Ti si legge in faccia! E non dire di no, perché lo so perfettamente, e la cosa da una parte mi fa male, ma dall’altra mi rende felice, perché probabilmente tornerete insieme ad amarvi. Ed io rimarrò il tuo migliore amico a cui racconterai tutto, giusto?” “G-giusto.” “Ecco, dato che è tardi ti lascio andare a cenare.” Stava per andare via, “Harry…” “Dimmi..” disse girandosi, “Ti voglio bene” dissi abbracciandolo, “Anche io Sum, e anche tanto.” Disse stringendomi. Dopo andò via ed io ritornai a casa, “Abbiamo vinto! Abbiamo vinto!” mio fratello era tornato poco dopo di me, “Sì. Louis ha vinto. Ha fatto una bellissima partita.” Dissi io sorridendo. Mi suonò il telefono poco prima di sedermi per cenare, “Quel goal era per te. Per farti capire, che ti amo. –Louis”. Mi scappò un piccolo sorriso e poi mi sedetti a tavola per mangiare.

Only youLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora