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"Sei la prima persona a cui racconto tutto"

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Dopo il primo e il secondo finimmo di mangiare. “Oggi noi andiamo alle rocce Sum. Non vuoi nemmeno venire con noi?”, chiese mia mamma finendo di asciugare un piatto, “No, mamma, voglio rimanere a casa, non posso?” “Va bene, va bene. Allora la casa è sotto la tua e la protezione di Louis” Manco fosse una reggia. Non volevo andare alle rocce perché mi sarei dovuta mettere in costume anche lì, mostrando il mio bellissimo livido e no. Louis era disteso sul suo divano ed io ero seduta sulla poltrona a cambiare canale, cercando qualcosa di divertente da vedere. Quando il suo telefono suonò, “ Lottie!” era sua sorella, strano. Si erano lasciati poche ore prima, era così preoccupata? “Cosa? Ma…non è possibile..”. Stavo facendo le orecchie da mercante, ma sssh, “Oh mio Dio…” non si capiva se era felice o triste. Stava sorridendo, ma aveva gli occhi pieni di lacrime, “ Non ci posso credere, Lottie! Sono troppo felicee!!”. Ah, ok era felice. Ma che gli era successo? Prima viene accoltellato e poi è felice? “Due!? Due gemelli!? Oh mammina…No… non ci posso ancora credere!”. Si stava mettendo a piangere, tra un po’. “Sì… lo so… mi farò perdonare…Oddio non vedo l’ora di abbracciarli… Va bene, ciao bella…” chiuse la chiamata era tutto emozionato. “Ragazzi, noi andiamo. Ci si vede stasera.” disse mia madre, uscendo, “ Cià!” dissi io alzando la mano. Rimanemmo noi due soli. Continuava ad essere strano e continuava a ripetere ‘Oh mio Dio!’. Non lo potevo sentire più, “Si può sapere che ti è successo?” dissi io senza spostare lo sguardo dalla TV, “Mia mamma….” Era così emozionato che non riusciva a parlare, “Tua mamma…!?” “Mia mamma aspetta altri due gemelli!” disse sorridendo, “Oh…. Oh mio Dio che cosa fantastica!” sorrisi. Conoscevo Jay. Come facevo a non conoscerla? Era la migliore amica di mia mamma, e mi aveva fatto nascere, dato che era un’infermiera dell’ospedale, se non mi sbaglio. “ Sono così felice!”. Era davvero emozionato. Altri due fratellini. Oddio la sua famiglia era un esercito… Sarebbero diventati sette figli. Alla faccia. Però… a quanto sapevo… Non dovevano prendere lo stesso cognome di Louis…Perché Jay… Ok, era una situazione complicata. Perché Louis era nato dalla relazione di sua madre con suo padre. Poi si sono lasciati, e Jay si è messa con Mark Tomlinson. Quello che ho conosciuto. Poi… da lui Louis ha preso il cognome, e sono nate le sorelle di Louis. E adesso Jay stava con il compagno che si chiama Dan Deaking. L’unico simpatico. Penso però che diciamo tutti questi cambiamenti abbiano segnato Louis. soprattutto suo padre. Per lui ha sofferto molto ricordo da piccolo. Come faccio a sapere tutto ciò? Perché è il miglior amico di mio fratello da quando avevano tre anni! “Sono felice per tua mamma!” “Sì… sono così felice! Solo che…ho combinato un casino… Non mi vuole vedere, e ha anche ragione! Ho abusato troppe volte della sua fiducia.. Penso che questa volta non mi voglia più vedere.” “Secondo me, invece, se chiedi scusa ti perdona. Sei sempre suo figlio.” “Mh…E tu? Tu mi perdoni?”. Mi mise a tappeto con una sola domanda. Spensi la TV, e posai il telecomando sul tavolino basso, “ Non ho voglia di parlarne.” Dissi alzandomi, mi fermò, “No, aspetta. Ti prego rispondimi.” “N-non lo so Louis.” mi lasciò il braccio e ritornò al suo posto, “Ti sto chiedendo troppo… lo so… scusami…scusami…” “No, è solo che mi devi dare tempo…” “Ti ho fatto soffrire. Ti sto facendo soffrire, perché dovresti perdonarmi? E’ una cosa stupida. Scusa.” Disse lui alzandosi, “Dove stai andando? Smettila Louis.” “E’ inutile che rimango qui. Non riesci neanche a guardarmi negli occhi.” “Louis, dove stai andando?”. Niall lo bloccò, “A-a….” “A fare un giro.” Dissi finendo la sua frase. Che palle. Dovevo coprirlo pure con mio fratello, se voleva andarsene da casa mia. Ma magari. Almeno riuscivo a dimenticarlo! “ Insieme a Sum?” “NO.” Dissi io sorpresa. “No… r-rimango a casa.. magari esco dopo…” disse sedendosi sul divano, “ Sum ti posso parlare?” “Mh, mh” dissi alzandomi e andando verso Niall, “Io sto andando in spiaggia. Non lo fare uscire. O almeno se vuole uscire vai con lui. Non voglio che si senta male. Mi raccomando.” “Mh, mh.”. Certo… dovevo fargli da babysitter. Ma che palle! Mi sedetti sulla fine del suo “letto”, e guardai a terra. Lui era disteso. “Perché fai questo? Perché fai male alla gente? Perché fai male a te stesso?” “Vuoi sapere tutta la storia?” “Sì.” Dissi guardandolo negli occhi. “Avevo 16 anni quando cominciai a drogarmi… Quando…Quando mia mamma mi raccontò la verità. La verità che mio padre…mio padre mi aveva abbandonato. Continuavo a chiederle di poterlo incontrare. Lei negava sempre. Quando un giorno mi raccontò tutto ciò. Riuscì a raccontarmi anche che ho una sorellastra. Ahaha…ho una sorellastra… Non ci capii più niente. Cominciai a frequentare gente poco di buono, gente che mi offrì della droga. Così cominciai a drogarmi. Sapevo di farmi male, ma… non riuscivo a smettere…Poi un giorno incontrai Carly…Me ne innamorai…E alla fine la usai solo per droga… L’ho quasi violentata… Non mi ha voluto più vedere, eppure siamo rimasti quasi amici. Dopo…dopo mi sono innamorato di te. E sono riuscito a rovinare anche questa relazione. Faccio davvero schifo.”. Adesso capisco tutto. “Perché quella sera mi stavi per violentare?” dissi io fissando il pavimento, “Perché…mi è arrivata una lettera… una lettera in cui mio padre mi stava cercando. Voleva rifarsi. Voleva formare un rapporto con me… Persi la testa…E…la fine della storia è…” “Che mi ritrovo due lividi: uno in faccia e uno sulla schiena..” dissi guardandolo negli occhi sospirando, “E di tutto ciò me ne pento. Vorrei tornare indietro nel tempo. Fermarmi solo un momento prima…” “Purtroppo ormai quel che è fatto è fatto.” “Già…Sei la prima persona a cui racconto tutto.” Dovrei sentirmi fortunata? No. Per niente. Mi squillò il telefono. Era Harry. Uscii fuori in piscina e risposi, “Ehi Haz…” “Sum?! Tutto apposto?” “Sì…che c’è?” “Volevo sapere come andavano le cose.” “Male Harry, male. Sempre più male.” “Vuoi che venga lì? Ci metto 10 minuti.” “No, no… Non complicare le cose…” “Ti ha violentata?” “No, Harry, no!” “Cosa cavolo è successo Sum!?” “Ho solo scoperto tutto. Mi ha raccontato il perché di tutto ciò. Non ti preoccupare Harry.” “Domani mattina vengo, così mi racconti tutto.” “Va bene Haz.” “Ti voglio bene scaltra.” “Anche io cretino.” Dissi ridacchiando e chiudendo la telefonata.

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