Nella settimana a seguire ero diventata un'altra persona. Ero una persona più fredda quasi distaccata. Sentivo di essere qualcosa di sbagliato. Mi sentivo sempre fuori luogo: al posto sbagliato nel momento sbagliato. Poi c'era lei la persona che stava tormentando la mia psiche, vederla con Jodie mi mandava fuori orbita. Stare con Austin non era piacevole come una volta, ci tengo ancora a lui, ma il legame affettivo si era leggermente deviato, ad ogni abbraccio o bacio datogli, avevo la sensazione di pugnalarlo alle spalle; non credo che si possa mai cancellate una persona dal cuore. Le persone non si dimenticano, soprattutto se sono state in grado di toccare con mano la tua vita, incoraggiando, dando conforto e niente di meno farti sentire amata. Forse cambia il modo in cui noi le vediamo; cambia il posto che occupano nella nostra vita; cambia il posto che occupano nel nostro cuore; ma forse era destino che facesse parte della mia vita prima di andare avanti.
Stavamo facendo l'ora di sport e siccome stava piovendo il coach Dallas scelse di farci fare una partita di pallavolo all'interno della palestra. Scelse i capitani, Austin e Logan; ognuno di loro face la squadra a sua scelta e come prevedibile il caso volle farmi capitare in squadra con Austin ed Andy; mentre Logan chiamò a se Cooper, Rachel ed Emily;
La squadra dell'anno pensai fra di me.
Non sapevo che Alex avesse il permesso per non svolgere attività sportive...
Scendendo in campo, la vidi andarsi a sedere sugli spalti, non troppo in alto. Era stupendo giocare contro Emily mi divertivo un casino a schiacciarle la palla addosso.
Per essere una cheerleader i suoi riflessi non sono un granché.
Mi sentivo osservata, una sensazione penetrante, che ti sfiora l'anima. Mi girai in direzione di Alex che distolse l'attenzione appena incrociai i suoi occhi. Non capivo perché dovesse guardarmi in quel modo, d'altronde la compagnia non le mancava di certo. Non avevo voglia di parlare con lei, ma questa situazione si doveva smuovere.
Le avrei parlato dopo nello spogliatoio.
Mentre pensai a questo, Logan indirizzo una schiacciata in mia direzione, che vidi all'ultimo momento con la coda dell'occhio; mi tuffai per ricevere la palla, calcolando male la distanza; come toccò i miei avambracci mi rimbalzò il faccia.
-"Signorina Wilson. Sta bene?" Chiese il coach Dallas interrompendo la partita per vedere le mie condizioni.
Porca troia che dolore, avevo un lato di faccia paralizzato, e non riuscivo a tenere l'occhio aperto. Austin ed Andy se la ridevano dicendomi di essere la solita imbranata, mentre Logan continuava a scusarsi sentendosi in colpa. Sentivo quella stronza di Emily godere del mio dolore. Se solo non ci fosse stato il coach Dalles, l'avrei fatta ridere io per bene a suon di ceffoni, anche in queste condizioni.
-"Esci dal campo e vai in infermeria a mettere del ghiaccio sull'occhio. Donovan!" Esclamò urlando per attirare l'attenzione di Alex che per sorpresa di tutti si trovava già al mio fianco "Accompagna Wilson in infermeria." Disse cercando di creare ordine in palestra fischiano più volte con quel dannato fischietto.
Cercai di far capire al Coach che non era necessaria la presenza di Alex, ma non volle ascoltare. Così ci incamminammo alla ricerca dell'infermeria.
Una volta arrivate Alex mi ordinò di sedermi sul lettino mentre aspettavamo il mio turno. Neanche fosse lei l'infermiera. Feci come mi disse senza poter replicare.
-"Fammi vedere!" Esclamò avvicinandosi per spostare i capelli dalla faccia molto delicatamente e in una frazione di secondo i nostri occhi si incrociarono, in me emerse la solita tentazione, che ultimamente prevaleva sulle altre, avrei voluto baciarla. Ma ritornai in me schiarendo la voce.
-"Non serve fingerti preoccupata." Dissi fredda e alquanto disorientata dalla sua vicinanza.
-"Quanto sei idiota." Disse spingendo l'indice contro lo zigomo ancora indolenzito per farmi male, facendomi alzare la voce per il dolore "Non mi serve fingere perché lo sono davvero. Pensavo avessi perso i sensi con l'impatto del pallone sulla faccia. Il coach Dallas ti ha chiamata senza risposta per cinque volte di fila." Aggiunse confondendomi lasciandomi senza parole. Non ricordavo mi avesse chiamata così tante volte.
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CONFUSION...
RomansaQuesta è la prima storia che scrivo, abbiate pietà; spero vi piaccia e chiedo scusa per eventuali errori... Parla di Kate, una ragazza con una vita familiare un pò complicata; un padre egoista, assecondato dalla moglie, che con tutti i problemi che...
