CAPITOLO 28

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STEP
Al mio risveglio, l'infermiera entra in stanza dicendo di cambiarci per poi andare a casa.
Viene a prenderci la madre di Sophia.
"Vieni qui!" apro le braccia per abbracciare quel piccolo corpicino di Sophia.
Entra piano fra le mie braccia, cercando di non muovermi il collo. È così delicata che non riesco nemmeno a sentirla vicino al mio corpo.
"Ti voglio bene!" sussurra.
"Non sai quanto. Sei mia sorella, non una semplice amica!"
La madre di Sophia entra in stanza per aiutarci a scendere.
Camminiamo tra i corridoi lentamente, aiutando Sophia a camminare con le stampelle. Non sa maneggiarle.
Una volta uscite fuori dall'ospedale, la signora dai lunghi capelli castani aiuta prima la propria figlia a salire in auto e poi mentre toccava salire a me sento una voce a me familiare.
"Piccola!" bussa un clacson alle mie spalle.
Mi giro ed eccola, nella sua nuova MiniCouper blu. La mia Kara ha un sorriso stampato in faccia, le brillano gli occhi. Sento provenire musica dall'auto e immagino stia ascoltando i Coldplay.
La madre di Sophia mi guarda come per darmi il permesso.

KARA
È bellissima. Quel collare le dona, ogni cosa che si mette indosso... le sta bene.
"Salve, piacere Kara! L'altro giorno non abbiamo avuto modo di presentarci" mi avvicino alla signora dai lunghi capelli castani.
"Piacere mio, Spencer!" sorride.
"Mi posso rubare vostra figlia? Ho un regalo da farle vedere!" sussurro, coprendomi la bocca con una mano. In modo tale da non far leggere il labiale a Sophia.
"Solo se state attente e non correte... per favore." mi guarda in aria triste.
"Porterò vostra figlia a casa sana e salva, promesso!"
Sophia scende dall'auto della madre per entrare in quella di Step.
Una volta entrate tutte e tre in auto, finalmente posso far vedere ad entrambe i miei regali.
Guido l'auto di Step fino fuori all'ospedale, mi guardano entrambe con aria interrogativa.
Non sanno cosa sta per succedere e questo mi fa divertire tantissimo.
"Kara?" rompe il silenzio Sophia.
"Altri cinque minuti. Non vi chiedo altro. Siate pazienti!" rispondo, con un sorriso nervoso.
Non vedo l'ora di scoprire le loro reazioni.

STEP
Arriviamo davanti ad un palazzo costruito in mattoni. È un po vecchio ma le fondamenta ci sono, e questo è l'importante.
Io e Sophia ci guardiamo con aria sospetta.
Sospettiamo qualcosa, si.
Kara benda prima me e poi Sophia.
Ci fa salire delle scale grazie al suo aiuto. Ci abbiamo messo un po' più di tempo grazie alla gamba gessata di Sophia, ma dopo mezz'ora finalmente smettiamo di salire queste faticose scale.
Sento un rumore di chiavi, poi le chiavi fanno uscire due/tre scatti da una porta.
Mi sta salendo l'ansia, cazzo.
Sento la mano di Kara dietro alla mia schiena e a quel tocco sobbalzo. Mi manca.
Sento chiudersi una porta alle mie spalle. Riesco a percepire un buono odore, un odore di casa, di pulito, di nuovo.
Toglie le bende ad entrambe:"benvenute nella nostra piccola dimora!" esclama, facendo una giravolta su se stessa a braccia aperte.
Sophia fa un passo avanti, reggendosi per bene alle stampelle.
"K-Kara, è stupenda. Io, tu e Step vivremo qui?" è a bocca aperta.
Mentre Sophia si guarda in giro, Kara mi porta nella nostra stanza da letto.
È bellissima. Ha le pareti bianche con la porta nera. Un armadio nero con le ante scorrevoli. Un letto a baldacchino è una mega finestra che affaccia sul lato apposto della città.
"Mi manchi. Voglio toccarti." mi sussurra Kara.
Le nostre labbra si sfiorano:"anche tu piccola. Ti sbatterei proprio qui. Per inaugurare la camera!" le premo un ginocchio sotto alla sua intimità.
Kara a quel tocco geme.
"Devo darti una cosa!" si sposta dal mio tocco.
Mi porge tra le mani un pacchetto bianco dal fiocco rosso.
"È Natale?" rido.
"Dai, aprilo!" insiste.
Apro il pacchetto bianco che ho tra le mani, infilo una mano dentro per prendere un oggetto rettangolare. È un iPhone. Non uno qualsiasi, ma il 5s.
"Cavolo, ma sei pazza?" rimango a bocca aperta.
"Dentro già c'è una nuova scheda, con il tuo nuovo numero!" sorride.
Come posso non accettarlo? Ha un sorriso che le arriva fin dietro le orecchie ed è felice come una bambina.
"Allora? Ti piace? Ti piace? Eh? Allora?" dice tutto d'un fiato.
"È bellissimo piccola, grazie!"
Avvicino le mie labbra alle sue, lasciandole un bacio a stampo. Ma a Kara non le basta, mi tira a se bruscamente facendomi male al collo. Ma il dolore subito passa quando unisce le sue labbra alle mie. Socchiudo gli occhi facendo lo stesso movimento di Kara.
Non ci siamo mai baciate così con passione.

KARA
"Ragazze, potete scopare dopo?" sbuffa Sophia da fuori la porta.
Step ride, aprendo la porta.
"Tranquilla tesoro, stavamo solo parlando!" ammette.
Step nei confronti di Sophia è sempre buona. La tratta come se fosse sua sorella minore e non la lascia mai sola.
Alla scena dove Step prende fra le braccia Sophia mi si scalda il cuore. Facendomi capire che questa donna così forte ha un'anima così fragile.
"Ti piace?" le dice infine.
A Sophia le brillano gli occhi:"wow! È bellissimo!"
"Ehm Step, non è finita qui." le interrompo.
Step si gira lentamente con tutto il corpo, ha un'aria così impacciata in quel collare che ogni volta che si gira bruscamente impreca così tanto che devo trattenere la risata.
"L'auto con cui siamo venute qui, non è mia. È tua!"
"C-cosa? No,no,no,no... questo non posso accettarlo no. Prendila tu, che non c'è l'hai." rimane a bocca aperta.
"Ho comprato una anche per me, quella è tua!"
"Merda, ma quanti spiccioli hai?" ride.
"Allora? L'accetti?" mi avvicino a lei.
"Oh beh... se proprio devo!" scoppia a ridere.
"Siete così strane e belle!" interviene Sophia, scoppiando anch'essa a ridere.
Ecco. Ecco le mie donne. Così diverse fuori ma così uguali dentro.
Non credevo di poter avere persone così belle e buone dalla mia parte. Persone in grado di capirmi e sostenermi qualsiasi cosa faccia.
Ho sempre pianificato tutto della mia vita, sin dalla nascita.
Appena finito quest'anno, dovevo iniziare i preparativi di un matrimonio, il mio.
Invece ora, vivo letteralmente con la mia fidanzata e una mia amica.
Da quando Step è entrata a far parte della mia vita, sono cambiata letteralmente.
Nel modo di agire, non pianifico più nulla, piango di meno e rido di più, Step mi ha fatta diventare più forte di quanto potessi immaginare.
Ha un ruolo fondamentale nella mia vita, so che ci sarà sempre.
Perché Step è stata destinata a me, come Sophia.
Mi sono buttata in questa relazione a capofitto, senza preoccuparmi delle conseguenze.
Fin'ora sta andato tutto a gonfie vele e non c'è cosa migliore.
Parlano e ridono in continuazione, sono sedute sul divano a mangiare patatine fritte.
Questa è la mia vita, l'ho sempre immaginata così, solo che non l'ho voluto mai ammettere.

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