CAPITOLO 40

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KARA
Alla domanda di Step non so come rispondere, sembra così facile ma non lo è affatto.
Cosa gli è preso a Jack? Perché mi ha detto quelle cose? È cambiato molto in questo periodo dell'anno:dal modo di porsi al vestirsi.
Prima aveva un carattere che faceva invidia al mondo e non si permetteva mai di deridere qualcuno o dire cose spinte, ora invece è cambiato in peggio.
"Allora?" insiste Step.
"È tardi okay? Domani ti racconto tutto!" sbuffo.
Non ho voglia di parlare Step, Jack ha rovinato la serata più bella che avevo organizzato per noi e tu gliel'hai permesso. Voglio solo dormire beata fra le tue braccia tatuate e voglio sentire il tuo respiro sul mio collo.
Step si siede sul letto lamentandosi, toglie i tacchi e dice:"aahh, che dolore! Non metterò mai più tacchi in vita mia!"
Sorrido a quella scena così buffa e bella allo stesso tempo.
La mia Step, che infila anche dei soli semplici tacchi al piede per farmi felice è la cosa più bella che esiste al mondo, pur sempre banale, ma bellissima.
"Mi aiuti?" domando, spostando i capelli da un lato e indicando la cerniera dietro al vestito.
Sento una mano di Step sul mio collo, mentre con l'altra abbassa la cerniera lentamente.
Dallo specchio guardo gli occhi di Step desiderosi del mio corpo, appena finisce di abbassare la cerniera all'inizio del mio sedere, si lecca il labbro inferiore. Mi lascia alcuni baci sul collo, facendomi venire la pelle d'oca.
Sfilo il vestito rimanendo in intimo.
Step sfila anche il suo vestito, piegandolo con cura per poi sistemarlo sul comodino.
Devo dire che un anno in Inghilterra le ha fatto bene, anzi ci ha fatto bene.

STEP
"Devo darti una cosa!" ripeto quello che ho detto al ristorante.
"Ah sì, siamo state interrotte dal cameriere..." ricorda.
Mi avvicino alla mia pochette, camminando per la stanza sempre in intimo.
"Voglio che tutti sappiano che sei mia. Voglio che tutti sappiano che sei legata a qualcuno... a me!" ammetto.
Gli occhi di Kara fremono di gioia.
"Già lo sanno tutti. Già sanno tutti che il mio cuore batte solo per te!" arrossisce.
Apro la scatoletta blu sotto i suoi occhi. Kara rimane a bocca aperta e poi dice:"delle... hai fatto delle fedine?"
"Si, per favore accettala!" tremo.
"Si, si, si, si. Ovvio che accetto, non c'è cosa più bella che potessi fare. Ti amo, ti amo Step!" dice tutto d'un fiato.
Kara si getta fra le mie braccia, abbracciandomi con dolcezza.
Siamo in intimo entrambe e la nostra pelle l'una contro l'altra è perfetta, combaciano alla perfezione.
Infilo la mia fedina e Kara la sua.
"Facciamo una foto!" propone Kara.
Prende il telefono, lo sblocca e poi mette la telecamera interna.
Ci mettiamo entrambe in posa con una faccia buffa, mettendo in mostra le nostre belle fedine.

KARA
Questa ragazza riesce sempre a rendermi felice, qualsiasi cosa faccia o dica e con questo magnifico regalo finalmente posso dire di sentirmi completa.
Step mi completa, è l'altra parte di me. Mi sento incompleta senza, spenta, vuota.

Ci stendiamo sul letto, ancora mezze nude. Mi giro dando le spalle a Step e riesco a sentire il suo petto contro di me.
Mi accarezza i fianchi come solo lei sa fare.
"Ti amo piccola!" mi sussurra all'orecchio.
"Oh tanto Step" mormoro.
Mi addormendo come un sasso subito dopo, tra le braccia di Step.
Mi ritrovo in un giardino, pieno di rose rosse. Indosso ho un vestito bianco e sento l'erba pizzicarmi sotto i piedi. Il cielo è sereno, non ci sono nuvole e sento bruciare il sole sulla mia pelle. Tutto d'un tratto, però, il cielo diventa cupo. Corro fino a delle scale a chiocciola e incontro un uomo. Dai capelli riesco a capire che é mio padre. Riesco solo a vedere i piedi scalzi e uno smoking tutto bianco ma non riesco a vedere il volto.
"Dai tesoro, vieni con me!" sussurra.
Inizia a scendere le scale, porgendomi la mano. Sono indecisa se andare o no con lui, ma alla fine mi faccio coraggio e la mia mano si incontra con la sua.
Iniziamo a scendere le scale, scendiamo sempre ma non arriviamo mai fino infondo.

Al mattino successivo, mi scoppia la testa.
Cerco di ricordare il sogno strano di stanotte, nel sonno riuscivo a percepire i battiti del mio cuore farsi sempre più veloci, sbattersi con foga contro la gabbia toracica.
"Buongiorno Sop!" saluto, massaggiandomi le tempie.
"Ciccia, come va?" sorride.
"Leggero mal di testa. Step?" chiedo.
Beve un sorso di caffè, posa la tazza e poi risponde:"è andata a fare delle compere"

STEP
"Arrivederci!" saluto l'uomo dietro al bancone.
"Pronto?" rispondo al telefono.
"Stephany Adams?" chiede una voce femminile al telefono.
"Si, sono io!"
"Volevo informarle che l'ufficio a New York, sta per arrivare!" dichiara.
"Grazie mille!" farfuglio.
La signorina stacca la chiamata, senza neanche rispondere al mio "grazie".
Ho dei dolori fortissimi dietro la schiena, sarà il caldo o la stanchezza. Premo la mano all'altezza dei polmoni e subito passa.
Tossisco in continuazione nel tragitto dal bar a casa.

Busso al citofono e mi aprono senza neanche chiedersi chi sia.
Tra le scale sento un profumino di vaniglia, quel fantastico odore mi invade le narici facendomi stare di nuovo meglio.
La porta è aperta, immagino che l'avevano intuito che ero io al citofono.
"Hey piccola!" saluto la mia Kara che si getta subito fra le mie braccia, stampandomi un bacio sulle labbra.
"Ciao tesoro!" saluto Sophia.
Ricambia il saluto con un bacio sulla guancia.
"È quasi pronto!" annuncia il pranzo Kara.
Sophia è intenta a preparare la tavola con:tovaglia, bicchieri, posate, tovaglioli e patatine messe in una ciotola di plastica.
"Mi ha chiamata la segreteria dove lavoro in Inghilterra, l'ufficio è quasi pronto!" annuncio a Kara.
Kara mi fa un sorriso d'approvazione e poi risponde:"non devo andare più in Europa"
"Come mai?" domando, infilandomi una patatina fra i denti.
"Lo stage è stato spostato il prossimo anno" sbuffa.
So di essere egoista pensando a ciò, ma comunque sono felice per questa bella notizia.
Non potevo immaginare Kara lontana da me, era una cosa decisamente inaccettabile.
"A taaaavolaa!" urla Kara.
Ma cosa urla? Io, Kara e Sophia siamo nella stessa stanza, cosa c'è da urlare?
Ho di nuovo i dolori dietro alla schiena, e la tosse si fa risentire. Questa volta più pesante e mi sento decisamente il corpo strano, quasi debole. Come se avessi qualcosa all'interno, qualcosa di grande, più grande di me.

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