CAPITOLO 37

182 12 1
                                        

STEP
Siamo ancora nella casetta sulla terrazza fin quando non veniamo disturbate dalla suoneria del mio telefono.
Mi allontano facendo cenno a Kara di non parlare.
"Si?" rispondo.
Kara mi guarda con aria interrogativa in cerca di risposte.
"Salve, Stephany Adams?" chiede una voce femminile dall'altra parte del telefono.
"Si, lei è?" rispondo.
Kara cerca di prendermi il telefono da mano.
Tolgo il telefono da vicino l'orecchio per poi mettere il muto e sbotto:"cazzo Kara, non essere così invadente!"
Kara sembra rabbuiarsi per poi lasciarmi da sola.
"Pronto? Mi sente?" continua a parlare la signorina.
"Si, eccomi... mi dica!"
Ancora devo capire chi sia dall'altra parte del telefono.

KARA
Lascio Step da sola in modo tale che possa parlare con quell'oca al telefono.
Non so chi sia, ma muoio dalla voglia di scoprire l'identità.
"Ehiii!" saluto Sophia, sedendomi sul divano.
Sophia prende una mela, l'addenta e poi dice:"guarda!".
Mi mostra la mano, sul dito ha un anello con un brillante.
"Mi ha chiesto di sposarlo, subito ho accettato!" urla euforica.
"Oddio! Una notizia stupenda, augurii!" urlo anch'io con lei.

L'ultima volta che sono andata ad un matrimonio fu quello di Eli, non la sento da tanto e al solo pensiero di questo distacco mi manca l'aria.
Il suo matrimonio è stato fantastico ed indimenticabile, ora Eli vive in Italia con Fabio.
"Vieni qui!" interrompe Step la conversazione tra me e Sophia.
Fa cenno con il capo di seguirla, e infatti la seguo fino nella nostra stanza.
"Non volevo essere arrogante prima, ma cazzo era una chiamata importante!" ammette.
"Okay!" rispondo semplicemente.
Non mi va di litigare con Step già al primo giorno di rappacificazione.
"Devo tornare in Inghilterra!" aggiunge.
"Cosa dici?" mi trema il cuore.
Non potrei sopportare di nuovo la sua partenza.
"Già, per lavoro!"
"Ma siamo in piena estate, che cazzo di scusa è?!" urlo.
"Sh, sh! È per lavoro, non è una scusa!" risponde.
"Tra un mese devo andarmene e tu che fai? Parti di nuovo?" sbotto.
Merda, non volevo parlarle di questo argomento così. Non volevo che mi uscissero queste parole proprio ora.
Step fa un passo indietro, per poi sedersi sul letto.
"Così me lo dici? Eh?" si passa la mano tra i capelli.
Merda, è bellissima.
"Vieni con me, andiamo insieme. È in Europa." mi avvicino a lei, abbassandomi alla sua altezza.
I ruoli si sono capovolti, dovrebbe consolare Step a me non io a lei.
Siamo una relazione così strana ma così intrigante allo stesso modo. Siamo fatte per stare insieme ma allo stesso tempo sembra che tutto ci rema contro.
"Come faccio con il lavoro? Sophia? Jas?" mormora Step.
"Non volevo lo scoprissi in questo modo Step!" ammetto.
Step si alza, lasciandomi da sola in ginocchio vicino al letto.
"Ci vediamo dopo." chiude la porta alle sue spalle.
Dove cavolo va? Mi lascia da sola qui?
È abitudine di tutti lasciarmi sola, quando l'uno o l'altro ha innescato la bomba.
Decido di lasciarla andare, di riflettere sulla mia proposta e di lasciarle spazio come mi ha fatto capire lei prima.
Ma sono passati solo cinque minuti e già mi manca.

STEP
Devo scegliere tra me e Kara? Non mi piace scegliere e nella mia vita non ho mai scelto nessuno, figuriamoci me.
Questa relazione è destinata a finire, abbiamo sempre qualcosa o qualcuno contro.
Dopo tre squilli una voce femminile al telefono risponde:"Salve, centro studi dell'Inghilterra. Come posso aiutarla?"
"Salve, sono Stephany Adams. È possibile avere l'ufficio a New York?" domando.
"Aspetti che domando!"
La signorina mette una melodia che mi transita nelle orecchie che è al quanto fastidiosa.
Sono giù al palazzo, quindi decido di rientrare nell'appartamento e fare finta di essere arrabbiata.
"Eccomi, si. Il direttore ha accettato, non vuole perdere un fenomeno come lei!"
"Grazie, grazie mille!" gioisco.
"Però l'arrivo dell'ufficio è previsto fra un mese, le va bene?" chiede.
"Va benissimo, grazie ancora!" stacco la chiamata.
Entro nell'appartamento e con gli occhi cerco subito Kara.
"È ancora dove l'hai lasciata!" mi dice Sophia.
Accenno con la testa per poi andare nella stanza da letto, Kara è intenta a sistemare la stanza.
"Piccola!" Kara subito si gira.
"Ehi" si avvicina.
"Fra un mese o più, avrò il mio ufficio qui a New York!" sorrido.
Noto che negli occhi di Kara si accende una luce di speranza e che tra noi possono ancora funzionare le cose.
"Verrai con me in Europa?" chiede.
Prendo il piccolo corpo di Kara fra le braccia, le do un bacio fra i capelli e poi rispondo:"questo non lo so!"
Kara sembra non interessarsene e poggia delicatamente la sua guancia sul mio petto.
"Per ora godiamoci questi giorni, ti va?" propongo.
Kara alza delicatamente la sua guancia dal mio petto, mi guarda e dice:"voglio goderti per il resto della mia vita!"

KARA
Finalmente posso dormire di nuovo con Step.
Dopo aver preparato la cena, aver mangiato e chiacchierato a tavola del più e del meno è arrivato il momento di infilarmi nell'adorato lettone.
Metto il pigiama in fretta e furia, dopodiché mi precipito fra le lenzuola.
Step entra in camera dopo vari minuti, lasciando i suoi vestiti sparsi per la camera come suo solito, rimanendo in biancheria intima.
Ho visto tante volte Step nuda o in biancheria intima, ma ogni volta rimango stupita del suo bel corpo che nei miei occhi si accende una scintilla vogliosa di lei.
Step infila dei pantaloncini che mettono in risalto i suoi bei glutei e poi una canotta abbastanza scollata.
"Dio, che sonno!" sbadiglia.
"Dai, vieni!" tamburello la mano sul materasso.
Step si avvicina a me con lentezza, con movimenti pigri e poi si getta con il corpo sul letto facendo un gran frastuono.
Si gira verso di me, restando a guardarmi per un bel po', ha gli occhi lucidi e stanchi.
"Ti amo!" mormora.
Le do un bacio come risposta.
Step si addormenta subito dopo:con una gamba avvinghiata sul mio fianco mentre l'altra è distesa affianco alla mia gamba con i nostri piedi che si sfiorano. Ha una mano sotto al seno e l'altra sotto la nuca. Siamo vicine non meno di un centimetro e riesco a sentire il suo respiro contro il mio viso, riesco a sentire ogni battito del suo cuore.
Ogni tanto il suo corpo salta come se stesse facendo un brutto sogno e per questo mi sento di difenderla da quello che sta sognando, il mostro dei suoi pensieri sembra arrendersi quando la mia mano le accarezza dolcemente il viso beato.
Resto a guardarla ancora per un attimo fin quando mi concedo al sonno, addormentandomi con la testa appoggiata contro la sua.

LEI O LUI?Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora