Capitolo quarantaquattro

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Dedicato a E0Bicchi02 . Scusa per ieri, ma stavi indossando una giacca degli Yankees, mi sono sentita tradita. (Let's go Mets) 

"Quindi, tu e questo Oliver..."

"Nonna ti prego, non cominciare. Poi non ci vediamo da più di una settimana!"

"Mi sembra un bravo ragazzo."

"Lo è."

"Ti farebbe bene un divertirti un po'."

"Ma io mi diverto! Ho le serie TV. E i libri. E i film. E ho Tumblr. Io mi diverto un sacco, nonna, la mia vita è uno spasso."

"Tesoro, penso avresti bisogno di amici. Sai, persone."

"Ho un sacco di amici." Su internet, aggiungo fra me e me.

Mia nonna allunga le sue mani rovinate verso le mie, circondandole con le sue dita.

"Jane. Perché lo eviti? Durante le vacanze lo sentivi tutti i giorni, ora... è una settimana che non ne parli più. E successo qualcosa?"

Scuoto la testa. "Non voglio costringerlo ad aspettare, nonna."

Annuisce incitandomi a continuare.

"Non me la sento di appoggiarmi ad altre persone. I miei genitori mi hanno tradita, di chi dovrei fidarmi se nemmeno loro mi dicono la verità?"

"E perché allontanarlo così? Non credi che avere qualcuno vicino, oltre a me, possa essere una buona cosa?"

"Lui si merita qualcuno capace di dargli ciò di cui ha bisogno. Io sarei solo un peso sulle spalle, ora come ora."

"E non hai mai pensato che ciò di cui ha bisogno possa essere tu? Magari non è per quello che puoi dargli, ma per chi sei che ti vuole accanto."

"Nonna..."

"Ascoltami Jane. Ero giovane quando ho conosciuto tuo nonno. Abbiamo giocato ad essere timidi, poi spregiudicati. Abbiamo ballato il Charleston nei pub della periferia, ci siamo rincorsi per tutta Londra, siamo andati al mare in treno e ci siamo ignorati per le più stupide litigate. Abbiamo perso così tanto tempo a farci domande alle quali non esistono risposte che non ci siamo nemmeno resi conto del passare degli anni.

Mi è stato portato via troppo presto, Jane, e non posso evitare di pensare a tutti i giorni che ho buttato via a fare la difficile quando avrei potuto mettere da parte il mio orgoglio e farmi avanti.

Non sto dicendo che Oliver sia quello giusto, né che il vostro tempo sia limitato, ma sai quel film che ti piace tanto? Carpe diem, Jane. Cogli l'attimo, vivi l'istante, Dio sa che non tornerà più."

I suoi occhi sono lucidi, le lacrime minacciano di rigarle le guance e le sue dita sono ancora strette attorno alle mie.

Lentamente mi alzo ed infilo il cappotto.

"Grazie." Mormoro lasciandole un bacio fra i capelli.

"Dove stai andando?" la sento urlare, ancora seduta in cucina.

Sono già sulla porta quando le rispondo.

"A cogliere l'attimo."

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