- I can feel your halooo halooo
I can see your haloooo haloooo
I can feel your haloooo haloooo
I can see your halooo haloooo- canto a squarcia gola impugnando il cellulare come un microfono, Alex mi guarda e continua a ridere e a scuotere la testa,
- Che c'è? Ti senti intimidito dalle mie doti canore?- scherzo mente riabbasso il volume della radio,
- È solo che nonostante ti conosca, non ne avrò mai abbastanza delle tue pazzie- confessa guardando fissa la strada con un sorriso smagliante in volto,
- Dipende dai punti di vista, magari sei tu che sei troppo normale- gli faccio la notare e scoppio a ridere,
- Guarda siamo quasi arrivati- annuncia a gran voce lanciandomi un veloce sguardo,
- Dove siamo?- chiedo perplessa vedendo solo una fitta distesa di alberi davanti a noi,
- Lo vedrai- spegne il motore e mi apre la portiera per scendere,
- Questo è il momento in cui mi trascini nel bosco e mi stupri?!- domando quasi seria, mentre chiudo la portiera alle mie spalle,
- No, aspetto ancora un po' per quello- scoppia in una fragorosa risata e io non riesco a fare a meno di incantarmi a guardarlo, ad un tratto mi afferra la mano e un brivido mi attraversa la schiena, sembra stupido, ma il mio cuore batte così forte che vorrebbe uscire dal petto e insultare Alex per tutte le volte che lo fa agitare, estrae una piccola bandana e me la pone sugli occhi e nuovamente le sue dita ritornato a intrecciarsi con le mie,
- Vieni- mi incoraggia e sono quasi sicura che stia sorridendo,
- Ho paura- confesso mordendomi il labbro inferiore,
- Fidati di me- sussurra al mio orecchio e in quel momento mi sembra che mi manchi l'aria, comincia a camminare piano e io lo seguo , lo sento fermarsi ogni secondo per guardare che io non metta i piedi in posti sbagliati, dove sto andando? Non sono mai venuta in questo posto, nell'aria è diffuso un profumo di fiori freschi e in lontananza si sente una lenta sorgente d'acqua, non vedo niente, però nel buio mi piace immaginare cose si possa trovare intorno a me, Alex si ferma e io lo imito,
- Pronta?- chiede mentre si posiziona alle mie spalle e slega il fiocco sulla mia nuca, la luce del sole mi impedisce per qualche secondo di vedere nitidamente, ma subito mi accorgo di trovarmi davanti a un lago cristallino, circondato di alberi variopinti, siamo immersi nella natura, c'è solamente una casa bianca, non molto grande, ma che da qui pare magnifica,
- Allora? Ti piace?- domanda sicuro, mi mancano le parole per descrivere quanto questo posto sia magnifico mi conosce maledettamente bene e io che pensavo che non prestasse attenzione ai miei discorsi,
- Ci porti qui ogni ragazza con cui ci provi?- chiedo fingendo di non provare alcuna emozione, ma sono sicura che la mia espressione mi tradisca,
- Si, le porto tutte in quella casa e me le scopo- dice serio indicando la piccola casa ai margini del lago e rimango a guardarlo con gli occhi sbarrati e immobile,
- Scherzavo!- esclama all'improvviso e mi sale un istinto omicida,
- Non che mi importi..- bisbiglio tirando un sospiro di sollievo e incrociando le braccia al petto, sei molto credibile Vicky, vai convinta,
- Ma dai, ti pare che mai potrei fare tutta questa strada per portarmi a letto una ragazza? Il mio appartamento è molto più vicino- spiega strizzando l'occhio,
- E pensare che ho dormito in quel lurido letto- scuoto la testa e faccio una smorfia schifata, sorride compiaciuto, io lo guardo male e mi dirigo verso l'abitazione, dopo qualche minuto Alex infila la chiave nella porta e mi precede per entrare, noto subito che tutti i mobili sono coperti da teli bianchi, compresi gran parte dei muri, questa casa deve essere antica, come pensavo non è molto grande, ma ci sono comunque due piani, Alex scopre ogni cosa e nell'aria si spargono piccoli granelli di polvere, l'arredamento è anni 50': c'è un caminetto in mattoncini rossicci, un grande divano di pelle, due poltrone dello stesso materiale, un tavolino di legno d'ebano e sul pregiato parquet poggia un tappeto persiano di vari colori, affianco alle scale , che portano al piano superiore, sono presenti due porticine, una si affaccia in una piccola cucina e l'altra in un bagno completamente di colore viola, ai muri sono appese foto in bianco e nero, a mio parere vecchie di decenni,
- Dove mi trovo?- domando ancora spaesata in questo nuovo luogo,
- In un posto molto speciale per me, qui mio nonno ha chiesto la mano a mia nonna- mi racconta con un sorriso a 32 denti,
- Wow, questa casa quando anni ha?- chiedo guardandomi attorno, l'atmosfera è magica,
- Circa un secolo, apparteneva alla mia famiglia prima dell'arrivo dei miei nonni che me l'hanno lasciata in eredità, pensa che non vengo qui da quando avevo 7 anni- spiega squadrandomi mentre esploro questo nuovo luogo,
- Perché mi hai portato qui?- chiedo serio spostandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio,
- Sapevo che ti sarebbe piaciuto...- sussurro piano quasi per non farsi udire, mi fa sorridere il fatto che abbia speso del tempo a pensare a qualcosa che potesse piacermi, mi avvicino alla finestra che si affaccia sul bellissimo lago cristallino,
- Chi entra per ultimo in acqua è un babbano!!- esclama Alex strappandomi un sorriso.
Spazio d'autrice:
Curiosi di sapere la continuazione? Eheheh
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A prestoo
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Un bellissimo errore.
Romansa{IN REVISIONE} Vicky ha 16 anni, è una ragazza solare e divertente, ma soprattutto disagiata. Un giorno Ricky, suo fratello, la informa dell'arrivo del suo migliore amico,Alex, che dopo 1 anno a Madrid, finalmente è di ritorno a casa. I due si rinco...
