Capitolo 47

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Sono ad un ballo e non so ballare, tipica da situazione da Vicky Thomson.

- Prego, le assaggi!- mi invita un cameriere porgendomi delle tartine che sembrano ricoperte di piccole perle scure, per non essere scortese gli sorriso e lo assecondo, il gusto è disgustoso, si sente un leggero sapere amarognolo e un retro gusto salato, così produco strane smorfie e stringo gli occhi, il cameriere trattiene una risata e si allontana,

- Cosa fai Vicky?- mi chiede con volto divertito,

- Ho assaggiato una cosa strana con delle palline sopra- racconto e ad un tratto lo sento ridere rumorosamente,

- Erano uova di pesce, per la precisione "caviale"- spiega e immediatamente la mia faccia assume un aria sconcertata,

- Ma pesce pesce? Tipo Nemo e Dory??- alzo il tono della voce e lui continua a ridere rumorosamente, brutto cretino, non poteva dirlo???? Ho mangiato i figli di Nemo e Dory!  Gli tiro un leggero schiaffetto sulla spalla per farlo tacere, ma lui non vuole saperne e continua, così incrocio le braccia e continuo a guardarlo, finché non si ferma,

- Ok, ok, scusa, non è colpa mia, sei troppo esilarante!- spiega e ricomincia a sbellicarsi, giro gli occhi al cielo e volgo lo sguardo lontano da Alex, un volto famigliare?  No, non può essere lui... alle mie spalle compaiono due signori sulla cinquantina e cominciano a parlare con Alex,

- Ti presento i miei zii, Vicky- dice e stringo la mano ad entrambi,

- Chi è questa bellissima ragazza?- chiede l'uomo con un sorriso stampato in viso,

- La mia ragazza- annuncia e non posso credere alle mie orecchie,

- Oh, devi essere davvero speciale perchè mio nipote ti presenti alla sua famiglia- mi dice la donna con tono entusiasta,

- Smettila zia, così la metti a disagio- la zittisce Alex e lo sento prendermi la mano, in quel momento rimango del tutto paralizzata e non posso fare a meno di sorridere,

- Ti va di ballare?- mi chiede ad un tratto e annuisco rimasta senza parole,

- A dopo- dico alla coppia e ci allontaniamo, OH NO, DIMENTICAVO, NON SO BALLARE,

- Alex..- sussurro,

- Lo so, non ti preoccupare, ci sono io a guidarti- mi rassicura come se mi avesse letto nel pensiero e l'orchestra comincia a suonare più forte, all'inizio ci muoviamo lentamente, ma con il tempo i passi diventano più sicure e cominciamo a volteggiare per l'immensa sala facendoci spazio fra le persone,

- Non mi hai mai detto di essere un principe- confesso e lui mi sorride,

- Non sono un principe, mio padre era un grande imprenditore-  si limita a dirmi e non me la sento di fargli domande impertinenti su suo padre,

- Sono la tua ragazza?- chiedo con aria sognante,

- Ancora per poco se tutti non smettono  di guardarti in quel modo- risponde scontroso guardandosi intorno,

- Ma che dic...- comincio a dire, ma Alex alza un sopracciglio e mi accorgo che molti dei presenti tengono gli occhi fissi su di noi,

- Andiamo a bere qualcosa- mi propone e ci allontaniamo dalla pista da ballo.

Un cameriere ci passa davanti con alcuni bicchieri di Champagne, Alex ne afferra uno,

- Aspetta qui, vado a cercarti qualcosa che non ti faccia vomitare in meno di cinque minuti- mi informa e si perde tra gli altri invitati,

- Mi concede questo ballo?- domanda qualcuno,

- Emh... non so se...- farfuglio trovandomi di fronte ad un uomo maturo,

- Lei è con me- annuncia una voce famigliare e riconosco il volto di Peter, com'è possibile? L'uomo si allontana, ma non prima di dare una lunga occhiata alla mia scollatura,

- Cosa ci fai qui?- chiedo fredda guardandomi intorno, ti prego Alex, torna presto,

- Oh, ho ricevuto un invito come tutti d'altronde, come stai?- domanda con uno strano sorrisetto stampato in faccia, di nuovo quella sensazione di allerta,

- Bene, ma penso che io non debba parlare con te- ammetto facendo un passo indietro,

- Perché? Dopo che Alex ti ha scopata sei diventata di sua proprietà??- mi schernisce e gli mollo uno schiaffo dritto in faccia,

- Non ti permettere mai più, non hai nessun diritto di intrometterti, l'unico diritto che hai e restare in silenzio mentre ti allontani, non sai proprio cosa sia il rispetto!- ruggisco e qualcuno di volta verso di me,

- Ti pentirai di tutto quello che hai fatto, questo te lo giuro- promette e mi guarda con aria perfida e colma di cattiveria,

- Muovi il culo e vattene!- gli intimo, per fortuna lo fa, ma il mio stomaco è in subbuglio e ho soltanto voglia di andarmene, finalmente scorgo Alex fra la folla,

- Non mi sento bene- lo informo con aria supplichevole, i suoi occhi che prima erano colmi di serenità, ora si incupiscono,

- Cosa è successo?- chiede avvicinandosi a me,

- Peter è qui- lo informo,

- Vuoi che andiamo via?- domanda preoccupato, annuisco e usciamo in pochi secondi, saliamo sulla limousine parcheggiata all'esterno,

- Dove vi Porto?- chiede l'autista notando la mia espressione,

- In albergo- ordina Alex e la macchina parte,

- Cosa ti ha detto ?- domanda accarezzandomi una spalla,

- Nulla di importante- sussurro e mi avvicino al finestrino per guardare l'esterno, c'è un Mc Donald's,

- Si Fermi!- ordini all'autista, Alex mi guarda con occhi spiritati, non voglio che questa serata finisca così presto, non voglio che uno stupido rovini la mia vita, in più ho fame,

- Ti è mai capitato di entrare da Mac vestito da gala?- scherzo e lo trascino al suo interno, almeno qui non ci sono le uova di pesce,

- Non finirai mai di sorprendermi, vero?- chiede sorridendo,

- Dipende se sarai ancora qui che vorrai farti sorprendere da me- rispondo e le nostre dita si intrecciano nuovamente.

Spazio d'autrice:

Heylaaa guys!!

Come state oggi? Io devo iniziare assolutamente a fare i compiti, ma ci tenevo ad andare avanti con la mia storia!!

Spero che appreciate i miei sforzi lasciando un voto e un commento!

Alla prossima!!

Un bellissimo errore.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora