- Ma che fai?- mi chiede una voce familiare, sposto le braccia per vedere il viso della persona in piedi davanti a me,
- Oh mamma Alex, non eri in palestra?- chiedo con il cuore in gola, ho appena avuto un infarto,
- Stavo correndo per arrivare qui, ma non volevo dirtelo- spiega alzando un sopracciglio,
- Dovevi proprio entrare dalla finestra?- chiedo dandogli uno schiaffetto sulla spalla,
- Si, dato che non voglio che tuo fratello mi veda qui- spiega facendo un passo indietro e squadrandomi dalla testa ai piedi con aria maliziosa,
- Che c'è? Mi sono macchiata?- chiedo guardando la maglietta bianca che indosso, ma lui non risponde, si avvicina e mi bacia, poggia le mani sui fianchi e muove la lingua in modo più passionale del solito, sento le sue mani muoversi verso il basso e la mia schiena irrigidirsi, poi mi solleva dalle cosce e mi fa sedere sulla scrivania, gli avvolgo le braccia intorno al collo per non cadere e lui comincia a baciarmi il collo, ho bisogno di un ventilatore, o di un paese maker,
"Aspetta aspetta, non gli hai ancora detto che sei vergine?"
Sento la voce di Gwen nella mia testa, oh mio dio, di istinto spingo via Alex spintonandolo dal petto, lui fa qualche passo indietro e mi squadra sorpreso e mortificato allo stesso tempo, diglielo Vic!
- Io...- comincio, ma il coraggio decide di abbandonarmi, Alex rimane a guardarmi con gli occhi sbarrati e rimaniamo così per alcuni secondi,
- Scusami, non è colpa tua- dico ed esco dalla stanza, rimango davanti alla porta con le spalle rivolte a camera mia, che cosa mi è preso? Dovevo dirglielo, dovevo solamente parlare e invece chissà cosa starà pensando adesso, ho le gambe che tremano e non so perché, ma che ho fatto? Mi volto e rientro, ma lui non c'è più, merda.
Mi sdraio sul letto, con il tasto chiama a pochi centimetri dal pollice, certo Vic che sei proprio una cretina, hai il coraggio di spingerlo via violentemente, ma non di chiamarlo? Il suo sguardo mortificato è impresso nella mia mente, non è colpa sua, perché ho reagito così? Non ha fatto nulla di male, sono una stupida!
Dopo un'ora la mia mente stanca decide di riposare e così crollo in un sonno leggero e costellato di incubi.
******
- Vicky! Vicky!- sento dire e apro gli occhi nella speranza di vedere Alex,
- Ciao Ric- dico con voce assonnata,
- Ti prepari? Tra mezz'ora dobbiamo uscire- mi ricorda con tono nervoso, per un momento il pensiero di non andare mi attraversa la mente, ma poi cosa potrei dire a mio fratello per giustificare questo mio cambiamento di idea?
- Oh si- mormoro e mi dirigo verso l'armadio, spero che sta sera ci sia Alex, così che possa dirgli la verità, mi odierà sicuramente. Ok, ci poteva stare che non volessi... insomma... fare sesso con lui, ma l'ho fatto in un modo così cattivo e... non se lo meritava, sono una stupida, chissà cosa starà pensando ora!
- Vestiti carina- aggiunge mio fratello uscendo dalla stanza, per una pizza? Va beh se è convinto lui, fisso i vestiti a lungo, finché non opto per un paio di jeans bianchi e una maglia nera con lo scollo a barca, ai piedi ci abbino le mie superstar bianche con le strisce nere,
- Pronta!- esclamo entrando in salotto con un grosso sorrisone finto in faccia,
- Oh Ma che figa mia sorella!- ammette restando fermo in mezzo alla stanza,
- Ma Smettila!- gli intimo e scoppio a ridere seguita da lui, anche mio fratello non è male, indossa una camicia blu scuro e dei Jeans chiari, i capelli sono allisciati all'indietro e lasciando scoperti i suoi occhi verdi, sembra un modello!
- Ciao mamma!- gridiamo in coro e usciamo dalla porta di casa, c'è ancora luce fuori, il sole non è ancora del tutto tramontato e il cielo è variopinto da sfumature di arancione e rosa chiaro, wow.
Saliamo in macchina e mio fratello accende la radio, dopo un po' troviamo una canzone che piace ad entrambi e cominciamo a cantare a squarciagola come facciamo sempre:
-You made me a, you made me a believer, believer
(Pain, pain)
You break me down, you build me up, believer, believer....- cantiamo in coro muovendo le braccia in aria, io sono stonata, ma mio fratello potrebbe demolire un palazzo solo con l'ausilio della voce.
Il locale non sembra male, ma tutto è taciturno,
- Sei sicuro che sia qui?- chiedo indicando il posto,
-Certo, proviamo a entrare- mi propone facendo strada,
- Ok- acconsento e lo seguo, non mi pare un ristoratore, ma il posto non è assolutamente brutto, mio fratello apre al porta d'ingresso e quando entra lo imito,
- Vai!- mi intima indicando una porta, io aggrotto le sopracciglia e obbedisco senza pensarci, giro la maniglia con delicatezza sento la porta aprirsi ed entro nella stanza, a quel punto un grido assordante quasi non mi fa cadere a terra dallo spavento.
Spazio d'autrice:
Nuovo capitolo❣️
Siamo a 3000 letture, grazie davvero! Vi lovvo e sono felice che questa storia vi piaccia👅
Secondo voi cosa succederà nel prossimo capitolo? E fra Alex e Vicky?
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Un bellissimo errore.
Romance{IN REVISIONE} Vicky ha 16 anni, è una ragazza solare e divertente, ma soprattutto disagiata. Un giorno Ricky, suo fratello, la informa dell'arrivo del suo migliore amico,Alex, che dopo 1 anno a Madrid, finalmente è di ritorno a casa. I due si rinco...
