Sono passate poco più di tre ore, mia madre avrà bevuto dieci caffè, io sono qui che sbircio dalla vetrata Alex che è accasciato sul corpo dormiente di sua madre, e mio fratello sta parlando da qualche minuto con i dottori.
Ad un tratto mio fratello si avvicina a me,
- Senti, è già sera, mi servirebbe che andassi con mamma a prendere qualcosa di pulito ad Alex, penso che non voglia allontanarsi da sua madre e io non me la sento di abbandonarlo- spiega e gli lancio un'occhiataccia, mi sembra di non conoscere le persone a cui voglio bene, non vogliono dirmi nulla e io non dirò nulla a loro,
- Andiamo!- mi ordina mia madre e mi tira per un braccio, saliamo in macchina e in pochi minuti giungiamo a casa di Alex, mia madre apre con un paio di chiavi e saliamo in camera sua, apro il suo armadio e afferro un paio di jeans, una t-shirt, dei boxer e delle calze pulite, mia madre rimane a guardarmi stranita,
- Ho l'impressione che tu sia di casa- osserva e incrocia le braccia con sguardo serio, la ignoro e afferro due asciugamani appoggiati su un mobiletto appeso al muro, ma mi accorgo di due fogli caduti a terra, a quel punto li prendo e li apro,
Biglietto per Parigi
—————> Andata e ritorno
Volo alle ore: 18:35
Posto 14 B BUSINESS CLASS
Segue un biglietto identico, rimango a fissarmi con le mani tremanti,
- Voleva portarti a Parigi- confessa mia madre e si affianca a me,
- Cosa?- chiedo con gli occhi sbarrati,
- Sapeva che lo desideravi tanto, così mi ha chiesto il permesso e ha comprato i biglietti, voleva farti vedere la sua casa e portarti a visitare Parigi, non gli importava di tuo fratello, ma adesso con sua madre in questo stato non potrà farlo- racconta e in me si scatena un senso di compassione, cosa? Io non pensavo che... ecco cosa stava dicendo a mia madre quel giorno! Quel giorno in cui mio fratello era sbronzo e c'erano quelle due biondine ubriache per casa...
- Dobbiamo andare- mi dice mia madre e pochi minuti dopo mi trovo di nuovo in quella sala d'aspetto.
- Non vedo tuo fratello- osserva mia madre e mi guardo intorno per provare la sua affermazione,
- Nemmeno io- sussurro e mi risiedo sulle sedie, mia madre rimane a guardarmi e io alzo un sopracciglio,
- Cosa aspetti? Penso che tu e lui dobbiate parlare, io starò qui, vai!- mi ordina e mi spinge delicatamente verso la camera dove si trova Alex, la guardo con occhi smarriti ed entro, lui non mi degna nemmeno di uno sguardo e continua a fissare sua madre dormire serenamente,
- Ciao- lo saluto, ma non ricevo alcuna risposta, - Come sta?- chiedo piano, quasi per non farmi sentire,
- Sta meglio, ma deve risposare- mi informa e non appena sento la sua voce roca e profonda un brivido mi attraversa,
- Sono felice, e... mio fratello?- domando con voce tremante,
- È andato a comprare qualcosa da mangiare- risponde schietto,
- Ah, va bene- farfuglio e mi preparo ad uscire,
- No!- esclama Alex e si alza in piedi,
- Che cosa c'è?- domando seria e con il cuore che batte forte,
- Rimani qui?- mi propone abbassando lo sguardo, appoggio una mano sulla maniglia della porta di uscita, ma poi mi fermo, vorrei dirgli di no, ma non ci riesco, è più forte di me,
- Si- acconsento e mi siedo su uno sgabello di legno, lui accenna un sorriso e mi fa cenno di avvicinarmi,
- Vic io... - comincia, ma gli poso un dito sulle labbra e scuoto il capo,
- Non adesso, pensa a tua madre, è più importante-lo fermo e gli afferro la mano, lui mi scocca un bacio sulla fronte e appoggia la testa sulla mia spalla, rimaniamo così.
*****
- Sisi, tutto bene- mento aprendo la porta di camera mia con la mano libera,
- Sicura? Non volevamo che finisse così, scusaci ancora- dice Ilean e il suo tono di voce si rattrista,
- Tranquilla, non importa- la conforto e mi lancio sul letto,
- Ma allora perché sei così triste?- domanda all'improvviso, lei non sa nulla della madre di Alex e sinceramente non so se possa dirgli qualcosa,
- Non sono triste, sono solo un po' stanca, anzi, posso chiamarti più tardi?- domando con lo stesso tono,
-Va bene, ma sappi che ci sono- mi dice gentilmente,
-Certo- dico, è ovvio che ha capito che sono triste, ma riattacco e appoggio la testa sul cuscino.
Abbiamo passato l'intera notte in ospedale, non ho dormito nulla, ma non ho bisogno di riposo, ho la testa tormentata da un milione di domande.
Io ho insistito per restare con Alex, ma mia madre mi ha costretto a venire a casa per lavarmi e riposare in modo decente, adesso sono le 2 del pomeriggio e mi sento persa.
Sento la porta d'ingresso aprirsi,
- Ciao mamma!- grido, ma non ricevo nessuna risposta,- Hey, ciao!- ripeto a tono più alto, ma di nuovo nessuno mi risponde, mi affaccio dalle scale e non scorgo nessuno, così afferro la mazza da Baseball di mio fratello e procedo lentamente verso la cucina, tutte le serrande sono chiuse e la luce del sole non riesce a entrare nella stanza, qualcuno mi afferra dalle spalle e mi scaraventa a terra...
Spazio d'autrice:
4K letture! Vi voglio bene❤️
Secondo voi chi sarà? Al prossimo capitolo!
STAI LEGGENDO
Un bellissimo errore.
Romans{IN REVISIONE} Vicky ha 16 anni, è una ragazza solare e divertente, ma soprattutto disagiata. Un giorno Ricky, suo fratello, la informa dell'arrivo del suo migliore amico,Alex, che dopo 1 anno a Madrid, finalmente è di ritorno a casa. I due si rinco...
