Il P.G.M. era l'arma segreta dell'Hydra ormai da anni, una sorta di fiore all'occhiello, il simbolo del loro potere.
Il "Progetto Gemelli Medusa" aveva dato risultati che nessuno avrebbe potuto immaginare, un potere finale che gli scienziati non avevano osato nemmeno immaginare tanto era strabiliante. I Gemelli Medusa erano la squadra perfetta, la cosa più letale che l'Hydra avesse mai creato. Nemmeno i gemelli Maximoff erano stati a quei livelli. Perché a differenza dei Maximoff, i Gemelli Medusa potevano uccidere con un solo sguardo.
Si diceva che i loro volti fossero così orribili che si moriva di terrore solo a vederli, anche senza che i due aprissero gli occhi. Per questo i Gemelli Medusa indossavano costantemente una maschera, bianca e ricamata di rosso e oro, per coprire il viso tanto spaventoso. Dicevano che se li guardavi dal davanti, uno affianco all'altro, le due maschere sembravano due teste di un'idra, con i disegni rossi come serpenti, simili ai capelli di Medusa, la Gorgone che pietrificava i mortali con il proprio sguardo.
Si diceva anche che le loro corde vocali fossero state tagliate per impedirgli di gridare, dato che il loro urlo era talmente disumano da uccidere all'istante, da lacerare dall'interno chiunque lo udisse.
Questo, ovviamente, non era vero, ma era una teoria diffusa tra i soldati dell'Hydra, dato che nessuno di loro aveva mai sentito parlare i Gemelli.
I due si giravano, guardandosi attraverso le maschere, e attaccavano, senza scambiarsi una parola, un segnale o qualunque altra cosa.
Tra le schiere dell'Hydra era così nato una sorta di modo di dire: si diceva che qualora vedessi due maschere guardarsi, eri già morto.
I Gemelli erano l'arma più letale forse dell'intero mondo, avevano sterminato interi eserciti solo sollevando le proprie maschere.
Nessuno era mai riuscito a sopravivere abbastanza a lungo per raccontare come fosse il loro vero volto. Era il terrore e il tormento di ogni militare. Erano veramente così orribili quei visi? O erano semplicemente gli occhi letali? Nessuno avrebbe mai voluto scoprirlo davvero, dato che chi vedeva il viso dei Gemelli inevitabilmente moriva pochi secondi dopo. Erano lo sguardo che inceneriva davvero, gli occhi di fuoco che bruciavano veramente, le occhiate che ti fulminavano realmente.
Era questo che veniva insegnato ai soldati di ogni base che avrebbe dovuto accogliere i Gemelli, prima che questi arrivassero. I generali preparavano i propri uomini, quando nemmeno loro erano veramente pronti a ciò che avrebbero avuto davanti una volta arrivati i due Gemelli.
E ciò era accaduto anche alla base di Самара (Samara), in Russia, il giorno prima che l'aereo militare che trasportava i Gemelli Medusa atterrasse davanti alla base, scaricando a terra un ufficiale e due ragazzi con su un mantello. Le tre figure entrarono nella base, dove il generale Kuznetsov li attendeva sull'attenti. La figura che guidava il piccolo corteo di mantelli neri si calò il cappuccio, rivelando il volto di un uomo sui quarant'anni, corti capelli rossi e una scura e profonda cicatrice che gli attraversava metà del volto.
-Kuznetsov, quanto tempo è passato.- dichiarò, sorridendo in maniera benevola nella direzione dell'ufficiale.
-Signor Sweeney.- salutò militarmente l'ufficiale, mentre l'altro uomo faceva cenno ai due ragazzi dietro di lui di avvicinarsi.
-Avanti cari, andiamo dentro.-
I
due Gemelli passarono nel più totale silenzio affianco all'ufficiale, che voltandosi appena riuscì, con la coda dell'occhio, a intravedere una lucida superficie bianca sotto il cappuccio di uno dei due ragazzi. Un brivido scosse il sergente, che gridò in russo di richiudere i portoni della base ed entrò, facendo strada ad uno dei maggiori esponenti dell'Hydra e alle due armi più letali degli ultimi secoli.
-Spero abbiate preparato i vostri soldati all'arrivo dei mie due figli.- disse in tono autoritario Sweeney, tono che velava una minaccia: "se non l'avete fatto, siete in un mare di guai."
L'ufficiale deglutì a fatica.
-Certo signore.-
L'uomo sorrise, il viso reso inquietante dalla profonda cicatrice.
-Ne sono contento. Ai miei ragazzi non piace arrivare in un posto dove nessuno è pronto a vederli.-
L'ufficiale si chiese come l'uomo facesse a sapere che ai Gemelli dava fastidio questo comportamento, dato che le voci dicevano chiaramente che i due non erano mai stati sentiti proferire parola, ma non lo chiese per paura di qualche reazione indesiderata. I quattro si fermarono su un soppalco che sovrastava un'enorme stanza esagonale, piena di soldati che mangiavano e parlavano a bassa voce in diverse lingue, prevalentemente russo.
-Soldati!- tuonò l'ufficiale, sporgendosi un poco dalla balconata.
Tutti gli uomini smisero di parlare, voltando le teste verso di loro.
-Come vi è stato detto ieri mattina, oggi abbiamo l'onore di essere in compagnia di un grande uomo: James Connor Sweeney!-
Tutti i soldati presenti fecero il saluto militare, in religioso silenzio. Sweeney si fece largo sul soppalco, prendendo il posto dell'ufficiale Kuznetsov e aprendo le braccia in un gesto quasi paterno.
-Miei carissimi soldati.- cominciò con un tono simile al miele, dolce ma appiccicoso. -Voglio complimentarmi con voi per i vostri innumerevoli meriti.-
Un lieve applauso si allargò nella stanza.
-E sono lieto di presentarvi i miei figli.- continuò l'uomo, aprendo un braccio verso i due ragazzi alle sue spalle. -I Gemelli Medusa!-
Le due figure uscirono dall'ombra, il cappuccio calato sulle spalle e il mantello aperto, che lasciava intravedere i vestiti sotto esso. Nella stanza calò una sorta di gelo, come se il freddo inverno russo si fosse riversato tutto insieme nella base.
I due ragazzi stavano in piedi al fianco di Sweeney, le maschere bianche e rosse che brillavano, i contorni d'oro dei tentacoli che mandavano bagliori sinistri verso i soldati in basso. Le maschere non avevano fessure, solo una distesa bianca solcata di scarlatto.
Da una delle due maschere spuntava una zazzera disordinata di capelli neri come la pece, mentre dall'altra fluenti ricci del medesimo colore erano tenuti stretti in una coda alta, che ondeggiava lentamente nonostante non tirasse un soffio di vento. Sotto i mantelli neri si intravedevano vesti candide e brillanti, jeans azzurro chiaro e camicie bianchissime.
Un terrorizzato silenzio aleggiava nell'enorme stanza al cospetto dei due gemelli. Sweeney fece un largo sorriso soddisfatto.
-Perfetto.- mormorò in modo che solo i due ragazzi potessero sentirlo. -Sono letteralmente terrorizzati.-
I due Gemelli mossero impercettibilmente la testa, come ad annuire. Poi si alzarono contemporaneamente i cappucci scuri e tornarono nell'ombra, seguiti dallo sguardo spaventato dell'ufficiale Kuznetsov.
-Fateli sentire a casa!- esclamò Sweeney, di nuovo rivolto ai soldati, per poi voltarsi e proseguire lungo il soppalco, seguito dai Gemelli.
-E forse loro non vi uccideranno tutti.- sussurrò poi, prima di sparire in un corridoio sopraelevato.
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||Progetto Gemelli Medusa|| ✅
Fanfiction"Tra le schiere dell'Hydra era nato un modo di dire: qualora vedessi due maschere guardarsi, eri già morto." →|Pre - durante "Avengers: Infinity War"| [#1 in "Supereroi" ; 27 Dicembre 2018] [#2 in "Tony Stark" ; 30 Dicembre 2018] [#3 in "Twins" ; 30...
