Disegnare non era il suo forte.
Anzi era quasi negato quando si trattava di fare ritratti, ma ci provò lo stesso.
“che disegni?” domandò Denise saltellando sul letto di Zayn.
“volevo provare a fare un ritratto, ma sembra un quadro di Picasso”.
La piccina guardò il fratello perplessa “chi è Picasso?”.
Zayn ridacchiò “un famoso pittore” si alzò e la raggiunse “lo studierai quando sarai più grande”.
“perché papà e mamma litigano?” domandò la piccola sentendo delle urla provenire dal salotto.
“non lo so, e non voglio immischiarmi”.
Improvvisamente Denise abbracciò il fratellastro “ho tanta paura quando fanno così...”.
Zayn la prese in braccio e la strinse a sé “lo sai che ci sono io a proteggerti, piccola” le baciò una tempia “finché ci sono io qui non devi avere paura, ok?”.
“ok” disse Denise nascondendosi tra le braccia del fratello.
Ho fatto la cosa migliore. Per tutti e due.
Pensò Zayn guardando la scrivania, stranamente, pulita e priva di quelle scartoffie.
Aveva chiesto all’avvocato di procedere il prima possibile per avere l’affidamento della piccola e di diventare il suo tutore ufficiale, in quanto maggiorenne e capace di intendere e di volere. Certo, con i soldi che aveva racimolato avrebbe potuto comprarsi un buco dove vivere, ma Denise veniva prima di tutto. E poi adesso aveva la certezza che Liam li avrebbe aiutati sicuramente. Per non parlare di Angie, che avrebbe dato a Denise tutto l’amore di cui una bimba necessitava.
Avrebbe ottenuto l’affidamento, avrebbe trovto un lavoro, avrebbe trovato una nuova casa in cui vivere con la sua sorellastra, senza violenza e senza grida. Un ambiente tranquillo in cui poter vivere sereni.
Risvegliandosi da tutti quei pensieri Zayn notò che Denise si era addormentata. Riconobbe una parte di lui in quella piccina: poteva addormentarsi dappertutto, in qualsiasi situazione. Una risata gli comparì in volto, aveva sempre pensato che Denise fosse completamente diversa da lui, ma in fondo in fondo non era così.
Poggiò la piccola nel suo letto e tornò alla scrivania, riprendendo il foglio che aveva riposto.
Lo guardò e lo stracciò.
Sospirò, lasciandosi andare sulla scrivania. Un dolore sordo provenne dal braccio sinistro, quello che Jack aveva quasi spezzato. Doveva tenere duro, almeno fino all’indomani.
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Il braccio gli dava più fastidio che mai, ma Zayn ignorò il dolore, indossò la sua maglia numero 12 e uscì dagli spogliatoi, preoccupato.
Con quel clima in casa, il pensiero di aver dovuto lasciare Denise sola, non riusciva a farlo stare tranquillo.
“ciao campione” lo salutò Angie alle sue spalle.
Zayn si voltò “ciao...che ci fai qui?”.
Lei sorrise leggermente “ero venuta a vedere come stavi”.
“è gentile da parte tua”.
“volevo dirti solo...in bocca al lupo per la partita” disse lei non riuscendo a guardarlo.
Zayn sorrise e le prese il mento tra il pollice e l’indice, costringendola a guardarlo negli occhi “sapevo che avresti fatto il tifo anche per me”.
Angie si spinse in avanti e lo baciò e Zayn la strinse a se.
Queen osservò tutto dall’inizio del corridoio e iniziò a camminare verso di loro, ma qualcuno la strattonò all’indietro “lasciali in pace, mi hai capito?”.
La ragazza storse il labbro “perché altrimenti cosa fai Horan?”.
Niall la guardò con disprezzo “credimi, meglio che tu non lo sappia”.
“loro due non possono stare assieme, non durerebbero un giorno”.
Il biondo ridacchiò “perché tu credi che Zayn ti ami, vero?”.
Queen annuì “sì, lui mi ama, lo so”.
“sei stupida oltre a essere terribilmente egocentrica ed egoista” Niall guardò verso Angie e Zayn “non lo vedi? Se quello non è amore, allora l’amore non esiste”.
La bionda cheerleader si sottrasse alla presa di Niall “va al diavolo” un singhiozzo la scosse “andate al diavolo tutti!”.
Angie sbucò alle spalle del biondo “che voleva Queen?”.
L’irlandese le scompigliò i capelli “niente che possa interessarti!”.
“ciao Horan” lo salutò Zayn “il tuo numero è il 14”.
Angie guardò i due perplessa “cosa non mi hai detto Niall?”.
“c’erano due posti da occupare” le spiegò Zayn “uno spettava a tuo fratello e l’altro...”.
“volevo farti una sorpresa” arrossì il biondino grattandosi il capo.
Angie sorrise e lo abbracciò “sono felice per te, Niall!”.
“anch’io!” esclamò il biondo “ma adesso devo andare a cambiarmi” disse correndo verso gli spogliatoi.
La ragazza guardò Zayn “è un tipo molto...entusiasta”.
“ha energia e in squadra abbiamo bisogno di quello”.
“DOVETE FARE IL RISCALDAMENTO SIGNORINE! MUOVERSI!” urlò il coach Morrison negli spogliatoi.
Zayn ridacchiò “devo andare adesso”.
“sarò sugli spalti” disse Angie andando via.
Zayn la rincorse e la baciò “fa il tifo per me!” le disse prima di correre a fare gli allenamenti.
