Zayn non smetteva di fissare un minuto la sua piccola Payne mentre giocava con la sua sorellina.Stentava a crederci, ma quella era la prima ragazza che varcava la soglia di quella porta, nessuna mai aveva visto la sua “tana”.Angie sentiva quello sguardo su di se, sentendosi inquieta e nervosa.Quella stanza era ordinatissima, piena di fumetti e gadget dell’Arsenal, probabilmente era la squadra del cuore di Zayn.C’erano anche dei poster dell’Nba, Angie pensò che fosse una cosa ovvia per uno che giocava anche a basket.“uffi!” esclamò Denise “non riesco a superare questo livello!”.Angie sorrise “non prendertela così tanto, è difficile”.Lui si alzò e si sedette sul tappeto insieme alle due “posso provarci?” domandò fingendosi ingenuo.“sì, tu sei fortissimo con i videogames!” disse Denise passando il joystick a suo fratello.“che personaggio sono?” domandò il ragazzo a sua sorella.Denise indicò un personaggio con il cappello rosso “quello, Angie invece è il fungo!”.Angie sorrise “gioca tu Denise” le porse il joystick, ma la piccina rifiutò, facendole segno di continuare.“che c’è? Hai paura di non riuscire a starmi dietro?” la provocò Zayn.Lei storse la bocca “ho solo paura di umiliarti” sorrise.Lui ridacchiò “vedremo...”.La sfida continuò e la piccola Denise non la smetteva un momento di incitare i due a fare di meglio “forza, avete quasi battuto il drago!” urlò ridendo.I due riuscirono a vincere “abbiamo vinto Denise!” esclamò Angie abbracciando la piccola, che ricambiò sorridendo e buttandosi su di lei stendendola sul tappeto.Zayn fece per alzarsi “è stata una bella partita...”.Sua sorella lo tirò per il cordino della felpa, facendolo cadere sui palmi. Fu un momento.Aprì gli occhi e si ritrovò a pochi centimetri dal viso di Angie, fissò i suoi occhi in quelli smeraldini della ragazza, respirò il profumo dolce e avvolgente del suo shampoo e intrecciò il suo indice nei suoi bellissimi capelli. Fissò le labbra a cuore e fremette. Non l’aveva mai desiderata così tanto.Angie si stupì di tutto quello.Non era nervosa o a disagio, ma si sentiva incredibilmente bene. Sentiva le dita Zayn che giocavano leggermente con le punte dei suoi capelli, il suo respiro sulla pelle, la forza dei suoi muscoli e il fremere leggero delle sue labbra. I suoi occhi scivolarono in quelli profondi del ragazzo, per poi rivolgersi nuovamente alle labbra carnose. Desiderò un bacio di quelli che lasciano senza fiato.“è tornata la mamma!” urlò improvvisamente Denise dalla gioia.I due ragazzi si staccarono l’uno dall’altra, Angie si alzò e corse giù dalle scale, con il cuore in gola e con gli occhi di Zayn impressi nella mente.“ciao amore della mamma!” disse la donna prendendo in braccio la piccola “la babysitter è stata brava?”.Angie si sistemò i capelli “buonasera signora...” disse cercando di misurare il respiro e di non sembrare troppo scossa.“sì mammina, le voglio tanto bene!” disse Denise guardando Angie che arrossì.Zayn scese dalle scale “ciao” disse freddo a sua madre.“ciao...sei già a casa?” domandò fredda la donna.Angie notò quell’improvviso gelo formatosi tra la donna e il figlio. Sospirò e si schiarì la voce “credo di dover andare...”.“lo credo anch’io” disse ancora la signora guardando il figlio come se fosse colpevole di un omicidio.Angie prese la sua giacca e la borsa e uscì, salutando la piccola Denise “ci vediamo Denise, mi sono divertita a stare con te oggi” l’abbracciò.“verrai anche domani?” domandò la piccola raggiungendola.“no, non verrà” intervenne la donna “tieni, questo è il tuo compenso per oggi” le disse acida porgendole una busta da lettere “ti contatterà mio marito quando ne avremo bisogno, alla prossima Angie” chiuse la porta, non lasciandole nemmeno il tempo di salutarla educatamente.“strega” commentò Angie avviandosi verso la fermata della metropolitana.Forse era un po’ prematuro, ma quella donna le stava davvero antipatica. Tieni, questo è il tuo compenso per oggi.Nemmeno fossi una prostituta. Pensò guardando la busta, che ripose nella sua borsa.Il sole era tramontato da un pezzo e la strada era quasi deserta. Angie prese coraggio e alzò il passo.Una macchina le passò accanto e suonò il clacson “dove vai piccola?” domandò un uomo di mezz’età.E quelli dovevano essere i quartieri alti?Lei non rispose, ma la macchina continuò a seguirla “avanti, ti offro qualcosa da bere, sali!” insisté ancora l’uomo.Un rombo di motocicletta fece voltare Angie, già abbastanza spaventata.“perchè non te ne vai a fanculo?” disse una voce maschile che lei conosceva bene.La macchina accelerò e andò via “ti sei spaventata?”.Angie si voltò verso Zayn “è tutto ok” lasciò andare l’aria trattenuta troppo a lungo a causa della paura “grazie”.“ti accompagno a casa” disse lui mettendosi il caso e porgendone un altro alla ragazza.Lei scosse la testa “no, ma grazie lo stesso”.“non era una domanda la mia, sali e basta!” insisté lui “è pericoloso girare da sola, non per altro, intesi?”.Angie lo guardò dubbiosa “giurami che non andrai troppo veloce”.“che?”.“giuramelo e basta!” disse lei alzando la voce.Lui sbuffò “ok, va bene, te lo giuro...adesso sali”.Angie infilò il casco, pregando che quel tipo mantenesse la parola data.
