CAP 50 fine...

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CAP 50

Il mondo dell'Itavolley è una grande famiglia.

Una di quelle famiglie che fatichi a dimenticare.

Una famiglia solidale,  generosa e sempre pronta a coprirti le spalle in qualsiasi situazione.

Io questo l'ho provato sulla mia pelle.

Ragazzi giovani che hanno dedicato e decidiamo ogni attimo della loro vita per migliorarsi,  sia come giocatori che come uomini.

Perché oltre al campo,  questi giocatori sono uomini normali,  proprio come il nostro giornalaio o il nostro barista di fiducia.

Il loro lavoro è la loro passione,  è la linfa vitale che tiene vivo questo sport e la sua bellezza.

È l'amore è la concretezza usata in campo e  durante ogni allenamento.

Fatica,  sudore,  privazione sono quelle parole che un atleta fa sue fin dall'inizio della propria attività.

E questa in  questa Italia, queste parole le hanno incise perfettamente nelle loro teste!

.......

-Mamma mamma....

-Dimmi amore,  cosa c'è?

-Ho trovato questo giornale mentre disfavo gli scatoloni,  e ho visto papà in copertina... Così ho letto l'articolo.... Ma perché è firmato con il tuo nome?

-Rebecca,  semplicemente perché l'ho scritto io!

-Davvero? Non sapevo tu avessi fatto la giornalista sportiva....

-Prima che nascessi tu,  poi mi hanno messo alla cronaca.

-Ah ecco!  Ma quindi il papà  lo hai conosciuto li?

-Il papà l'avevo conosciuto prima,  ma non sapevo che fosse un pallavolista famoso....

-Ma' mi racconti la storia di come vi siete conosciuti?

-Adesso dobbiamo finire di svuotare gli scatoloni.  Poi quando facciamo merenda ci sediamo sul divano e ti racconto tutto....

-Ok mamma,  agli ordini!

Da quell'articolo erano passati esattamente 7anni e 5 mesi.

Dall'amore mio e di Jiri era nata Rebecca.

La nostra piccola era cresciuta a vista d'occhio!

Per chi non aveva creduto in me e in Jiri,  si era dovuto ricredere!

Avevamo affrettato tutto,  dalla bimba al matrimonio,  ma noi eravamo ancora qua!

Ci amavamo ogni giorno di più...

Il nostro matrimonio era stato una cosa meravigliosa,  con presenti tutti i nostri amici e con la piccola a farci da damigella.

Una piccola meringa di due anni e mezzo che sgambettava per tutta la navata con le fedi in mano.

Solo a pensarci mi veniva un gruppo in gola dalla felicità che avevo provato quel giorno.

Luca mi aveva fatto da testimone.

Era stata una giornata indescrivibile che Jiri aveva organizzato per fino i fuochi artificiali per concludere in grande stile.

Adesso che Rebecca era grande abbastanza io e Jiri avevamo di comune accordo deciso che un esperienza nuova per il mio schiacciatore sarebbe stata l'ideale.

Non saremmo andati tanto distanti,  Piacenza era la nostra meta!

Lasciare Macerata non era stato facile,  ma cambiare aria avrebbe fatto bene a tutti.

Una nuova esperienza in una nuova squadra sarebbe stata una cosa positiva per tutti!

-Rebecca ma se invece di finire qua andiamo a vedere gli allenamenti del papà?

-Si mamma,  sai quanto mi piace!

-Borsa in mano e chiavi della macchina nell'altra... Eravamo pronte per andare al palabanca... Sicuramente per Rebecca ci sarebbe stata una doppia sorpresa,  ne ero certa! Strano che non ci avevo pensato prima....

-Rebbi stai seduta bene che andiamo....

-Agli ordini capo!

-Sei proprio uguale a tuo padre!

Neanche dopo dieci minuti entrammo nel palazzetto...

-Amore dammi la mano!

-Mamma uffa sono grande!

-Va bene però stammi vicino....

-Okok

Quelle furono le ultime parole famose.

Rebecca appena vide i ragazzi allenarsi in campo corse nella loro direzione cercando fra quegli omini il suo papà!

Appena Jiri la vide le corse in contro per abbracciarla.... Non vedeva la sua patata da due giorni e già era in crisi.....

Io intanto mi ero seduta sugli spalti.....

..........

-E lo zio non si saluta?

-Anzi gli zii!!!

-Cosa? zio Luca e zio Drago cosa ci fate qui con il papà?

-Rebbi io e lo zio Luca abbiamo deciso di giocare a Piacenza anche noi per questo anno.

-Sono troppo contenta!

-Non strapazzatemela molto,  lei è solo mia se non vi fosse chiaro!

-Papà  non fare il geloso,  poi io sono grande!

Non potevo crederci gli aveva risposto a dovere,  aveva proprio il carattere di sua mamma!

Ebbene si io ero tornato un Italia e avevo deciso di giocare a Piacenza e anche Luca dopo tanti anni a Modena aveva deciso di tornare alle origini.

Il trio si era ricongiunto di nuovo.

Da una sera di tanti anni fa,  mi ricordo che la mia Rebecchina era piccina,  in una cena estiva che avevo fatto io nella casa di Macerata....

Dove avevo invitato tutti i nazionali,  tra un bicchiere di vino e uno di birra,  era saltata fuori tutta la storia di Travica cupido e di come avevo aiutato Jiri a conquistare Gioia.

Da quella sera io,  Luca e Jiri eravamo diventati uno strano trio che si amalgamava proprio bene!

Dei veri amici che si sarebbero aiutati per sempre

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⏰ Ultimo aggiornamento: Sep 24, 2014 ⏰

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